Valentina Mustaro, direttrice del Teatro “La Ribalta”, è una delle poche registe teatrali campane. Un esempio di professionalità giovane al femminile

La RibaltaOtto anni di studio a Roma, laureata in Regia teatrale, attiva nel mondo del teatro dall’età di 13 anni, la dottoressa Valentina Mustaro è un esempio di forza e perseveranza per le donne che contendono “le scene” ai colleghi uomini. Perché sì, essere una regista teatrale ed essere giovane spesso mette di fronte a sfide ancora maggiori. Oggi Valentina ha trent’anni ed è vicepresidente della FITA Salerno (Federazione Italiana del Teatro Amatoriale); inoltre dirige la compagnia “La Ribalta” e il Teatro omonimo – in via Salvatore Calenda 98, a Salerno – ma conduce anche laboratori teatrali, insegna recitazione e linguaggio corporeo in diverse scuole pubbliche e private di Salerno e provincia, e lo fa con una tenacia e una lungimiranza che non può non provenire dalla sua grande passione.

La vita di un teatro è spesso complicata, perché fatta di alti e bassi, piccole lotte quotidiane, problemi e anche grandi soddisfazioni. Noi vi raccontiamo la storia dell’Associazione culturale “La Ribalta” con un’intervista a Valentina Mustaro, perché le sue parole possano essere d’ispirazione alle donne che, come lei, di fronte agli ostacoli continuano ad inseguire i propri sogni.

 

Com’è nato il Suo Teatro?

La compagnia “La Ribalta”, già attiva dal 2000, viene istituita nel 2003, e inizialmente è un semplice gruppo di attori amatoriali. Essendo impegnata a Roma, mi organizzavo per raggiungerli in occasione di incontri periodici e curarne la regia. Cinque anni fa l’ex Teatro Bis era sfitto già da parecchio, e la proprietaria intendeva fittare i locali a chiunque si offrisse di gestirli: questo spazio avrebbe potuto diventare un nuovo supermercato, ma sarebbe stato come svilirlo. Così io decisi di rilevarlo, e adesso spetta all’Associazione “La Ribalta”, composta da circa 25 soci, prendersi cura di questo luogo.

Perché “La Ribalta” è diverso da altri teatri?

Qui siamo tutti prevalentemente giovani, con un’età media che si aggira sui 30 anni, e tra noi ci sono anche ragazzi universitari che vengono a svolgere tirocini curricolari mediante università convenzionate. Altre compagnie e teatri, invece, sono composti da addetti ai lavori che superano i 40 anni di età.

La Ribalta

Quale preparazione è necessaria per creare un teatro da zero?

Io ho voluto costruirmi un solido bagaglio culturale, per essere in grado di realizzare progetti nel settore di riferimento in maniera consapevole. Laureata al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre in Regia teatrale e Conduzione di gruppi, ho studiato anche in Accademia e presso la “Palestra dell’Attore” del Teatro San Genesio (Salerno), poi mi sono specializzata nelle avanguardie teatrali con il Living Theatre di Bracket e con Eugenio Barba. Inoltre, ho studiato Pedagogia e frequentato corsi di dizione. Ovviamente, però, non basta conoscere la materia ed essere un bravo regista, ma occorre curare anche l’aspetto legale e finanziario relativo alla gestione di un teatro; la mia fortuna è stata quella di sostenere, durante il percorso universitario, esami di gestione e marketing in ambito artistico, e poi ho continuato a formarmi nell’ambito della gestione di associazioni culturali, svolgendo alcuni tirocini all’interno di studi commerciali. La preparazione commerciale è altrettanto importante, per cui ho letto e mi sono documentata molto per diventare completamente autonoma anche in questo.

Può raccontarci il Suo primo esordio alla regia?

Nel 2002 gli attori de “La Ribalta” portarono in scena una commedia di Pirandello al San Demetrio, ma risale al 2001 prima la rappresentazione della compagnia con una commedia di Scarpetta. In seguito ho diretto spettacoli che si sono svolti nell’ambito di rassegne culturali, come quella del Forte La Carnale e presso il Parco del Mercatello. Per farmi valere e lasciare che giudicassero solo il mio talento, ho dichiarato sempre 2 anni in più rispetto alla mia età anagrafica: ero costretta a farlo.

Spesso le piccole e giovani realtà faticano ad emergere. Ha mai temuto di non farcela a gestire tutto questo?

