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Gli “Artisti§Innocenti” raccontano i vizi e le fragilità di una vita condominiale

Gli “Artisti§Innocenti”, dopo una decennale attività mai interrotta, tornano alla ribalta con un curiosissimo set teatrale anni ‘50 (un appartamento romano affacciato sulla Piramide) e una carrellata di personaggi comuni eppure così particolari nella loro ordinarietà.

L’appartamento è un pensionato all’interno del quale si intrecciano le dinamiche rocambolesche che quotidianamente si vivono all’interno di un condominio, gossip e pettegolezzi, gelosie e piccole controversie che possono sfociare in inconsuete competizioni e conflittualità più o meno latenti.


Lo spettacolo, pur composto di 10 eventi a cui corrispondono altrettanti episodi l’uno slegato dall’altro dal punto di vista narrativo, nel complesso hanno un leitmotiv comune: mostrare uno scenario tipicamente gozzaniano in cui il vivere domestico può diventare una commistione di elementi medio-borghesi tutto sommato moralmente accettabili, dal punto di vista del buon senso, uniti all’esasperazione di alcune vicende paradossali, talvolta inqualificabili, che però si normalizzano nel menage familiare e nella logica dell’(in)quieto vivere civile.

Un marasma di contraddittorie e consuete piccole manie e smanie di protagonismo che talvolta eruttano con eccentricità, altre volte invece rimangono implose, ingoiate nel conformismo.

La performance è suddivisa in 10 eventi a cadenza variabile e con episodi indipendenti. Si ricomincia il 18 marzo dalle 17.30 alle 22.30 con un evento nuovo ed originale che si svolgerà presso l’Appartamento al secondo piano di Campo Studio Boario a Roma in via del Campo Boario 2. Il primo episodio dal titolo “Il Concertino” vedrà la partecipazione del Concertista Luca Venitucci.

Costanza Zimmer è la proprietaria dello stabile in questione ed affittuaria degli appartamenti. È la “deus ex machina” nella formazione di questo bizzarro mosaico di vita sociale, quasi un esperimento “sociologico” che pone davanti al sipario della vita, le piccole “nevrosi” di una più o meno forzata convivenza che cozza con le più o meno consce istanze di rivalsa individuale.

Tutto questo accade nella dinamica in cui dimensione “pubblica” e “privata” si amalgamano tra necessità di demarcare confini sempre più fluttuanti e il bisogno di riconoscimento sociale.
La signora Zimmer è anche una sorta di “reclutatrice” delle risorse umane che comporranno il condominio; offre una tazza di caffè a coloro che rispondono all’annuncio, ne scruta le identità, le porta a sé con il suo fare accogliente, e contratta il prezzo. Gli orologi sono fermi all’ora in cui si svolge lo spettacolo: le 18.30, si sente odore di caffè in tutto l’ambiente; c’è un via vai di gente che fluisce all’interno del condominio; quasi come a voler fermare non solo il tempo di chi osserva lo spettacolo, ma a voler cristallizzare anche lo sguardo e la percezione senso-olfattiva dello spettatore a ciò accade all’interno degli appartamenti, estraniandosi almeno per qualche ora da ciò accade fuori, alla contemporaneità.

Il tempo, così come il ciclo della vita e della morte, si ferma alle lancette degli anni Cinquanta. Nel fluire di gente e nell’andirivieni all’interno del Condominio Studio Piramide la gioventù, la vecchiaia e la malattia si avvicendano nel recinto di uno spaccato così ristretto, eppure così universalmente condiviso.

Alpi Fashion Magazine ha intervistato la compagnia teatrale per offrire al lettore alcune curiosità inedite sul loro spettacolo.

Chi sono gli “Artisti§innocenti”, protagonisti della performance teatrale, la cui ripresentazione sempre nuova ed originale ne ha sancito il successo decennale?

