Incontro con la regista Emanuela Morozzi

Un cortometraggio che racconta le memorie del grande “Giuseppe Verdi” uno dei compositori e maestri più celebri della storia della musica classica italiana. Verdi, rappresenta tutto ciò che è vita, coraggio, forza e amore traducendolo nella lingua universale del bel canto, un eroe del passato che si ripropone nel futuro con grande attualità, con la potenza della sua musica e con le note del suo Nabucco, che ancora oggi commuove il mondo intero. La realizzazione di questo attento lavoro cinematografico racchiude sia l’importanza storica che quella culturale, riflessa attraverso un linguaggio universale che coinvolge un pubblico internazionale.
Un sogno che rivive in un cast d’eccezione che vede tra gli interpreti: Luca Lionello nelle vesti di (GiuseppeVerdi), Alessandro Haber: BARTOLOME MERELLI (IMPRESARIO DI VERDI), Elisabetta Pellini: Margherita Barezzi (PRIMA MOGLIE VERDI.
La sceneggiatura curata da Maria A. Listur e Emanuela Morozzi.

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In questa speciale occasione l’intervista con la giovane regista Emanuela Morozzi

G.:Salve Emanuela, la prima domanda sorge spontanea come nasce l’idea di realizzare questo cortometraggio su Giuseppe Verdi?

E.:L’idea nasce Nel 2012, mentre ero negli Stati Uniti a presentare un lavoro su Giuseppe Mazzini, la mia ricerca artistica ha trovato una nuova fonte di ispirazione, quando, parlando di italianità con molti americani ed italoamericani, ho provato una profonda commozione nel vedere quanto Giuseppe Verdi fosse amato e riconosciuto da tutte le generazioni, comprese quelle che l’italiano non lo parlavano più o non lo avevano mai parlato.

G.: Quindi, sicuramente, hai dovuto affrontare un approfondito studio su di Lui?

E.:Ho iniziato a studiare. A pormi domande sul suo linguaggio, sul tempo e sull’anima nel tempo. Ho incontrato una forza enorme in ogni nota tramutata in parola anche se non detta, una forza del sentire che supera spazio e tempo e arriva a tutti, in quella democrazia umana unica solo dell’arte.

G.:Quale è stata la cosa che più ti ha affascinato, considerando che le sue opere sono conosciute in tutto il mondo?

E.:La mia attenzione è stata carpita da un tratto della biografia di Verdi, duro ma bellissimo nella sua profonda intensità, che porta in sé un messaggio fondamentale ed universale della rinascita:
la composizione del Nabucco e il suo ritorno alla vita come uomo.
Trascorsi da poco i duecento anni dalla sua nascita, non passa la voglia di ascoltare Verdi. Non vi è teatro d’opera al mondo che non abbia in cartellone una sua opera; conosciuto, suonato, cantato ovunque e riconosciuto come esempio di finissima ricerca artistica italiana, Verdi, ancora oggi, detiene merito di essere uno degli italiani più famosi di tutti i tempi.
Verdi è indubbiamente“il più grande compositore italiano di tutti i tempi”, ma non solo questo, tu cosa ne pensi?

E.:Io credo che lui rappresenti, una sorta di Ambasciatore italiano nel mondo che parla a tutti, oltre il tempo, di: arte, vita, coraggio, amore, forza e lo fa nella lingua universale del bel canto, con il suo cuore Italiano, intriso delle speranze della sua epoca, con il suo impegno politico, con la sua anima trafitta, con il suo sorriso nascosto e delicato, con la potenza della sua musica, con le note del suo Nabucco, che ancora oggi ci commuove tutti.
Alcuni degli enti più importanti di Italia si stanno stringendo culturalmente al Maestro sostenendo questo lavoro cinematografico riconoscendone l’importanza storica, culturale ed internazionale.

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G.: Mi può dire qualcosa del tuo lavoro su questo set?

E.:Un lavoro intenso, delicato, sostenuto da un cast artistico e tecnico davvero eccellente.

G.:Quali sono le difficoltà che hai incontrato durante le riprese?

E.:Durante le riprese nessuna in particolare. Le difficoltà ci sono state per arrivare alle riprese, ma fortunatamente ho incontrato l’Olivia Film, una nuova società di produzione cinematografica, che ha creduto entusiasticamente nel progetto e ha fatto si che io potessi trasformarlo dalla scrittura all’immagine.

G.:Sicuramente un cast di attori importanti parlami dell’interazione con loro ed in particolare quello con Alessandro Haber e Luca Lionello?

E.:E’ stata un esperienza artistica ed umana profonda. Durante le loro scene sul set è regnato un silenzio quasi religioso, tanta l’emozione che hanno donato.

G.:Il ruolo del protagonista, quali caratteristiche emergono maggiormente?

E.:Luca Lionello, ha un talento che sbaraglia, che ti sposta per la sua intensità.

Il lavoro parla di un momento molto particolare della vita di Giuseppe Verdi. Un momento di perdita, solitudine e dolore. Dopo la perdita della moglie e dei loro due figli, è sconvolto. Al dolore del lutto va ad aggiungersi l’insuccesso della sua ultima opera. La vita con questi colpi, sempre inaspettati, lo ha annientato. E’ solo. Abbandonato a se stesso, perso nei meandri dei suoi pensieri e nel suono dei ricordi che, non lo abbandonano mai. L’isolamento e il riparo nella casa, in cui è stato felice, sembrano le uniche cose che possano in qualche modo proteggerlo dalla dura e crudele verità del mondo. Tuttavia, affronterà la sua “oscura notte dell’anima”, riuscendo a lenire parte del suo dolore nella pratica e riconoscenza della sua arte. Ridando vita alla bellezza, tornerà egli stesso alla vita. Di qui le caratteristiche del personaggio vanno sempre più a delinearsi.

G.:Qual è secondo te la situazione attuale del cinema italiano?

E.:Sento e vedo fermento di rinascita.

G.: Nell’ambito del cinema italiano in che misura è possibile proporre delle nuove idee e quanto devono corrispondere alle esigenze del pubblico?

E.: Credo che molto spesso il pubblico venga sottovalutato. Quando c’è un buon prodotto che viene distribuito bene il pubblico lo vede e come. Pensiamo a tutti i film americani che di certo non sono tutte commedie.

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G.: Quali sono i tuoi registi preferiti? Qualcuno ha influenzato in modo particolare la tua formazione?

E.: Più di uno, tra i quali : Luchino Visconti, Zeffirelli e Fellini, che ancora studio e credo sia uno studio che non finirà mai.. per rimanere nella storia del cinema sicuramente Kubrick e per oggi
Aleksandr Sokurov e Terence Malik.

G.:C’è un romanzo in particolare che ti piacerebbe far diventare un film?

E.: Sì, ma posso solo dire che parla di una donna, una donna molto famosa.

G.:Progetti futuri?

E.:Sì, molti sicuramente storici.

G.: Bene Emanuela allora ci rivedremo presto

E.: Sicuramente prestissimo.

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