L’appello del MEI nel panorama musicale italiano, commentato dal chitarrista e artista dell’ambient music Max Maffia

«Il futuro della musica in Italia? Difficile prevederlo, possiamo solo attendere e lavorare con i mezzi che già abbiamo». Lo afferma l’artista dell’ambient music Max Maffia, chitarrista salernitano dalla lunga esperienza in ambito discografico, teatrale, concertistico e non solo.

L’appello del MEI per salvare l’industria discografica

I concerti si fermano, le vendite collassano. Risale a pochi giorni fa l’appello del MEI, supportato da una petizione promossa dagli Stati Generali della Musica Emergente. Sostegni economici, finanziamento dei progetti in essere, sgravi fiscali, collaborazione immediata con la Rai, ideazione di un grande evento musicale per raccogliere fondi, utilizzo della web tax e allargamento tax credit: sono questi i punti-cardine espressi nelle 8 proposte rivolte al Governo.

Max Maffia
Il logo dell’iniziativa, nata nell’Underground Musicale Italiano da un’idea di El Rojo

Intanto, dall’underground musicale italiano parte #lamusicanonsiferma, l’iniziativa ideata dalla band El Rojo e supportata dal MEI per ridare voce alla musica contro la paura. E sono tantissime le campagne di supporto nate sul web, tra cui #musicacontroilcoronavirus, #stayathome festival e non solo (maggiori informazioni sul sito web del MEI).

L’emergenza nel mondo della musica

Anche in Campania, come nel resto d’Italia, l’universo delle produzioni musicali sta provando a rimodularsi, con la sua tendenza alla sperimentazione, per fronteggiare un momento di emergenza che rischia di riversare, a cascata, notevoli ripercussioni su tutti i professionisti del settore.

A questo proposito abbiamo chiesto a Max Maffia, artista con una grande esperienza in ambito musicale e discografico, di raccontarci come sta cambiando il panorama italiano, e in che direzione.

Petizione MEI
L’immagine della petizione lanciata dal MEI su Change.org

Emergenza globale: come la vivono i musicisti italiani?

Tutti i musicisti stanno certamente osservando la situazione sotto due aspetti: uno puramente romantico e artistico – sei chiuso in casa, c’è molta sofferenza intorno a te, e quindi componi. Generalmente, fa male dirlo, è dal disagio che viene fuori il meglio. L’altro è di carattere pratico: chi fa questo di mestiere, e non può esibirsi, sta attraversando un periodo di grande incertezza. La musica sta viaggiando solo sul web. Anche se volessimo fare tutti come i Gorillaz non servirebbe, perché abbiamo stili e generi differenti. Possiamo solo provare a trasformarci, trovare forme nuove. Per esempio organizzando “suonate” live in video, e organizzando il lavoro a distanza, in più fasi di registrazione, per ottenere un unico risultato finale.

Max Maffia
Max Maffia & The Empty Daybox – Photo credits: Alessandra Cammarano

In questa fase, i servizi di streaming in abbonamento come Spotify, YouTube Music e simili possono essere d’aiuto?

Non servivano prima, e non servono neppure ora. Se lavori con lo streaming on demand, per riguadagnare dal distributore devi aspettare minimo 5 anni. L’abbonamento allo streaming potrebbe essere affiancato dal mercato del disco e del vinile, che ha ancora il suo fascino, ma viene apprezzato solo da chi ha una vera cultura musicale. Una volta ho fatto lezione agli studenti di una quarta superiore, e ho chiesto quanti di loro avessero comprato un CD nell’ultimo mese. Solo uno di loro ha alzato la mano. Invece, nei primi anni 2000, solo uno di loro non l’avrebbe alzata…

Che ruolo hanno i social network, rispetto all’abitudine di comprare musica e scoprire nuovi artisti?

Non importa se preferisci ascoltare musica da YouTube, o scoprire nuovi brani su Tik Tok. Quello che manca veramente è la curiosità. Da piccoli eravamo curiosi per necessità: nessuno ci dava le informazioni, dovevamo cercarle. Oggi puoi avere tutto a portata di mano, ma è come se non avessi nulla. Puoi salvare centinaia di brani e album sul tuo hard disk, ma non sai quanta roba hai, o di chi è la canzone che stai ascoltando.

