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L’Irpinia nello Sponz Fest 2017. Direzione artistica di Vinicio Capossela

Quando le tradizioni dell’Alta Irpinia e i loro riti propiziatori incontrano la sensibilità di un direttore artistico eclettico e creativo come Vinicio Capossela tutto può succedere. Può accadere persino di riuscire a sovvertire la regolarità del mondo e a creare in una parentesi di straordinaria follia decomposta, non allineata all’usuale annientamento di senso dell’umanità, un nuovo ordine in cui tutto ciò che è mancino, capovolto, stravolto diventa il rovescio di una realtà che pur all’incontrario già esiste; va soltanto esplorata, scrutata, fiutata.

All’incontre’R (con la R rovesciata ) “All’incontre’Я – Яivoluzioni e mondi al Яovescio”  (“All’incontrè – Rivoluzioni e mondi al rovescio”) è il focus dello Sponz Fest 2017, la manifestazione che,  giunta alla sua quinta edizione, ha piacevolmente ribaltato la tranquillità di un piccolo borgo (meno 4.000 abitanti), facendolo diventare l’occhio-pioniere del mondo, il ganghero che attrae ogni anno migliaia di gentes, provenienti da tutte le regioni d’Italia e negli anni scorsi persino dagli anfratti dell’Oltreoceano.

 

Quest’anno migliaia di tribù di dedite al campeggio, alla scoperta del suono tremolante della natura e della terra che fibrilla di memoria umana, di luci e ombre della Cupa, di aneddoti e sentieri e credenze popolari e non solo di semplice folclore o di banale superstizione. Sono arrivati dalla Val D’Aosta alla Lombardia, dal Piemonte al Veneto e all’Emilia Romagna, fino ad Abruzzo, Marche, Lazio, Molise, Basilicata e naturalmente dalla Campania.

Il “popolo” di Capossela si incontra per annusare i costumi, le antiche abitudini di una terra madre che schiude le origini delle comunità rurali, rusticane, artigianali, che hanno abitato i territori irpini, il cui humus fionda le proprie radici nella transumanza, quello spirito nomade che accomuna non solo il gregge al pascolo, ma anche il branco dei pastori lanciato all’inseguimento dello spirito degli antenati.

Quello spirito ribelle ed errante che caratterizza i grandi uomini rivoluzionari del passato, dei rivoltosi che con coraggio sono riusciti a rovesciare le gerarchie precostituite dal potere e sono diventati capostipiti di una storia che ricomincia “all’incontrè’R”, partendo dai suoi rivolgimenti culturali. Ma l’etimo della parola nasce non a caso, seguendo un ordine appunto scomposto, dalla fusione di due parole “all’incontrario”, l’in-verso che segna un nuovo verso, tracciando attraverso la poesia, l’arte e il racconto, una nuova possibile direzione per l’umanità smarrita, e l’incontro di anime e di corpi che si uniscono e si impastano nella polvere e nel fango, da cui ogni uomo proviene e verso cui è destinato, per poi come risollevarsi dalle ceneri, come un’araba fenice.

Una storia che può essere scritta all’inverso, partendo dalla oralità che è stata tramandata ancor prima della scrittura e la cui forza espressiva ha lasciato un segno indelebile alle progenie. Una historia che come testimoniano gli Antichi, che non passa soltanto attraverso le grandi battaglie, ma che attraversa il racconto delle storie quotidiane, dei personaggi, dei rituali, delle danze dionisiache sferzanti nell’euforia del vino, del gran raccolto, della terra che può presentare i mille volti della trasfigurazione; che può essere madre e matrigna, può accogliere e repellere chi a sua volta si lascia respingere, chi non si lascia avvolgere dal suo grembo e per ciò la denigra, la deturpa.

Quest’anno il tema portante sarà la Rivoluzione russa

Fra musica, balli, esplorazione e riscoperta delle propria radici e della propria storia, che si identifica irrinunciabilmente nella storia dei progenitori c’è sempre una simbologia che ogni anno ha attraverso lo SponzFest: dallo sposalizio, rituale di unione di anime e corpi in una esistenza sola, “sponzati” nel sudore della frenesia del ballo, fino al treno come mezzo di trasporto in grado di traghettare le speranze degli emigrati verso un futuro migliore; speranze che a volte si realizzano, altre si tramutano in disillusione. Quest’anno il tema portante sarà la Rivoluzione russa nel centenario del più grande evento del Novecento, ricorrenza che coincide in parte con le date in cui si svolgerà lo Sponz Fest, dal 21 al 27 agosto. Tante le occasioni per sperimentare il rovesciamento del mondo e per rompere gli schemi, la rigidità del conformismo per immergersi nel movimento interno della terra, nelle sue viscere primordiali e misconosciute.

E’ possibile scaricare l’applicazione dello Sponz Fest 2017

Scaricando sul proprio smartphone la Sponz App, disponibile sull’App store e su Google Play è possibile scoprire in tempo reale quali saranno gli eventi in programma, con orari e luoghi, ci si terrà aggiornati anche sui fuori programma, sulle promozioni e su tutte le iniziative legate allo sponz fest.

