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L’artista vincentino Pier Luigi Meneghello al M.A.C. di Milano

Pier Luigi Meneghello

This is Everyday Violence è il titolo della mostra personale di Pier Luigi Meneghello, l’artista vicentino che dal 1 al 19 novembre sarà ospite all’interno del Salone Delman e della Galleria Chopin nella cornice del M.A.C. di Milano, l’internazionale esposizione di Musica, Arte, Cultura, che attraverso concerti, workshop e gallerie raccoglie la cream delle tendenze espressive degli ultimi anni.

Il leitmotiv portante sarà la violenza vissuta in tutte le sue diverse sfaccettature  manifestazioni, incastonate sul tema più ampio dei rapporti tra gli esseri umani e l’habitat circostante. L’aggressività dell’uomo però è narrata attraverso il filo dell’allegoria, unico ed eccezionale strumento che filtra l’emotività riducendone al minimo l’impatto brutale. La fotografia diventa il mezzo culminale di questa mediazione. La sintesi dell’intera mostra, è un’antologia di 28 opere realizzate trai i primi anni Novanta e il 2017, accompagnata da un catalogo a colori edito da Prinp – Editoria D’arte, con commenti e didascalie critiche del curatore Giorgio Verzotti. 

Pier Luigi Meneghello, Attraverso Lo Stige

Un arco temporale di oltre vent’anni che rappresenta la piena evoluzione interpersonale, sociale ed antropologica di un’artista dotato di una sensibilità altra rispetto alle sovrastrutture di una società che spettacolarizza la sofferenza.  Nella società ”mediatica”, in cui l’immagine anestetizza il dolore, l’uomo contemporaneo si sente straniato, in quanto le pene sono esibite, sovraesposte, private alla naturale propensione alla chiusura, all’intimità del silenzio. L’unico autentico “medium” è l’arte che sintetizza la realtà privandola dell’enfasi di una costruzione artefatta.

L’artista, in qualità di “occhio terzo”,  interpreta questa immediatezza senza sovrastrutture. Le opere di Meneghello sono il frutto di questa rielaborazione dell’iconografia, le cui illustrazioni pullulano di racconti biblici o comunque tratti dalla tradizione del Cristianesimo rielaborati in una chiave quasi profana, come accade nell’Ultima Cena (1996), dove dinanzi ad un altare distrutto spiccano 13 nidi vacanti e Giù dal Paradiso (1996), che raffigura un ponte da cui si sporge un Cristo sospeso a testa in giù.

Pier Luigi Meneghello, Remapping the World

Infine, nel ciclo di fotografie Remapping the world, 2017, la violenza si presenta sotto le spoglie della catastrofe, tracciando la topografia variopinta del vecchio mondo che scompare tra liquami e fango.  L’arte di Meneghelli riflette ciò che accade realmente oggi, in un mondo globalizzato in cui dietro i “silenzi dei potenti” si celano vere e proprie bombe ecologiche che devastano gli equilibri della natura. Il mondo delle insabbiature, delle zone grigie, dei compromessi è il riflesso della impossibile conciliazione delle antinomie insite in una realtà contrastata, incoerente, discordante; eppure una realtà che necessita di essere compresa nelle sue opposizioni.

www.pierluigimeneghello.com

Marianna Gianna Ferrenti

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