Qual è oggi lo spazio ideale per esprimersi al meglio?

Attualmente, il teatro è la mia dimensione assoluta, ma parliamo di un genere diverso da quella che siamo abituati a sentire in radio. Il pubblico si sente al sicuro nella sua comfort zone, va ai concerti per ascoltare sempre la stessa musica, e torna a casa senza portarsi dietro nulla di nuovo. Quando suonavo al Fabula a Salerno, in via Porto, la gente voleva bere birra in compagnia, ma poi si alzava, si divertiva, veniva verso il palco per conoscerti. Ho suonato spesso anche al Dedalus, in provincia di Salerno: 15 anni di esibizioni live. Ricordo che un anno ho avuto 104 date in agenda…

Passando agli esordienti, come potrebbe evolversi il panorama musicale?

Se ci riferiamo alla padronanza degli strumenti, oggi sono pochi i ragazzi che imparano davvero a suonare uno strumento musicale. Spesso i genitori “parcheggiano” i figli nelle scuole di musica, anche se non hanno una vera inclinazione. Noi, invece, dormivamo con la chitarra nel letto e non vedevamo l’ora di suonarla il giorno dopo: questa è la differenza sostanziale.

Max Maffia
Foto del gruppo pubblicata su www.emptydaybox.it

Rispetto a qualche anno fa, sta cambiando tutto troppo rapidamente?

La musica non è cambiata, sono cambiati i gusti: i giovani, in particolare, sono meno esigenti. Se provi a suonare live in un locale, non vogliono arricchire la propria conoscenza musicale: preferiscono ascoltare le canzoni che tutti già conoscono, come accompagnamento passivo.

Campania e non solo: dove trovi l’ispirazione per i tuoi progetti in questo periodo?

Mi lascio ispirare, ad esempio, da Roberto Marino, che ha fatto ricerca e musica per le immagini. Al momento sto lavorando su tre dischi.

Da un paio d’anni, con gli Empty [Max Maffia & the Empty Daybox è il suo gruppo storico, n.d.r.] sto preparando il terzo disco, che chiude il cerchio rispetto ai due precedenti. Ovvero, musica per la Terra (“Happyness is a tree“, 2012), sogno (“A better place“, 2015) e quest’ultimo disco, che è molto terreno, con ette brani di musica ambient dal sapore mediterraneo. Proprio ieri ho inviato le tracce al percussionista a Roma.

Inoltre, con The Peanuts – band con cui suonavo negli anni ’90 – sto lavorando da circa un anno a un disco di musica pop-rock inglese, con testi in lingua cantati da Johnny Sessa. Con Lorenzo Maffia [produttore e fratello di Max, n.d.r.] abbiamo previsto otto brani dedicati all’Amore 2.0.

E poi, sto cercando di completare i materiali per l’uscita del mio disco. I pezzi erano già pronti e non erano stati mai registrati: solo chitarra classica sovraincisa. A breve vorrei pubblicare una release, manca solo la copertina.

Come cambia l’ascolto della musica, al tempo del Coronavirus?

Sono convinto che ne usciremo. In particolare, chi si dedica a questo genere di musica è abbastanza fortunato, perché lavora in spazi diversi dai circuiti commerciali. Penso, però, a tutti gli artisti che avevano un disco in uscita, o una presentazione… La domanda è: chi andrà ai concerti? Chi acquisterà i biglietti? Ovviamente, in Italia alcuni sono più preoccupati di altri. Anche Lorenzo, ad esempio, aveva una tournée con D’Alessio [Lorenzo Maffia è anche tastierista nello staff di Gigi D’Alessio, n.d.r.] ma penso che, con la collaborazione di tutti i professionisti italiani del settore, potremo dire a testa alta che “la musica non si ferma“.


Per maggiori informazioni e per conoscere la petizione promossa dal MEI, è possibile collegarsi a http://meiweb.it

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