Il classico come linguaggio in movimento
Nel contesto di Pitti Uomo 109, in programma a Firenze dal 13 al 16 gennaio 2026 presso la Fortezza da Basso, il tema “Motion” invita il menswear a interrogarsi su nuove traiettorie stilistiche e distributive. È all’interno della sezione Fantastic Classic che si colloca la presenza di Ortigni Calzature: una scelta che racconta il classico non come immobilità, ma come forma viva, capace di evolvere senza tradire la propria origine.
Ortigni non rincorre il cambiamento: lo attraversa con passo misurato, affidandosi alla coerenza di un sapere costruito nel tempo.
Una storia che nasce in Toscana
L’azienda affonda le proprie radici nel 1930, quando Paolo Ortigni realizza i primi prototipi di scarpe in un fienile immerso nella campagna toscana, a Poggio alla Cavalla. Taglio, foratura, cucitura: ogni gesto è manuale, ogni calzatura nasce da un rapporto diretto con la materia.
Da allora, tre generazioni hanno custodito e rinnovato questo patrimonio, trasformando Ortigni in un punto di riferimento dell’artigianato calzaturiero toscano. Oggi le sue scarpe sono presenti in boutique internazionali e showroom tra Milano e Bruxelles, ma conservano intatto il legame con il luogo d’origine: Lamporecchio e il suo paesaggio operoso.
Il valore del fatto a mano
Ortigni lavora come una bottega contemporanea, dove il cliente non sceglie solo un modello, ma partecipa alla sua definizione. Materiali, colori, suole: ogni elemento è personalizzabile, secondo una logica di ascolto che restituisce centralità alla persona.
Le tecniche di lavorazione, Blake, Bolognese, Blake Rapid, Goodyear, Norvegese, non sono esibizioni di virtuosismo, ma strumenti per garantire qualità, durata e comfort. La grazia dell’estetica incontra la morbidezza della calzata, in un equilibrio che rifugge l’eccesso.
Materia, etica, visione
Cuoio, scamosciato, pelli pregiate come coccodrillo, razza, iguana e struzzo convivono con tessuti come la lana, scelti per migliorare l’esperienza del piede e non per stupire. La selezione dei materiali è parte di un’etica produttiva che guarda alla resistenza nel tempo, più che alla stagionalità effimera.
In questo senso, Ortigni rappresenta una forma di lusso silenzioso: radicato nel passato, ma aperto a nuove geografie e nuovi dialoghi. Dal 2025, infatti, il brand ha avviato un progetto di espansione verso alcuni mercati africani, dal Ghana al Sudafrica, accompagnato da una visione strategica che guarda ai mercati emergenti con rispetto e attenzione culturale.
L’eleganza come continuità
A Pitti Uomo 109, Ortigni Calzature non presenta semplicemente delle scarpe. Porta una storia di famiglia, un territorio, un’idea di bellezza che non ha bisogno di alzare la voce. In un sistema moda spesso dominato dalla velocità, la sua presenza ricorda che il futuro può anche passare dal “vecchio” – quando profuma di cura, autenticità e innovazione misurata.