Artisti§innocenti è un gruppo performativo a presenze variabili attivo dal 2007. Composto da artisti visivi e gente comune, il collettivo è nato per iniziativa di Sandro Lavermicocca, Francesca Saracino e Vincenzo de Luca, sulla spinta di esperienze performative maturate a Roma e in Germania (progetto Miracoli, realizzato a Hildesheim con la stretta collaborazione di Petra Arndt). Attualmente operativi: Franco Ottavianelli, Daniele Villa Zorn, Riccardo Marziali, Federica Santoro, Armando Moreschi, Monica Pescosolido, Davide Cortese e Roberta Guerrera. Molti altri amici si sono avvicendati in effetti negli anni.
Vincenti sono forse la versatilità e la produzione di eventi dinamici e “a basso tasso artistico” dove cioè il pubblico potrebbe sempre considerare di essere più capace dei performer di agire. Questo fa sì che il pubblico si possa rapportare con una certa sufficienza, con simpatia, a quanto viene prospettato dando modo di partecipare con cordialità, a dimensione umana, oggi diventata pressappoco sfiancante. Viviamo in una società dello spettacolo capillare e generalizzato, tecnologicamente ineccepibile dove però il contatto umano e il confronto risultano squilibrati. Si viene soggiogati da una bellezza artificiale. Per riconquistare una vicinanza concreta (fatta di persone) e tempi di una comunicazione semplice e diretta ci si spinge anche oltre un certo tasso di vergogna come nel recente A Bordo Piscina – evento anfibio, per il centro sportivo Monteverde di Roma realizzato in collaborazione con Caterina Boccardi (primo progetto di una serie dedicata alla dimensione acquatica). Si offriva preventivamente al pubblico digestivo effervescente o si coloravano in anticipo le guance del pubblico per far certamente emozionare comunque andasse la performance.

Oltre agli happening Fuori Tutto (Mas, Roma, 18 settembre 2016) e Naked Lights (Teatro Tor di Nona Roma 18 giugno 2015), artisti§innocenti hanno curato le mostre Camerini e Nuovi Camerini, entrambe incentrate sulle vetrine di Mas (Magazzini allo Statuto).
Parallelamente a questi progetti aperti ai contributi di numerosi amici artisti, gli artisti§innocenti coltivano un’attività performativa ricca di episodi significativi, a partire dalla partecipazione, nel 2007, a Bord, festival di video arte e performance svoltosi nel Castello Svevo di Termoli, e nel 2008 a Ricreazione – Evento a 36°, presso il MLAC di Roma e a TAXXI, performance collettiva al museo MAXXI.

Fra le attività più recenti ricordiamo: nel 2016, la performance Sessione Riccioli con Zampironi, Medagliere Fluxus e Marmitta, presentata nel 2016 allo spazio Arte dell’Auditorium nel quadro della mostra omaggio a Fluxus “SenseSound”, e Case da Viaggio presso la Nube di Oort; nel 2015 la performance Le Sette Meraviglie Del Mondo, Incancellabilmente negli spazi di Interno 14, Roma, e le azioni presentate al festival Linea 0 alla Rampa Prenestina, dai titoli Giostra, Auree, La Pericolosa Palla di Fuoco dell’Architettura. Questo elenco assai parziale sottolinea un’attività incessante e sempre volta alla sperimentazione di nuovi sorprendenti incontri tra individui.

Ci spiegate da quale spunto e in quale occasione particolare è nata l’idea di realizzare uno spettacolo che porta in scena la vita quotidiana in uno scenario tanto comune quanto atipico?

Constanza Zimmer trae origine dall’iniziativa dell’artista Alberto D’Amico, che da generoso iniziatore di tanti progetti culturali e artistici, ci ha messo a disposizione un appartamento di proprietà della sua famiglia con vista sulla Piramide Cestia a Roma, con arredamento originale e “congelato agli anni ‘50” per un primo esperimento in notturna all’interno della notte bianca del ‘Festival Bohario – Tensioni in campo’, a cura dello stesso D’Amico e di Giuseppe Garrera, che si è tenuto presso lo Studio Campo Boario nell’ottobre del 2017.
Dopo quest’esperienza – retrospettivamente una sorta di ‘numero 0’- si è pensato di lavorare a una serie in cui sviluppare le dinamiche tra i personaggi e la loro relazione con il pubblico.
Precedentemente, si era esplorata la formula della storia multipla e congegnata come macchina collettiva con Case da Viaggio e con Finestre sul Cortile presso la Nube di Oort nel 2015/16, e con Le Sette Meraviglie del Mondo, Incancellabilmente negli spazi di Interno 14, Roma. In questi eventi ogni singolo a§i si faceva portavoce e insieme personificazione oltre che narratore di una storia o di una meraviglia architettonica. Si faceva attivatore di un percorso o di una scoperta surreale che spinge il pubblico letteralmente nella condizione di “follower” fino a farlo delocalizzare anzi “scendere in basso”, in un altrove da cui solo una risata permette un’emersione, una possibile presa di posizione, un nuovo distacco e una divertita autocritica.

L’apparente estemporaneità di un condominio degli anni Cinquanta è ancora solo legata a quel periodo storico oppure può essere riportata ai giorni nostri? E in che modo è possibile tracciare questa linea di continuità?

