Home Moda Gucci, svolta fur-free nel mondo del Fashion verso la Generazione Y

Gucci, svolta fur-free nel mondo del Fashion verso la Generazione Y

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Finalmente il binomio etica-prodotto, inscindibile nelle strategie di marketing, inizia ad avere un peso significativo anche nel mondo del Fashion, al punto che l’etica di un brand acquista importanza pari alla sua estetica.

Solo dopo anni di proteste, degli animalisti soprattutto, si è potuti assistere infatti al generale cambio di rotta delle grandi maison come Stella McCartney, Giorgio Armani, Hugo Boss e Yoox Net-a-Porter (gli altri tutti elencati sul portale www.furfreeretailer.com)  last but not least la fur-free policy di Gucci, l’impegno cioè del marchio fiorentino di non utilizzare più nessun tipo di pelliccia animale a partire dalla collezione Primavera-estate 2018. Questa decisione, come rileva a ragione Kitty Block di Hsi, «è destinata a produrre un enorme effetto traino nel mondo della moda».

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Pellicce vintage Gucci FW2015/16, Verdementa

É stata annunciata dal Presidente della nota maison Marco Bizzarri a un convegno al London College of Fashion, parole riprese poi dal Times. Bizzarri avrebbe affermato che la pelliccia è ormai demodé. Il bando alle pellicce di visone, volpe, zibellino, karakul noto come Swakara, agnello Persiano o Astrakhan, coniglio, opossum come di molti altri animali allevati o catturati ad hoc, è stato accolto con festeggiamenti da parte della Lav e dalla  Humane Society for The United States insieme alla Fur Free Alliance (FFA), all’Enpa e a tutte le altre associazioni che si battono da sempre per i diritti degli animali.

Si tratta di una scelta che  oltrepassa le valenze simboliche: il target di Gucci diventa quindi l’ultima generazione di consumatori, la “Generazione Y”, cioè i Millennial per i quali l’etica di un marchio è importante quanto la sua estetica; il brand così facendo esprime voto pubblico per gli ideali dei clienti.

Gucci Fall Winter 2011/12

Hanno fatto testo soprattutto le sofferenze degli animali sottoposti a pratiche crudeli: rinchiusi in gabbie, senza possibilità di muoversi, portati a ferirsi da soli. Dopo una vita del genere sono uccisi a bastonate, con gas o con scariche elettriche e spesso scuoiati vivi.

Anche Gucci ormai sembra averlo capito.

Il Presidente Bizzarri ha espresso «l’impegno della maison di fare dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale». Che essere socialmente responsabili è uno dei valori fondamentali dell’azienda,  che Gucci farà di più per l’ambiente e  per gli animali, così si legge sul Times. Peraltro Marco Bizzarri ha anche garantito che il ricavato delle vendite di pellicce del 2017 sarà devoluto ad associazioni per la difesa degli animali come Humane Society International o l’italiana Lav (Lega antivivisezione).

«La decisione di Gucci cambierà radicalmente il futuro della moda. […] Mentre la moda diventa sempre più etica, le catene di approvvigionamento che ruotano intorno agli animali saranno una cosa del passato», ha commentato la notizia Simone Pavesi,responsabile LAV – Area Moda Animal Free.

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Gucci Fall Winter 2015/16

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/moda/2017/10/12/svolta-fur-free-di-gucci-addio-pellicce_6e328e5d-0e66-43ba-a56e-3d32e73c2ba8.html

Valeria Gennaro

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