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La Nave degli incanti di “Gommalacca” Potenza

La nave degli incanti

La “Nave degli Incanti” è il viaggio in cinque tappe di Sofia, una bambina che non vuole dormire, e di un pesce smarrito, a bordo di una Nave che attraversa i paesaggi, le comunità e le storie di una terra piena di mistero e meraviglia. Accompagnati da un equipaggio pronto all’avventura, i protagonisti si imbattono in personaggi magici ed enigmi da risolvere. Saranno in grado di superare tutti gli ostacoli che incontreranno lungo la rotta e di esaudire i propri desideri?

Questo è il letmotiv del Progetto “Gommalacca Teatro“, una compagnia nasce nel 2008 in un quartiere periferico di Potenza, con l’intento di unire e tenere insieme i linguaggi delle arti, anche i più disparati, e di connettere la rappresentazione teatrale alle persone. Insomma di creare autentiche connessioni umane, reali, tangibili in un periodo storico di “contatti” digitali. Gommalacca nasce nel 2008 da un’idea di Mimmo Conte, Co-fondatore, direttore didattico, trainer e regista/attore e di Carlotta Vitale, anche lei Co-fondatrice, direttore artistico, trainer, attrice.

La nave degli incanti

L’intento è quello di favorire dunque il vero contatto, quello delle emozioni, della fantasia e dell’immaginazione. Un teatro sperimentale che coinvolge trasversalmente tutti coloro che vogliono lasciare spazio alla parte più intima di se stessi. Così la capacità di idealizzare e al contempo di rendere reali i propri desideri prende forma oltre le visioni della realtà. Il proscenio dove prendono forma le idee è il quartiere periferico in questione è Rione Cocuzzo, meglio noto come “Il Serpentone“. Ma con gli anni l’agorà teatrale si espande, cresce, oltre il quartiere. Oltre quegli edifici in cemento che fino agli anni Novanta era percepito in modo distante dalla città. Oltre la piccola sala dove si sperimenta, si fanno delle prove e si partoriscono nuove idee, denominata l’U-Platz.

La nave degli incanti

Uno degli ultimi progetti teatrali di Gommalacca è la “Nave degli Incanti” che utilizza come immagine, quella della nave non solo come metafora del “traghettamento” alla vita onirica. Quel sogno ad occhi aperti, che diventa reale nella fantasia di ognuno e si concretizza nel teatro come rappresentazione del “reale”. Ma la nave è anche un’opera d’arte monumentale che abbatte culturalmente i muri della cementificazione, ed è il simbolo della rivitalizzazione culturale del quartiere.

La nave degli incanti

Di qui, l’intento della compagnia di tenere insieme metodi di lavoro anche molto differenti tra loro per creare un mosaico visionario del futuro. Una visione che non è astratta, ma profondamente reale. L’intento di Gommalacca è quello di realizzare molto più di un gemellaggio. Una vera e propria fusione culturale tra Matera 2019 (in Basilicata) e Plovdiv 2019 (in Bulgaria). Una fusione che, però, ne esalta le differenze sui temi dell’identità. Una identità che prende forma nella differenza, per l’appunto, e che oltrepassa i confini geografici e gli stereotipi convenzionali.

La nave degli incanti

All’interno del cast di Gommalacca, esperti, artisti visivi, insegnanti di teatro che costruiscono veri e propri allestimenti intorno al corpo e alla mente dei bambini. Creano intorno a loro un vero e proprio mondo, un universo parallelo e al contempo tangente con la realtà. Il tutto avviene nel quadro di una metodologia non formale (proporre, osservare, relazionare). Un mosaicismo che mette in relazione le tecniche di ricerca artistica sul corpo, la voce, l’empatia, e la valorizzazione dell’intelligenza emotiva delle persone. ​Gli strumenti usati nel laboratorio di ricerca scenica saranno il training teatrale voce e corpo, il mood meter, apprendimento in circle time, lettura ad alta voce, improvvisazione, la scrittura e recitazione, tempo comico e clown, la visione di materiali video.

La nave degli incanti

Al centro dell’attenzione gli occhi, gli sguardi che parlano da soli. Diverse le classi a cui sono destinati i laboratori teatrali. Per la klass dai 6 ai 10 anni si lavora sull’imprevisto, sulla scoperta, sulla esplorazione degli altri e del mondo. Attraverso il gioco di gruppo si può lavorare sull’acquisizione di una prima autonomia nella gestione delle emozioni.

Poi, si prosegue con la klass dagli 11 ai 13 anni, in cui dall’esplorazione si passa ad una perdita del sé. E’ lo smarrimento della preadolescenza in cui si inizia a guardare e a percepire il corpo in maniera diversa. Si ha la percezione di avere gli occhi ma di non sapere come guardare; di avere la bocca ma di non saperla usare. E’ il periodo delle domande, tantissime, molte delle quali non si tradurranno mai in una risposta. Ed inizia il viaggio della trasformazione di sé e del proprio corpo. La trasformazione dei propri incanti fanciulleschi. Dunque la nave che traghetta verso mondi inesplorati, lasciandosi alle spalle un po’ di quella infanzia già vissuta. E in parte portandola con sé, come un bagaglio leggero.

La nave degli incanti

Avere gli occhi e non sapere come guardare, la bocca e non saperla usare, sentire il sangue scorrere diverso ogni giorno nelle vene, essere più grandi, o più piccoli con la voce tremula e moltissime domande che non diverranno mai parola. Sentirsi esposti, sentirsi esclusi, chiudersi in camera, non avere forza, averne troppa, perchè questa trasformazione in altro è troppo veloce. Di questi spiriti bollenti si nutrirà questo viaggio nel corpo e nella testa, per far venire alla luce la voce delle cose che si stanno trasformando.

E poi, si passa alla klass dai 14 ai 25 anni: l’epoca delle passioni infinite, della voglia sfrenata di dire sempre ciò che si pensa; del “ti amo per sempre e senza limiti”, dell’abbondarsi a se stessi e lasciarsi trascinare, traghettare dalle proprie energie; dell’abbandono come la fine del mondo. L’epoca della ricerca della bellezza e delle sue antinomie.

La nave degli incanti

Ed infine, la Klass over 25, quella in cui si guarda al mondo con gli occhi di una maggiore maturità ed esperienza. Non si è più accecati da mille imput, ma si cerca di dare una direzione ad una realtà che comunque si manifesta come multiforme. Non si osserva più soltanto, ma si esplora con lo sguardo del marinaio che vive l’esistenza e non si limita più a contemplarla. Ma la vive con uno sguardo più lucido rispetto a quello delle emozioni come fascio di luce accecante. La scruta penetrando con curiosità nelle differenze del mondo. Le fa proprie incrementando il proprio bagaglio di esperienza e guardando sempre verso nuovi orizzonti.

Infine, la KLASS Start, si affianca ai già elencati laboratori di ricerca, e ha come obiettivo quello di includere tutti all’interno del multicentrico linguaggio teatrale. Anche coloro che non riescono a seguire l’iter lungo del percorso di formazione. Ma che vogliono lo stesso cimentarsi in un percorso teatrale sperimentale. Un percorso, condotto da Mimmo Conte, Co-fondatore, direttore didattico, trainer, regista/attore, che prevederà un unico gruppo dai 15 anni in su, e verterà su tre nuclei principali: L’Io in relazione, incentrato sul training nello spazio, sulla dinamica personale e sulla dinamica di gruppo; l’Io in gioco, costruire la scena ed improvvisare e l’Io in ascolto: guardare il teatro e partecipare.

Marianna Gianna Ferrenti

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