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Botti di Capodanno, un bilancio contrastante

Il bilancio dei botti di Capodanno di quest’anno è alquanto controverso. Se da un lato, non ci sono stati morti; dall’altro lato è aumentato il numero dei feriti: 212 (un aumento che interessa sopratutto i bambini) rispetto ai 184 dello scorso anno.

Eppure sul sito della Guardia di Finanza sono stati segnalate news di retate che hanno permesso di sequestrare su tutto il territorio nazionale migliaia di botti illegali, tra fuochi pirotecnici, batterie per il lancio e vere e proprie “bombe” dai nomi più strabilianti che catturano l’attenzione e stimolano all’acquisto, facendo pensare che si tratti di giochi innocui e non di pericolosi arsenali, spesso costruiti artigianalmente, con polveri da sparo di scarsa qualità, in contesti illegali.

botti di Capodanno

Nei giorni scorsi sono stati sequestrati 513 chili di botti illegali e tre fuochi d’artificio nel napoletano; oltre quattro quintali a Crotone; 100 chili in Sicilia; 300 nella provincia di Roma; 1400 confezioni di fuochi pirotecnici, 62 batterie per il lancio dei fuochi artificiali; a Caserta addirittura sono stati sequestrate 2.5 tonnellate di materiale esplosivo il 23 dicembre, e il 31 dicembre altre 6,5 tonnellate di artifici pronti a saltare in aria nella notte. E poi un’altra mezza tonnellata sequestrata a Tor Cervara, un quartiere di Roma, e ancora tre tonnellate nell’hinterland; e 4 quintali nel barese.

Sul commercio dei botti di Capodanno ci sono state ampie polemiche dovute al divieto di utilizzo di fuochi d’artificio in molte città del Nord Italia e alcune del Centro Sud come TerniBari, Catania. A Napoli invece il sindaco De Magistris ha richiamato con una circolare al buon senso dei cittadini, quasi ammettendo l’impossibilità di stabilirne il divieto assoluto. Fatto sta che i controlli ferrei che le forze dell’ordine, sotto la guida del Ministero dell’Interno, hanno messo in campo negli ultimi anni hanno sortito risultati contrastanti. Il fatto che sia diminuito vertiginosamente il numero dei morti ma è aumentato quello dei feriti, soprattutto tra i bambini,  è uno sprono per continuare nei prossimi anni a vigilare con sempre maggiore attenzione.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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