di Daniele Cametti Aspri

Quando entriamo in un luogo oscuro da un ambiente luminoso viviamo inizialmente una sorta di disorientamento, gli occhi faticano per i primi minuti ad abituarsi al buio.

Col passare dei minuti, lentamente, grazie alla luce residua, che filtra da sotto una porta, o forse da un lampione lontano, inizia a delinearsi una realtà diversa. La luce fioca si appoggia sulle strutture circostanti disegnando un gioco di forme e superfici acromatiche con sfumature di grigi scuri più o meno intensi che arrivano fino al nero.

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Come accade in una camera stenopeica dove un piccolissimo raggio di luce dipinge la fotografia sul negativo, le immagini di “Dark Cities” arrivano all’occhio dello spettatore che vi si pone di fronte contemplandole come se si trovasse in una camera oscura: una visione che supera la barriera del reale e arriva direttamente all’anima, trasmettendo empaticamente le sensazioni ho percepito sui luoghi che ho attraversato.

Ed è questa la chiave di lettura del progetto “Dark Cities”. Entrare nell’universo descrittivo della luce, ovvero, in questo caso della sua quasi assenza, sia dal punto di vista del soggetto ripreso, sia della sua riproduzione, in un delicato gioco fatto di ombre ed oscurità che ci porta a scoprire lentamente luoghi noti e meno noti in una visione lontana dal consueto.

Nelle mie perlustrazioni notturne delle maggiori capitali europee, in cui l’umanità è pressoché assente, si avverte il silenzio, la solitudine di un uomo immerso nel buio che si tiene distante dalla società e ne osserva il suo evolversi, in disparte e nascosto. Luce ed oscurità sono i due lati opposti dello stesso percorso narrativo con cui racconto i territori che attraverso. opposti e complementari, imprescindibili l’uno dall’altro come il nero ed il bianco e la notte ed il giorno.

Questo primo viaggio nell’oscurità urbana parte da Parigi, la Ville Lumière, la Città della Luce. Quale luogo migliore per poter coglierne la parte oscura?

Le opere sono realizzate in una duplice forma, studiata per restituire allo spettatore empaticamente le sensazioni vissute dall’artista nel suo percorso emozionale attraverso l’oscurità delle città. Entrambe sono realizzate su un supporto totalmente opaco, tale da assorbire completamente la luce nelle zone scure, valorizzando allo stesso tempo le zone più chiare.

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Biografia Daniele Cametti Aspri

Daniele Cametti Aspri è nato a Roma nel 1968. Nel 1989, all’età di 19 anni, ha fondato la rivista cinematografica professionale Acting News, che dirige a tutt’oggi sul web ed è un punto di riferimento per l’informazione sulla produzione cinematografica in Italia. Vista l’inclinazione tecnica e creativa, nel 2000 fonda una società di authoring che affianca all’attività giornalistica e tutt’oggi realizza DVD e Blu Ray per le maggiori case di distribuzione homevideo. Da sempre grande appassionato di comunicazione, grafica ed immagine sia cinematografica che fotografica, nel 2003 si avvicina alla fotografia con la nascita di suo figlio, ed inizia a frequentare workshop e corsi presso la struttura di Officine Fotografiche a Roma. Da allora non ha più smesso.

Ha esposto in numerose collettive e personali: nel 2012 al Festival Fotoleggendo con Gente di Capocotta; nel2013 al Naked City Fest, American Dream; nel 2013 al Festival Fotografia di Roma, Unrelated; nel 2014 a Foiano Fotografia, Verde Contemporaneo; nel 2015 a 2NC Fest, Dark Cities/Verde Contemporaneo; nel 2015 presso The mill, Dark Cities (solo exibition); 2015 presso MIA FAIR, Dark Cities.

 

Per ulteriori informazioni:

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