Da anni, ormai, il programma di Rai DueDetto Fatto” è la casa delle eccellenze della moda, dell’arte e della creatività italiane, e che grazie allo staff della conduttrice Caterina Balivo sta dedicando ampio spazio alle grandi realtà del territorio campano.

Infatti la Balivo, 36 anni, originaria di Secondigliano (Napoli) non disdegna gli artisti campani e, oltre alla bravissima stilista delle spose Pinella Passaro, ha portato al grande pubblico le meravigliose creazioni di Gianni Molaro, conosciuto come “lo stilista dei record”. Un contraltare maschile capace di rapire il pubblico con capelli ossigenati e allure d’uomo di altri tempi.

Gianni Molaro

Gianni Molaro, uno dei più eclettici e avanguardisti stilisti italiani, nasce a San Giuseppe Vesuviano nel 1966. Definito dalla rivista di moda Rendez Vous nel 2013 “il profeta dell’Art Couture“, lavora tra San Giuseppe Vesuviano (sede storica del suo atelier), Napoli e Roma (in via del Babuino). Nel 1989 presenta la sua prima collezione – ispirata al linguaggio dei fiori – nell’ambito della Mostra d’Oltremare di Napoli, e nel 1990, poco più che ventenne, inaugura il suo business San Giuseppe Vesuviano. Tra il 1993 e il 1998, tre straordinari eventi promossi da Guinness accrescono la sua fama a livello internazionale, perché Molaro crea il velo da sposa più lungo del mondo (326,70 metri totali), l’abito da sposa più largo del mondo (oltre 13 metri di diametro e 216 kg di peso) e l’abito da sposa più prezioso al mondo (con un valore commerciale pari a 10 miliardi delle lire di allora, tempestato di 7000 diamanti). Nel 1999 Santo Versace, all’epoca Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, lo sceglie come giovane stilista da introdurre nel calendario dell’Alta Moda romana, e così le sue creazioni prendono piede nell’Haute Couture Capitolina.

Nel 2004 Gianni Molaro corona il suo sogno adolescenziale facendo sfilare i suoi abiti sulla meravigliosa scalinata di Trinità dei Monti, in Piazza di Spagna a Roma, per l’evento “Donna sotto le stelle”. Poi presenta sempre a Roma, presso Palazzo Venezia, una sua collezione completamente dipinta a mano: la sua sartoria propone nevrotiche sculture di tessuto che vitalizzano il corpo senza mai vestirlo. Nella sua visione, l’abito perde la funzione ancestrale di copertura e diviene mezzo per scandagliare i sussulti dell’inconscio.

Sempre proiettato al futuro, lo stilista di punta di “Detto Fatto” ha dichiarato che non propone mai sfilate ispirate alla moda retrò, perché non gli interessa: ama la donna contemporanea, che veste con abiti aderenti a sirena e non disprezza le nuove tecnologie. Il binomio arte-moda accompagna da sempre le sue creazioni come un mantra, mentre lui si diletta anche con la pittura e la scultura.

Gianni Molaro

Nel 2015 lo stilista napoletano ha vinto il Premio Internazionale Doc Italy – Viaggio attraverso l’Eccellenza, e nello stesso anno la produzione di Rai Due ha deciso di dare vita all’Accademia della Moda di “Detto Fatto”: a guidarla e a giudicare i giovani talenti è proprio lui, un tutor cui di certo non manca l’estro, e che all’inizio del 2016 ha premiato il giovane Dimitri (dopo il duo Simone Bartolotta & Salvatore Martorana), proponendogli anche una collaborazione.

Da tutti, Gianni Molaro viene considerato un esempio da seguire: una storia d’eccellenza campana su cui riflettere per trarre preziosi insegnamenti, perché se vuoi stravincere nel mondo della moda non devi solo bazzicare Milano – e, a volte, non serve neanche – ma devi avere TALENTO. E agli autori del programma Rai va il merito di averlo compreso.

Maria Cristina Folino

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