Il mondo negli ultimi anni ha fatto incredibili passi da gigante, apportando incredibili novità e quindi dei cambiamenti concreti alle nostre abitudini. Avete mai presente se dovesse cambiare anche lo stile e la logistica dei negozi come li conosciamo oggi?

Oggi avere un negozio nel quale vendere i propri prodotti, rimane un sogno per tantissimi creativi. Avere la possibilità di possedere uno spazio tutto dedicato alla propria arte e alla propria creatività è un qualcosa di irrinunciabile e spesso “utopistico”, se non un qualcosa di molto lontano nel tempo.a7280065a594d2c798204c8dddb721ae

Per di più, i continui ritmi ci danno la possibilità di constatare che il nostro sistema sempre sorretto dalla sovrapproduzione di beni con la conseguenza della vendita di essi, badando quindi più alla quantità che alla qualità, non regge più.

Quello che sarà prerogativa per chi detiene un ruolo di responsabilità in tal senso è cercare in ogni modo di puntare sul ruolo centrale delle persone, in quanto solo essi con il loro lavoro, talento e ambizioni potrrebbero riuscire a sfatare il mito dell’adorazione al prodotto in quanto “fine a se stesso”.

225a81d7fe9741e9eb75cb75e6d1c897Un prodotto è utile quando riesce a provocare qualcosa di inspiegabile, e quindi funzioni da intermediario di personalità che sempre più sono apatiche e spente, per colpa del loro continuo porle in secondo piano. I negozi in futuro (non è uin qualcosa di utopistico) non saranno più dei “cameroni” di cianfrusaglie in un totale inferno di disordini sociali, ma dei veri e propri showroom minimal e ordinati nei quali le persone possono toccare con mano un singolo prodotto per poi andarlo, se il caso volesse, ad acquistarlo.

 

Ma come?

cbdebae0e9ab624e0ce1a6b9ae62ca2cLa nuova frontiera del business è internet, pertanto, dal momento che il new costumer ha potuto constatare che il prodotto nello showroom è realmente un qualcosa di interesse per se, che potrebbe quindi  essere utile per tutta una serie di buone osservazioni lo acquisterà nel negozio on line, eliminando cosi tutta una serie di costi inutili e prevenendo un male che ci affligge: l’evasione fiscale.

In questo modo tutti acquisteremo solo qualcosa che ci affascina e di qualità.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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