Home Spettacolo Libri Una carezza violenta: romanzo e poesia nel libro di Andrea Bolfi

Una carezza violenta: romanzo e poesia nel libro di Andrea Bolfi

La precarietà è una condizione purtroppo attuale. Non riguarda solo i giovani ma anche le persone intorno ai 50 anni, qualificate, che si ritrovano improvvisamente disoccupate perché il mercato è saturo. La globalizzazione è la giusta risposta?

Questa situazione drammatica viene ampliamente descritta nel libro “Una carezza violenta” di Andrea Bolfi (L’ebook è autopubblicato sulla piattaforma Narcissus). 

Nel contempo si affrontano tematiche molto diverse ma tutte contemporanee quali la violenza, l’eros, l’autodistruzione. Stefan Eluard, protagonista del romanzo, viene catapultato in una una serie di disavventure che lo porteranno a vivere momenti drammatici e ad essere coinvolto in vicende paradossali senza esserne del tutto consapevole.

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La storia, ambientata a Genova, è autobiografica, anche se romanzata, ed il protagonista riprende il nome del poeta Paul Éluard, trasformato poi in Stefan Eluard. La vera chicca del romanzo, infatti, è quella di aver unito, con leggerezza e stile, la narrativa alle poesie. E’ un modo originale e personale per riportare i lettori, soprattutto i giovani, ad amare la prosa leggendo una storia avvincente scritta in maniera semplice e non banale. L’aggressività e l’irosità quasi patologica del protagonista, lo porteranno al fallimento del suo matrimonio e alla perdita del lavoro.

Inizialmente Eluard non si rende conto della nuova realtà e pensa di utilizzare il tempo a propria disposizione, giornate intere, divertendosi ai tavoli da gioco oppure a bere al bar con gli amici combinando guai periodicamente.

Col passare del tempo aumenta quel senso di inadeguatezza che lo spinge a diventare sempre più vulnerabile. Si trova coinvolto, suo malgrado, in un processo per aver fumato degli spinelli. Siamo negli anni Ottanta quando la legge non poneva distinzioni tra l’uso personale e le massicce quantità di spaccio degli stupefacenti.

Stefan non si fa mancare nulla, nell’estate del 2001 vive sulla propria pelle l’estremismo esasperato del G8 a Genova.

Una carezza violenta si riferisce anche allo schiaffo dato dal protagonista alla moglie nella fase ormai del disinnamoramento. Un gesto forte che fa riflettere sulla violenza contro le donne. Ogni storia è accompagnata da memorabili brani musicali.

L’erotismo, descritto in modo autentico e passionale, emana un profumo fluido quasi palpabile, creando una sinergia con il lettore.

Le crisi di Stefan trovano delle risposte positive a teatro e nelle performaces, leggendo le sue poesie a voce alta. Ma non sveliamo tutto il racconto.

L’autore, trovandosi disoccupato per un certo periodo, ha tramutato la sua disperazione e il senso di inutilità nella scrittura che è sfociata in questa opera prima. “Il poeta di strada”, come ama definirsi, ha raccontando le sue esperienze trasformandole in un lavoro di psicoterapia.

Un bel viaggio viaggio onirico nella forma più bella e melodiosa della lettura.

Citiamo una poesia di Stefan Elvard alias Andrea Bolfi.

Le anime delle maschere

Sul palco una notte d’Aprile

Quasi Maggio

Percepisco il senso dell’abbandono totale

è come perdersi nell’orto tra timo e melissa

Ho cominciato a leggere e vivere i testi

Solo con il microfono nel suo personale universo traforato

La luce degli angeli

A quattro passi dal suolo

Lo stato d’animo insalata di meraviglia e impotenza

Occhio centrale e sacro

Al di là il pubblico tu che leggi

Leggo

Leggo sogno trasogno

Rileggo accartoccio il testo

Lo butto alle spalle nell’eco di un respiro

Quel suono psichedelico sul parquet è interminabile

M’inchino di fronte alle anime delle maschere che interpreto

Sipario!

Francesca Bellola

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