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“On The Wall”, la street art come ricostruzione dopo il crollo del Ponte di Genova

Quando la riqualificazione urbana diventa un trampolino di lancio per lo sviluppo di un intero territorio. È la mission del progetto “On The Wall” che mira alla riconversione di un tessuto sociale martoriato dal crollo del Ponte Morandi di Genova. Il quartiere Certosa, meglio conosciuto come Valpocevera, lacerato da questa immane tragedia, diventa il fulcro centrale della street-art. La creatività “di strada” diventa il punto da cui ripartire per ricostruire una comunità. Il ponte Musmeci, infatti, rappresentava non solo una infrastruttura di collegamento e di mobilità.

Il progetto “On the Wall” mira alla riqualificazione urbana e del tessuto sociale

Era l’anima della città; collegava gli antipodi; univa i genovesi anche quelli più dislocati. Il suo cedimento, lo scorso anno, è stato un disastro per un’intera comunicata che è stata privata materialmente e simbolicamente di un simbolo essenziale della propria identità. 15 artisti tra i più noti a livello nazionale ed internazionale si ripropongono di provare a ricostruire questa identità. E di trasformare dieci facciate di diversi stabili in fabbricati edificanti e pullulanti di cultura, arte e design.

On the Wall

Al progetto, infatti, parteciperanno artisti di primo piano come l’olandese Zedz, che lavorerà sulla cabina di E-Distribuzione lungo il Polcevera. Il portoghese Pantonio invece si attiverà nella zona popolare di via Certosa. Ed ancora, storici protagonisti dell’arte urbana italiana come Ozmo. Accanto a loro giovani talenti in erba come Agostino Iacurci, Gola Hundun, Geometric Bang, Rosk & Loste. Ed ancora Greg Jager, Caktus & Maria e Antonello Macs. Importante voce in capitolo sarà naturalmente quella degli artisti genovesi coinvolti, da Christian Blef a Drina A12 & Giuliogol arrivando a Tiler. Il tema portante dei murales sarà la gioia. La gioia della speranza, quella dell’avvenire; la gioia di ritrovarsi insieme nel presente e di guardare al futuro.

On the Wall

15 artisti internazionali per far rinascere la città

L’obiettivo è rivolgere nuovamente lo sguardo verso l’alto, svettando verso il cielo. Nulla potrà sostituire o compensare ciò che è andato perduto, ma si può sperare di costruire dalle fondamenta qualcosa di nuova. Senza dimenticare ciò che è stato, provare a ricostruire il flusso di gente, che andirivieni, costituiva l’ossatura di un impianto sociale.

Quella di Genova, infatti, è una comunità attiva, vivace frenetica, un contesto urbanistico in continua evoluzione. Ma è anche una città alla portata di tutti, non distante dalle esigenti e mutevoli richiesti di una umanità fluttuante, eppure alla continua ricerca di stabilità. Il progetto “On the wall” rispecchierà tali esigenze in un museo costruito a cielo aperto e ricco di performance. E si allinea al rispetto di una città a vocazione altamente performativa e competitiva, eppure intrisa di umanità negli incroci tra gli spazi abitativi. Una città che, finalmente, torna ad essere accessibile a tutti, soprattutto ai giovani nei suoi snodi principali e in quelli periferici.

Marianna Gianna Ferrenti

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