Francesco De Fazio, 35 anni, calabrese doc, di Lamezia Terme, ha la vocazione cinematografica fin da bambino. Appassionato di un genere particolare, l’horror, comprende fin da subito che per diventare un grande regista, prima di specializzarsi, occorre studiare tutto il cinema nei suoi vari generi. Frequenta prima la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova, poi arriva a Roma, dove lavorando in  Tecnovision a Cinecittà, inizia a rendersi conto di quanto la teoria sia molto diversa dalla pratica.

Inizia a fare esperienza sui noleggi di macchine da presa e sui set, collaborando con il regista, attore e sceneggiatore Michele Soavi, grazie al quale approda nel 2002 sul set di “Ultima Pallottola”, con Giulio Scarpati, e nel 2004 entra a far parte della serie televisiva “Ultimo 3 – L’Infiltrato” con Raoul Bova. “Dopo aver finito la scuola pensavo di sapere tutto e invece quando sono arrivato per la prima volta sul set ho capito cosa significa fare cinema. Facendo la gavetta si impara tutto, dallo stare sul set a creare una sceneggiatura, fino al montaggio. Avendo lavorato anche come aiuto regista, ho imparato a gestire l’aspetto organizzativo nella costruzione di un film” commenta De Fazio, che mentre si preparava a diventare regista, ha svolto l’attività di fotografo. La fotografia è stata un punto di riferimento fondamentale nella sua attività cinematografica, grazie alla capacità di catturare il frame e creare su ogni fotogramma un‘opera d’arte . “Il cinema nasce dall’assemblaggio di 24 fotografie in movimento. La fotografia, inoltre, intesa come illuminazione, rappresenta lo stile visivo del film, che si manifesta anche nell’uso particolare delle luci” ammette il regista.

Dopo aver lavorato per alcune produzioni nazionali, arriva l’occasione della vita. La sua gavetta è segnata da una promettente ascesa. Inizia a svolgere incarichi assolutamente importanti per la gavetta di un aspirante deus ex machina della regia. Adempie a diverse funzioni, assistente video ad aiuto operatore, assistente al montaggio, organizzatore di produzione ed aiuto regista. “Il ruolo di assistente alla regia è quello che mi piace di più. Non c’è niente di più bello che stare al fianco di un regista per imparare il mestiere” aggiunge il regista. Arriva poi la collaborazione con Alessandro Bava, un importante produttore cinematografico. Dall’interesse comune per la Calabria nasce il “Progetto Cinesud” con l’intento di offrire un’immagine inedita di una regione la cui bellezza e storia, a volte, passano in secondo piano.

Ad un certo punto – rivela De Fazio – mi sono reso conto che Roma è una città inflazionata dal punto di vista cinematografico. Di registi ce ne sono tanti, forse anche troppi. Così ho deciso di tornare nella mia terra, la Calabria, dove c’è un grande bisogno di cinema”. Il primo film del Progetto sud è statoC’era una volta il Sud”. La pellicola, realizzata nel 2007, rappresenta l’apice del racconto di un sud inedito, lontano dagli stereotipi di una criminalità organizzata come lotta “gangster” tra il bene e il male. Un racconto psicologico che si dipana nel sodalizio con il produttore Bava e troverà un senso compiuto nel coronamento del primo amore cinematografico di De Fazio: il cinema horror. “Mi piace viaggiare e farmi influenzare dai posti in cui vado. Prediligo questo genere filmico perché mi piace pensare di poter esorcizzare le paure dell’animo umano attraverso le suggestioni dei miti e delle superstizioni del passato”.

Ispirandosi a registi come Dario ArgentoMario e Lamberto Bava, e alla fotografia di Aristide Massaccesi, si arriva così al primo horror “Acherontia”, di cui De Fazio coordinerà i lavori di regia. Il film si ispira ai miti locali che trovano nella narrazione filmica del vampirismo un dispiegamento ancestrale. “Faccio cinema perché amo raccontare  delle storie attraverso un lavoro di ricerca di tipo documentaristico che poi arricchisco con la fantasia” spiega il regista.

Il film è un giallo-horror che parla di una ragazza, Alice, che giunge ad Acherontia per svolgere alcune ricerche utili alla sua tesi di laurea, ma misteriosamente scompare. Arriva nel borgo calabrese la sorella Helen che vuole scoprire che fine abbia fatto la giovane scomparsa. Troverà all’inizio un ambiente scontroso, dietro la cui aggressività si nasconde una profonda paura legata ad una tremenda leggenda sul vampirismo: una figura oscura (Jorgu) si nutre della linfa vitale degli abitanti. Protagonisti della pellicola, il cui primo ciak avverrà il 6 marzo, saranno Francesca di Maggio (nei panni di Helen), Saverio Malara (Ispettore Moretti), Costantino Comito (Padre Tommaso), Giuseppe Guastaferro (nei panni di Eddy), Paolo Mauro (Jorgu). Gli effetti speciali saranno curati da Romina Costantino e Angela Anania. Alcune delle location più belle attraversate dalla macchina da presa saranno l’Abbazia di Corazzo, Cleto, Lamezia Terme e Camigliatello.

Acherontia sfrutta gli spazi chiusi che alimentano le paure dello spettatore, in particolare la casa nel bosco, luogo di salvezza che si rivela invece essere un luogo senza uscita. Nel film affrontiamo anche un’altra paura radicata nell’animo umano: la paura del buio, e di chi o cosa può nascondersi. Nello specifico parliamo di vampiri, filone molto diffuso fin dall’origine del cinema, e che ancora oggi, dopo quasi cento anni dalla sua prima comparsa sul grande schermo, spaventa e appassiona il pubblico di tutto il mondo” chiosa De Fazio.

Francesco De Fazio ha anche una pagina facebook (Acherontia – Il Film) che sarà aggiornata con tutte le novità sulla produzione del film  e dove a breve si avrà la possibilità di accedere ad un innovativo sistema di video backstage 360 gradi, con il quale chi è interessato potrà immergersi nel dietro le quinte del set e fare un’esperienza virtuale unica, tanto verosimile quanto reale.

Marianna Gianna Ferrenti

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Marianna Gianna Ferrenti
Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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