È stato approvato nella settimana scorsa, dall’esecutivo comunale di Sant’Arcangelo, il progetto “Ricognizione, censimento, selezione, riordino e inventariazione analitica dell’Archivio storico del Comune di Sant’Arcangelo”, perché fra le esigenze ritenute prioritarie ed importanti da parte dell’Amministrazione vi è quella di avviare un processo di ricognizione e censimento degli archivi comunali, in modo da quantificare i materiali documentali e predisporre la mappatura, procedere all’individuazione di quelli da  sottoporre a scarto immediato, nonché da organizzare e rendere più efficienti gli spazi di  lavoro degli Uffici dell’Ente, e più celeri i tempi di risposta alle istanze dei cittadini-utenti.

L’obiettivo è anche quello «di tutelare e valorizzare il patrimonio documentale dell’Ente, nello specifico, quello archivistivo, bene che deve essere preservato per una corretta conservazione della memoria collettiva della storia del Comune di Sant’Arcangelo», così è scritto nella delibera. Infatti, proprio per favorire la valorizzazione degli archivi storici degli enti locali, al  Comune di Sant’Arcangelo è stata assegnata, dalla Regione Basilicata, la somma complessiva di 12.200 euro quale sostegno finanziario.

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La documentazione conservata nell’Archivio storico comunale di Sant’Arcangelo – si ricorda – copre un arco cronologico compreso tra la metà del XVIII secolo e il 1980 circa. Il materiale è fisicamente collocato in due stanze della Casa comunale sita in corso Umberto I. Nella prima è presente l’Archivio storico propriamente detto, oggetto di una prima riorganizzazione avvenuta trentacinque anni fa; nella seconda è stato  invece collocato tutto il materiale afferente all’Ufficio tecnico comunale, e non sono stati compilati strumenti di ricerca.

Il progetto relativo al riordino dell’Archivio storico del Comune si compone in due fasi: quella di ricognizione del materiale presente nelle due stante-archivio, e quella di schedatura, di riordino, inventariazione analitica della documentazione presente nella prima stanza.

Nella prima fase, e per quanto riguarda la prima stanza, si procederà a controllare la giusta corrispondenza fra ciò che è stato riportato sui faldoni e la documentazione effettivamente presente al loro interno. Invece, per la documentazione presente nella seconda stanza, verrà fatta una prima valutazione e si procederà all’individuazione del materiale effettivamente appartenente all’archivio storico. Nella seconda fase si procederà invece alla schedatura delle carte presenti nella prima stanza, alla selezione e all’avvio, eventualmente, delle procedure per lo scarto. Le carte verranno riordinate e inventariate. L’inventario, prodotto in software adeguato, e in linea con gli standard Isad (g) e Isaar(cpf), per ogni unità archivistica, riporterà le seguenti indicazioni: serie ed eventuali sottoserie archivistiche, titolo originale o attribuito, eventuali segnature archivistiche di riordini precedenti, segnatura attuale ed estremi cronologici. Sarà corredato di introduzione storica e archivistica e degli indici opportuni.

Agli interessati si ricorda ancora che la prima parte del progetto dovrà concludersi entro il 31 dicembre del 2017 (per questa è prevista una spesa complessiva di 6.100 euro), mentre per la seconda parte, che dovrà essere completata nel 2018, le relative attività saranno effettuate ed affidate dopo aver reperito le necessarie e ulterori risorse finanziarie. «Le operazioni di consultazioni, di riordino, di scarto e di condizionamento archivistico, dovranno essere svolte da archivisti professionisti e in possesso di adeguati titoli di studio e di una comprovata esperienza in materia», si legge ancora nel documento, che saranno reperiti mediante procedura selettiva.

Valeria Gennaro

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