Decisamente non viene praticata una ricostruzione storica di un periodo, anzi. Si trattano tutti i materiali disponibili assemblando ogni componente come pongo plasmabile e continuamente rimodellabile. Lo stesso appartamento che ospita Constanza Zimmer è in realtà pieno di oggetti disparati appartenenti a diversi periodi. I personaggi del condominio sono caratteri debitori, diciamo “scrocconi”, della commedia, della letteratura e del varietà. Sono anzi figure in qualche modo canoniche, dei tipi ritualmente presenti nelle arti. Ciò che si innesca è una qualche inaudita attualità e goffa estremizzazione che li rende assolutamente declinati al presente e insieme parodistici e fuori dal tempo. Il varietà è per gli a§i un modello ineguagliabile. Il divertimento consente che si inciampi nei vizi di oggi e negli eccessi prevedibili e, questo è determinante, comuni. Se si presenta un fallimentare pilota di Formula 1 (nostalgico exploit industriale del Made in Italy, ombra floscia di un nipote Materassi), alla porta seguente fa capolino un malato cronico immaginario, pensionato occupatissimo e ultimo gaudente con tutte le sue scatolette e bugiardini. Se un cadetto prospetta una vita eccitante da consumare in garconniere, gli si para di fianco un mago avvelenatore che propone elisir e decotti per creduloni e ancora una arredatrice/progettista di Ikea capace di misurare anche la realtà virtuale (che è stata licenziata per consumo di sostanze stupefacenti e ora si re-inventa come investigatore da B-movie). Ogni personaggio costituisce un tassello per un gioco vorticoso dove anche la storia si impaluda nella cronaca e nell’aneddoto, interessante in quanto trito e riciclato.
L’obiettivo è dunque un carnevale di maschere pagliaccesche e rivelatrici. Certamente sempre colorate, chiassose e incompatibili le une con le altre. Ciascuno si dà come uno straniero dalle abitudini incomprensibili e moleste. Chissà se non sia questa la chiave che funziona da passpartout…
Tutto si fa col miraggio di riuscire un giorno a mettere in piedi, improvvisandola, un’ Italiana in Algeri o una scena con Fernandel o insomma una festa in cui alla fine tuffarsi in mare. Perché? Perché l’horror vacui festoso e il carnevale stesso si stendono come una linea di continuità sulla drammatica condizione umana. Le parentesi che a§i promuovono quanto più rumorose, fanno apprezzare con un abbraccio definitivo il silenzio intorno.

I singoli episodi sono davvero totalmente slegati gli uni dagli altri? Esiste un leitmotiv in comune?

La serie non ha una vera progressione temporale. Ogni episodio mette in situazione i personaggi, e di seguito il pubblico, in una determinata cornice narrativa che ne condiziona il comportamento o determina lo sviluppo di alcune precise dinamiche. Per il resto si lavora in piena, anarchica libertà. Ci può essere quindi un legame diretto e dichiarato tra una puntata e l’altra – il cambiamento di professione di uno dei personaggi – ma allo stesso tempo un personaggio può morire in un episodio e nell’altro comparire come se niente fosse (o addirittura questo può avvenire nella stessa puntata).

Che cosa racconterà il primo degli episodi che porterete in scena il prossimo 18 marzo e come mai avete deciso di coinvolgere un musicista come Luca Venitucci?

Il primo evento che interesserà il Pensionato Signorile sarà Il Concertino. Constanza Zimmer, l’affittuaria dell’appartamento, invita Luca Venitucci a tenere per gli affittuari e gli ospiti un piccolo concerto all’interno del salotto buono della casa – con lo scopo di affittare gli ultimi, angusti spazi rimasti a disposizione nell’appartamento. Quest’evento mondano, atteso con grande interesse da alcuni, guardato con sospetto da altri e detestato da altri ancora, darà un tremito ai fragili e bislacchi equilibri tra gli inquilini e genererà una serie di eventi a catena.
Luca Venitucci, in qualche modo nel ruolo di se stesso, è un musicista e compositore versatilissimo e di grande spessore, compagno e complice in tanti progetti, perché con gli artisti§innocenti condivide un approccio ludico e la ricerca dell’inaspettato, il che lo rende un jolly efficacissimo in tante occasioni.
Per Constanza Zimmer suonerà e canterà in modo discutibile, male diremmo, cosa per lui difficilissima… una prova di vero virtuosismo!

Quali saranno le novità dei prossimi episodi?

In programma ci sono: Il Funerale di Bugiardini e, a seguire, Occupazione, Il dramma delle Gelosie, Bombe chimiche… L’universo di Constanza Zimmer è aperto al mondo e alle sue contraddizioni, sebbene ridotte ad una palla di vetro, ad una boule de neige o ad un lezioso carillon, perché rendano meno inquieti gli spettatori. Gli artisti§innocenti sono placidi e favoriscono certamente sonni tranquilli. Provare per dubitare.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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