Davvero interessante la III edizione di “Contemporaneamente al Museo”, organizzata dal Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano (SA) che ospita l’iniziativa “Hoc opus fecit… Pietro Lista”.

Presentata lo scorso 25 novembre e fortemente voluta dal Polo museale della Campania e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, la mostra “Hoc opus fecit…” (dal latino: “Ho creato quest’opera”) è stata ideata e curata da Maria Giovanna Sessa nell’ambito del Piano per l’arte contemporanea della Direzione Generale “ARTE E ARCHITETTURA CONTEMPORANEE E PERIFERIE URBANE”; nelle scorse edizioni, lo staff di “Contemporaneamente al Museo” ha presentato le opere della ceramista Wanda Fiscina e le terrecotte di Alessandro Mautone.

Pietro Lista

In questa esposizione, invece, l’artista che si cimenta – presentando oltre 50 opere – nel complesso rapporto dialettico tra l’arte contemporanea e le antiche testimonianze archeologiche del museo è Pietro Lista, dinamico interprete dei principali movimenti artistici del Novecento, dall’informale all’astrattismo, al concettuale, al ready made, alla pop-art e soprattutto all’Arte Povera.

Nato a Castiglione del Lago nel 1941 e formatosi nel milieu culturale napoletano degli anni Sessanta, tra personalità quali Achille Bonito Oliva e Filiberto Menna, l’artista ha vissuto con Gillo Dorfles l’intensa ed appassionata esperienza di continuità tra archeologia ed arte contemporanea con il “Museo dei Materiali Minimi” a Paestum. Il suo universo poetico è popolato da testimoni di un mondo perduto di cui sono sopravvissute soltanto alcune enigmatiche tracce: la sua pratica artistica, risonante di echi primordiali e di arcaici riferimenti, si sofferma sulla rappresentazione pittorica di figure acefale, le deiecta membra che rievocano il mito della morte di Dioniso, fatto a pezzi dai Titani. I corpi diventano la zona di confine dell’identità, esprimono una sensazione tra presenza e assenza, tra erotismo e morte. Anche la sua produzione plastica rispecchia tale concezione in cui la materia tende a regredire nel suo movimento magmatico: ne costituiscono un esempio paradigmatico i tre vigorosi busti in terracotta ingobbiata, memori della statuaria classica ma segnati da incisioni, graffi, fori, abrasioni che li assimilano ai corpi martoriati raffigurati sulla tela.

Le Trame, installazioni in forma di cubi, sfere, piramidi di corda intrecciata danno conto della sua spiccata manualità e della capacità espressiva di creare messaggi di novità linguistica e formale. Anche Vestimenta, fantasmatiche presenze emerse da un mondo pre-archeologico, sono realizzati con la corda che l’artista ha reso sfilacciata e lacunosa per equipararla a quella dei brandelli di abiti che vestivano uomini del passato, a figure inquietanti, ai frammenti superstiti allo sfacelo dei corpi ed alla consunzione della materia. La rappresentazione primordiale, asimmetrica, volutamente piatta, l’uso minimale della geometria e del colore sono gli strumenti attraverso i quali Lista, “archeologo-contemporaneo”, esprime la sua inclinazione all’imperfezione, all’estrema semplificazione della composizione alla preistoria della forma.

Durante la mostra sono previsti incontri e attività didattiche che contribuiranno ad una riflessione approfondita sull’inedito accostamento tra archeologia e arte contemporanea. Un programma di Percorsi guidati condotti da giovani curatori, critici e collezionisti e dallo stesso autore, offriranno approfondimenti e nuove chiavi di lettura ai visitatori che si avvicinano al mondo dell’arte contemporanea su opere, tecniche, temi e linguaggi espressivi specifici. Il catalogo, corredato da un’intervista di Maria Giovanna Sessa ad Achille Bonito Oliva, è edito dalla casa editrice Area blu.

Maria Cristina Folino

Per info: http://ambientesa.beniculturali.it/BAP/

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