In effetti è dura, e ogni anno mi sembra la fine, ma vado avanti perché nutro una forte passione per il teatro. Spesso c’è poca meritocrazia, i favoritismi hanno la meglio, e infatti sto ancora lottando per far entrare “La Ribalta” nel Consorzio dei Teatri Salernitani, dove i teatri privati vengono posti ai margini. Spesso ci dicono che “diamo fastidio” perché abbiamo tanta voglia di fare e crescere, ma purtoppo i problemi possono derivare anche da fattori esterni. Quest’anno ho deciso di assumere personalmente la direzione artistica della nuova stagione teatrale, perché le scelte superficiali rischiano di danneggiare il prodotto di anni di lavoro. Ma certamente abbiamo avuto anche notevoli soddisfazioni, tra cui il successo della rappresentazione “La mandragola” a Padova, dove ci siamo recati per il Fringe Festival e rappresentavamo l’unica compagnia del Centro-Sud. Con questo spettacolo abbiamo ottenuto ben 4 riconoscimenti, tra cui il premio per la Migliore Regia e il premio per il Miglior Attore non protagonista (Antonio Carmando) all’interno del Campania Felix 2016, il premio per il Miglior Caratterista e il Premio della Giuria presso la Rassegna “Treatri” di Eboli, nonché la candidatura come Miglior Teatro dell’Anno nell’ambito del concorso regionale di Campania Felix, esteso a sole 40 compagnie. Altri successi ci vengono riconosciuti per le matinée destinate alle scolaresche, poiché riusciamo ad interpretare opere di autori come Ariosto in un modo che si avvicina molto di più alla contemporaneità, e in questo modo riusciamo a coinvolgere tantissimo gli studenti, ricevendo complimenti e attestati di stima dalle loro docenti.

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Tornando indietro, rifarebbe ancora questo percorso? Come donna, è stato più difficile lottare per ottenere questi risultati?

Io lavoro nel settore fin da quand’ero adolescente, e qui al Sud una donna – rispetto ad un coetaneo uomo – viene vista sempre come più debole e angelica, una creatura da proteggere. Il regista teatrale, invece, in genere è un uomo forte, che sa quello che vuole. Anche la giovane età non aiuta. Il fatto di essere una regista teatrale donna pone in una condizione minoritaria a priori, infatti anche tra i membri della FITA ci sono tuttora pochissime donne, e ancora meno sono le donne giovani.

Cosa consiglierebbe ai giovani che desiderano lavorare nel settore, o aprire e gestire un nuovo teatro come ha fatto Lei?

Dico spesso anche ai miei allievi che non si può avere tutto e subito, bisogna sporcarsi un po’ le mani e svolgere, specialmente all’inizio, anche lavori non retribuiti. Quando si intraprende questa carriera, inizialmente non si può fare solo teatro (io stessa ho svolto, in certi frangenti, quattro o cinque lavori alla volta). Sicuramente è una vita di sacrifici, e se qualcuno decide di farla è perché ce l’ha nel sangue. Spesso si sbatterà varie volte la testa contro un muro; è successo anche a me quando anni fa, in un provino per “Amici”, portai un brano di Filomena Marturano e superai molti aspiranti, ma poi Fioretta Mari mi disse: “Sei molto brava come attrice di teatro, ma purtroppo non vai bene per la televisione”. L’importante è perseverare, e se c’è la passione lo si fa. A chi desidera aprire un teatro ex novo, consiglio di fare attenzione alla località e al bacino di utenza di cui si dispone; inoltre serve una solida base da cui partire, ad esempio la nostra compagnia ha un pubblico che la segue da anni. Poi bisogna avere molta pazienza, poiché spesso ottenere collaborazioni sarà difficile.

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Prossimi eventi in programma?

Tra marzo e aprile debutterà “Stella” di Goethe, porteremo “La Cassaria” di Ariosto ad Ischia per il Premio Ænaria e torneremo a Padova. Nel cartellone di quest’anno, invece, proponiamo agli abbonati compagnie professionali e amatoriali riunite in un’unica programmazione: dedicheremo 8 spettacoli ad ogni categoria, per un totale di 16 spettacoli. Sul palco ci saranno attori provenienti da altre città o regioni, ma anche diverse figure salernitane. Vi aspettiamo per offrirvi spettacoli di qualità e divertimento.

La compagnia “La Ribalta” è molto presente sui social, ma è possibile trovare tutte le informazioni anche sul sito web ufficiale: http://www.teatrolaribaltasalerno.it/. La professionalità e la competenza con cui lo staff del Teatro omonimo lavora per diffondere la cultura nel territorio di riferimento non è comune tra le giovani realtà del Sud, e la perseveranza di questi giovani dovrebbe far riflettere professionisti autodidatti e istituzioni attempate. Vi consigliamo di non perdervi neanche uno dei loro spettacoli: per conoscere gli aggiornamenti in tempo reale, collegatevi al link https://www.facebook.com/LaRibaltaSalerno/.

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Maria Cristina Folino
Laureata in Pubblicistica e Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Salerno, specializzata in programmazione e gestione d'interventi per gli archivi e le biblioteche digitali, dal 2008 collabora con stampa locale e giornali online. Già docente di scrittura creativa ed esperta di comunicazione digitale, lavora come giornalista, social media manager e copywriter. In precedenza ha vinto numerose competizioni artistico-letterarie a livello nazionale. Dopo la raccolta di poesie "Ali di Gabbiano" (Aletti Editore, Roma 2008) e due ebook con Edizioni Il Pavone, nel 2022 ha pubblicato "Tim Burton e il catalogo delle Meraviglie" con Edizioni Dialoghi. Su Instagram ha un account dedicato a libri e moda: seguila su @fashionreadersit

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