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Olio di palma: allarmismo o realtà?

La pubblicità, in particolare di alimenti, sottolinea i pregi ed evidenzia ciò che un prodotto ha in più rispetto ad altri.

Ultimamente si assiste a una controtendenza; è frequente sentire spot pubblicitari in cui si specifica l’assenza di olio di palma al fine di sottolineare la salubrità del prodotto.

Una trovata pubblicitaria o un allarme concreto?

La presenza di olio di palma, spesso celata dietro la dicitura “olio vegetale”, è frequente in prodotti come quelli da forno, la margarina, i gelati, i dolci; ma perché è utilizzato e in che modo può essere dannoso per la salute?

Rispetto ad altri oli, quello di palma utilizzato nell’industria alimentare, oltre ad essere incolore, insapore, altamente digeribile e molto economico, è molto resistente al calore e anche alle alte temperature a cui gli alimenti sono sottoposti durante la cottura, ciò elimina il rischio di deterioramento cui sono soggetti altri grassi che possono trasformarsi in sostanze nocive.

Bisogna distinguere, secondo il tipo di trattamento e l’origine, tre tipi di olio, tutti estratti da una specie di palma originaria dell’Africa ma diffusa ormai anche in Asia:

olio grezzo, palmisto e olio raffinato.

L’olio di palma grezzo è ricavato dai frutti della pianta, questo è composto al 50% da grassi saturi ma è ricco di vitamina E, antiossidanti e carotenoidi, da questi ultimi, che rendono l’olio arancione, deriva la vitamina A.
L’olio di palmisto si ricava non dai frutti ma dai semi della pianta. Anche questo ricco di acidi grassi saturi ma privo di carotenoidi.

L’olio di palma raffinato è stato sottoposto a processi di trasformazione che lo rendono liquido, al contrario dei primi due che hanno la consistenza dello strutto. Il processo elimina gli antiossidanti che costituivano la parte migliore dell’olio, riduce del 40% la vitamina E ed elimina quasi del tutto i carotenoidi.

Nell’industria si utilizza l’olio di palma raffinato, mentre in questo mancano molte compotenti benefiche, permane l’alta quantità di grassi saturi che, come già noto, favoriscono le patologie cardiocircolatorie se assunti in quantità eccessive. Recenti studi evidenziano la formazione di sostanze cancerogene come conseguenza del processo di idrogenazione chimica, necessario per solidificare il grasso ed è in particolare da questo che nasce l’allarme concreto che porta alla possibile pericolosità per la salute.

Nelle etichette deve quindi essere specificata la presenza di olio di palma non idrogenato.

Daniela Marras

 

About Daniela Marras

Daniela Marras è nata in Sicilia ma vive da sempre a Cagliari dove si occupa di formazione. Laureata presso l’Università di Cagliari in biologia, è da sempre appassionata a tutto ciò che è scientifico, dalla matematica alle materie inerenti alla propria formazione, incentrata soprattutto sulla genetica. Ha svolto per anni attività di analisi di laboratorio in vari ambiti; presso l’Università Cattolica si è occupata di chimica e genetica umana, creando le basi per le successive attività. Ha compiuto studi sulla salubrità delle acque potabili sia dal punto di vista chimico che batteriologico. Si interessa di tutto ciò che è estetica, cercando metodi naturali ed anche valutando ciò che il mercato offre per venire incontro alle esigenze, in particolare delle donne. Ha cercato di sfruttare le proprie conoscenze per stabilire quelli che possono essere i metodi di miglioramento dell’estetica, metodi che si basano sulla salvaguardia del benessere interiore.

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