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Bottletop, Ninety Percent e Community Clothing, i brand inglesi che portano la coscienza sociale nella moda

Alcuni marchi britannici affermati ed emergenti, attenti al tema della eco-sostenibilità stanno creando pezzi senza tempo e a prezzi accessibili; a fare il punto è Tasmin Blanchard sul Guardian.

Bottletop, ad esempio, è un brand avviato nel 2002 dai giovani Cameron Saul e Oliver Wayman come una collaborazione di beneficenza con Mulberry (la lussuosa casa di moda fondata dal padre di Saul, Roger).  Il marchio ha fatto la sua fortuna realizzando borse di lusso attraverso il riciclo di lattine e ora apre il suo primo flagship store a Londra. 

La prima borsa Bottletop – si ricorda – è stata realizzata con anelli di lattine e scarti in pelle in Kenya, ed è stata venduta per creare impiego e migliorare la vita in comunità sottosviluppate.

L’atelier Bottletop è localizzato a Salvador e devolve il 20% dei profitti alla Fondazione Bottletop dedicata al finanziamento di progetti di sanità e istruzione a Salvador, Rio de Janeiro, Nairobi ed Etiopia.

Bags Bottletop, Shirahime

Ciò che offre un vantaggio strategico al brand, rispetto alla concorrenza dei rivali, è proprio l’elemento di impresa sociale del modello di business, il non essere in pratica guidato dal profitto.

Se è vero che Bottletop è pioniero nel campo, il suo contributo del 20% verso la Fondazione appare persino basso rispetto al nuovo e più audace marchio lanciato a gennaio Ninety Percent che vede Ben Matthews come direttore creativo.

La nuova collezione Ninety Percent raccoglie pezzi ever-green e portabili, ed è stata presentata la scorsa settimana.

Anche i prezzi sono accessibili (40 sterline per una maglietta  bianca, 80 invece per una felpa) e i  tessuti ben studiati che includono cotone organico e alcune fibre sostenibili.

Communityclothing.co.uk

Per ogni capo Ninety Percent che si acquista sarà possibile scegliere una delle quattro associazioni benefiche per donare la tua quota del 90% dei profitti del marchio! E il modello tradizionale di business è così rovesciato.

Si tratta di un modello simile a quello utilizzato con successo dalla startup britannica Community Clothing, marchio lanciato nel 2016. Community Clothing è il concept dello stilista Grant, quello di un’impresa sociale dedicata alla creazione di vestiti,  di posti di lavoro e al recupero dell’orgoglio nel settore tessile del Regno Unito.

Community Clothing collabora con Bootstrap Company, un’impresa sociale per favorire  il reinserimento nel mondo del lavoro.

Come scrive giustamente Blanchard: «E, come in tutti questi progetti, quel fattore di benessere si trascina sui vestiti. E questo a sua volta si sposta su chi lo indossa. Questo è un modello di moda con una storia positiva da raccontare. Il resto dell’industria potrebbe fare bene ad ascoltare e imparare» .

https://www.theguardian.com/fashion/2017/dec/06/feeling-green-the-brands-bringing-social-consciousness-into-fashion

Valeria Gennaro

About Valeria Gennaro

Giornalista, redattore di moda e beauty, cinema editor. Cultrice della materia in storia del cinema con la passione per la moda, i bijoux e la social communication. Laureata magistrale in Teoria e filosofia della comunicazione e laureanda in Scienze filosofiche.

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