Campeggi e cicloturismo, installazioni e partnership con Amnesty International che sensibilizza verso la protezione animali, creature della terra; cibo in piazza con i cingoli, punti ristoro con pietanze antiche del luogo come acqua Sala, salsicce, fegatini e viscere alla brace; grotte aperte nel centro storico di Calitri per tutta la notte, cortei e rievocazioni storiche come quella a cura del Museo di Aquilonia, incontri musicali e visite guidate a Borgo Castello, e cena nei vicoli del centro storico. Queste sono soltanto alcune delle iniziative di un calendario opulento. E poi la tradizionale ed unica Barberia Musicale “Da Sicuranza con i Cunversazionevoli”. Altra novità di quest’anno la valorizzazione di una speciale località, il Lago e il Borgo delle Canne, a pochi chilometri da Calitri; una piccola oasi immersa nel verde, dove il contatto con la natura diventa indispensabile per ritrovare l’antico spirito della fertilità, e da lì, per l’occasione il giorno è cominciato la notte, con Aspettando l’Alba, mantenendo fede al sacro tempo dell’inutile, che rinfranca e rigenera dalle tossine di una società in disfacimento. Di qui la festa di ringraziamento ai volontari che hanno possibile questo incontro di anime, e quindi l’apertura alle danze, delle attività ludiche, della Musica notturna d’attesa (l’attesa di un nuovo giorno), accompagnata dalle letture e declamazioni spontanee delle poesie di Majakovsij, con visita guidata alle Rivoluzioni nel cielo, a cura dell’Osservatorio del Castel Grande.

Anche quest’anno un particolare spazio sarà dedicato alle SponArti, esposizioni a cura di Mariangela Capossela. Protagonisti scrittori, artisti , musicisti; personalità di spicco come Erri De Luca,  Gianni Mura, Riccardo Noury e Dario Deotto, protagonisti della Libera Università per ripetenti, autentica novità di quest’anno. Alcuni giganti del rock come Jim White, batterista dei Bad Seeds di Nick Cave, di PJ Harvey e di altri giganti del rock. Massimo Zamboni, cofondatore dei CCCP – Fedeli alla linea che ha accompagnato il pubblico alla scoperta de Il cielo sotto Berlino, letture e sonorizzazioni dal suo ultimo lavoro Nessuna voce dentro. otto il titolo di Azioni per moto contrario, e con la curatela di Tommaso Evangelista, si alterneranno, fra gli altri, gli interventi di Collettivo FX, Andrea d’Amore, Michele Giangrande, Silvio Giordano, Michele Mariano, Virginia Zanetti. Ed in fine, la grande parata del ’17, il concerto conclusivo con Vinicio Capossela, ed ospiti direttamente dalla Serbia Emir Kusturica con la No Smoking Band, da San Pietroburgo Dobranotch,  e il cantante a rovescio Antonio Pompò, partecipante al programma televisivo Italia’s Got Talent. Ed infine a Borgo Castello, il III concerto all’alba, con Alessio Franchini e Il Circolo dei Bacanali in Angeli con un’ala sola -Omaggio a Jeff Buckley.

Alla stazione di Conza, Cairano ed Andretta “Il treno nella rivoluzione russa“, a cura di Gian Luca FarinelliCineteca di Bologna. Particolarmente interessante uno dei numerosi eventi svoltosi presso la sede dell’ex cinema Rossini di Calitri: la “Storia di Sabato“, quella di Simon Rodia, che i Beatles misero in copertina in occasione dei 50 anni di “Sgt. Pepper“, il disco più noto ed evocativo dei Fab Four.

Ed ancora, le proiezioni di “Irpinia Andata e Ritorno”,  la “Grotta del Poeta” a cura di Vincenzo Costantino Cinaski. Con la collaborazione del Centro Studi Calitrani, “Ero a dirottar trattori da ore“, racconti carnevaleschi e canti sovversivi “a la mmersa” della tradizione calitrana, a cura de Il Calitrano, periodico di informazione internazionale sulla comunità.

Tra le iniziative in programma in questi giorni ci sono stati anche i Giochi d’Ombre e i giochi di cartapesta, con Anusc Castiglioni e Margherita Pillot, la Libera università per ripetenti come le lezioni di fisica scienza rivoluzionaria “Alla ricerca del moto perpetuo” con Vinicio Capossela, Antonio Benzina Mainini e Dum Dum Restafari; Il Rovescio della medaglia; i grandi perdenti nella storia dello sport; il Concerto dei SottoCorte, con Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli. E ancora a Calitri la Colazione al Capanno della Cupa, offerta dall’associazione Nicura Onlus. Il festival si concluderà domenica 27 agosto a Rocca San Felice, Villamaina e Sant’Angelo dei Lombardi, in mattinata con un omaggio alla dea Mephite, a cura di Giampiero Galasso, e poi con uno spettacolo teatrale a tema mondo infero, mondo di sotto, a cura di Marco MartinelliEmranan Montanari del Teatro delle Albe. 

In serata all’Abbazia del Goleto, la Gran Festa dei Folli, a cura di Giovannangelo De Gennaro, un intervento introduttivo sui riti di rovesciamento dell’ordine nel medioevo, le feste dei folli… e il concerto medievale di repertorio. Gran finale con la presentazione dello Sponz Fest… come se fosse la prima sera…. accadrà questo e quest’alto. In conclusione, la Compagnia teatrale Clan H in Storie su Rotaie, IdeA/Azione performativa nei vagoni dell’Avellino-Rocchetta. Paesaggi, suoni, immagini, racconti e storie d’Irpinia diretta da Salvatore Mazza.

Marianna Gianna Ferrenti

Qui il programma completo https://www.sponzfest.it/2017/programma/

Di Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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