È ormai il secondo anno di fila che “l’associazione Lee Van Cleef” in collaborazione col Comune di Carbonia va a proporre un festival musicale e non solo, che ha tutta l’impressione di aver preso le sembianze simile a qualcosa di realmente utile, stratosferico dal forte richiamo internazionale. Il forte richiamo internazionale è comprensibile non solo per gli ospiti che il 16 e il 17 agosto si alterneranno nello splendido scenario del Parco di Villa Sulcis, ma anche per l’atmosfera da grande evento che caratterizza fortemente il festival.

“Sarà un’occasione per rilanciare l’immagine culturale della cittadina mineraria – ha commentato l’assessore allo sport e spettacolo Fabio Desogus – promuovendola con aspetti dal forte senso identitificatorio che aiutano i cittadini e non solo a comprendere che solamente facendo rete con le risorse che si possiedono, soprattutto umane, si può fare tanto, soprattutto in periodi di grandi difficoltà come quello che stiamo vivendo”.

Ma non basta parlare di crisi per entrare nel momento successivo nel turbine dell’ansia e delle speranze perdute; perché tutto ciò che per la maggior parte di persone può avere valenza negativa funzionerà sicuramente da volano per continuare a credere in nuove opportunità di rilancio e di riscatto, come conseguenza di una nuova presa di coscienza.

Non sono bravo a fare delle presentazioni degne di tutta stima per anticipare qualcosa che dal vivo renderà più l’idea di qualcosa che riempirà al meglio due sere d’estate, ricche di divertimento, ma soprattutto di qualcosa che darà a tutti la mera opportunità di confrontarsi, magari con una birra, un buon vino !

Buona Musica!

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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