Carote e abbronzatura: un connubio conosciuto da tutti ma è un peccato che solo con la bella stagione aumenti il consumo di questo ortaggio dalle numerose proprietà e benefici non solo per l’estetica ma anche per la salute.
Antichi greci e romani le utilizzavano a scopo terapeutico avendone osservato gli effetti.
Le carote sono ricche di betacarotene, 100 grammi ne contengono una quantità sufficiente al fabbisogno giornaliero, questo viene convertito, nel fegato, in vitamina A, molto importante per la vista, per le ossa e non solo. Vitamina C e betacarotene rendono le carote degli ortaggi tra quelli particolarmente ricchi di antiossidanti, sostanze utili per contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento, svolgono un ruolo protettivo sui processi degenerativi delle cellule, inducono una corretta crescita e riparazione dei tessuti prevenendo la formazione di rughe e la secchezza cutanea.
Il betacarotene è un carotenoide che stimola la produzione di melanina; mangiare carote quindi aiuta a favorire l’abbronzatura in modo naturale.
Per chi non gradisce il loro sapore, possono anche essere consumate cotte, mischiate ad altri ingredienti, infatti, la cottura non altera il betacarotene lasciando inalterata la sua potenzialità nella formazione di vitamina A.
L’apporto calorico è bassissimo e il 90% del loro peso è costituito da acqua, il resto da preziosi principi nutritivi tra cui:
vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina PP, il 3% di carboidrati, numerosi elementi importanti per le funzioni dell’organismo (ferro, calcio, fosforo, magnesio, zinco, fluoro…) E’ importante quindi che il loro consumo venga fatto consapevolmente durante tutto l’anno e non finalizzato solo all’abbronzatura.
Il consumo eccessivo può determinare ipercarotenosi con pelle di un colorito giallo, soprattutto sotto i palmi di mani e piedi, per via dei pigmenti, in parte questo colorito, decisamente antiestetico, può essere dovuto al potere disintossicante delle carote, per cui il fegato elimina le tossine che fuoriescono anche attraverso la pelle.
Daniela Marras













