Si è svolta a Milano per il quinto anno consecutivo il BookCity, un progetto portato avanti dal Comune di Milano assieme ad un comitato formato dai colossi dell’editoria italiana (Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), sostenuto  dall’AIE (Associazione Italiana Editori), l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e dall’ALI (Associazione Librai Italiani). L’obiettivo è rilanciare un settore in crisi ed iniettare una dose di fiducia in chi ama leggere. Oggi i giovani sono poco invogliati non solo ad immergersi nel meraviglioso mondo dell’apprendimento e della conoscenza; ma anche a comprendere che la lettura critica di un buon libro è un buon punto di partenza per la crescita individuale e sociale, cioè aiuta a diventare cittadini migliori.

Ecco il motivo di questa iniziativa: innescare un circolo virtuoso che coinvolga le scuole e le biblioteche e che si protragga oltre le tre giornate di Milano, dedicate ai dialoghi e ai simposi letterari con gli autori. Quest’anno, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, i progetti per le scuole sono stati potenziati, prevedendo una classificazione dei temi da sviluppare ed approfondire, in proporzione alle fasce d’età.

La vera “mission” è avvicinare nuovamente i lettori al profumo della carta, ma anche aprirsi al confronto con le città che si espandono e con le nuove frontiere metropolitane. Una sfida certamente difficile nel periodo storico in cui galoppa la digitalizzazione che, certamente, non può essere bypassata, anzi deve diventare volano di sviluppo verso l’integrazione tra gli strumenti editoriali tradizionali e quelli innovativi.

bookcity

Per questo motivo, la  festa del libro di Milano (BookCity), quest’anno più che mai allarga i propri orizzonti oltre i confronti tematici milanesi e si apre verso il mondo dei new media, ma anche verso i salotti meno consueti, uscendo dal chiuso delle biblioteche.

I laboratori hanno spronato intere famiglie a lasciarsi coinvolgere da una lettura creativa e non passiva. Tanti gli spunti di riflessione: “il mondo della natura”, “il mondo delle idee”, “il tempo è libero, “lo sguardo”, e ancora “passato e presente”, “spettacolo”, “università e young”, con impulsi vari provenienti dalle diverse discipline.

Numerosi gli snodi cruciali della cultura, punti di ristoro per la mente e lo spirito: l’Accademia delle Belle Arti di Brera, gli Amici del Loggione del Teatro della Scala, l’Antiquarium Alda Levi, gli archivi di Dedalus, l’Associazione Italia-Russia, L’Auditorium L’Headquarter Pirelli, l’Accademia di Musica Piccoli Mozart.

Una rete inclusiva, con 1.000 eventi, tra dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli e seminari sulle nuove pratiche di lettura e di scrittura, realizzati con il coinvolgimento di biblioteche pubbliche e private.  Tra gli incontri culturali: “Una maratona lunga una notte”, progetto a cura di Daniele Abbado, con proiezioni, suggestioni e immagini accompagnate dalla lettura di racconti ed intermezzi musicali. Un incontro organizzato con la partnership del Teatro alla Scala, assieme alle Scuole Civiche Paolo Grassi e Claudio Abbado e al Forum della Città Mondo.

In chiusura, Racconti di Guerra, due giornate dedicate al popolo afghano e ai conflitti che da anni lo affliggono, immortalati negli scatti di photoreporter e testimoni del loro dolore. Il festival è stata l’occasione per aprire i quattro punti cardinali della città della Madonnina: la Triennale di Milano, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”, il Castello Sforzesco e il Teatro Franco Parenti, ad incontri di filosofia, arte, fotografia, economia, fumetto, psicologia, teatro, cinema, televisione, sport, cucina e viaggi. La cultura abbinata all’organizzazione del tempo libero. Un esperimento ben riuscito.

Marianna Gianna Ferrenti

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