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New Style: Angelas Bags

Una borsa a forma di casa è la realizzazione di un sogno, di una visione, di un pensiero ipotetico. Come quelle casette del mulino bianco che ci sapevano entusiasmare da bambini, che bastava un clic per accendere la luce, e le idee viaggiavano insieme alla fantasia, cucendo su di essa le nostre storie. Le storie di Angela si sono ritrovate nelle sue borse. Dei ritagli hanno saputo tramutarsi in delle finestre, una porta, e un piccolo gatto. Stereotipi della vita quotidiana dell’artista in questione. Perché Angela non si definisce una designer. Fiera e decisa si considera un’artista amante della vita. La immagino perdersi alla ricerca dei materiali, nell’odore pungente della pelle, in compagnia di una tazzina di caffè e del miagolio del suo gatto, nel tentativo di disegnare, ritagliare e unire bene il tutto. Come se fosse un quadro e lei una comune pittrice.

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“Ricercare a livello artistico lo stereotipo di un altro genere è come addentrarsi in un mondo del tutto simile. Io invece vorrei trovare l’originalità nei miei prodotti. Qualità e ricerca, quindi, sono aspetti fondamentali, sempre partendo dal presupposto che non c’è nulla più da inventare. Fa parte tutto ormai di un immenso bagaglio nel quale andare a ripescare corsi e ricorsi storici che, nonostante tutto, hanno caratterizzato le nostre vite. Tuttavia l’originalità per me sta nell’andare alla ricerca di modalità che rendano un articolo versatile e comodo. In una maniera per il quale il target dei miei clienti siano persone che abbiano dimestichezza con la qualità, i materiali e il gusto, ma soprattutto che siano persone dinamiche, per cui una borsa sia espressione della propria personalità”.

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“Avere buon gusto secondo me è sapersi distinguere tra la massa senza essere volgari”. Avere buon gusto è essere se stessi, rincorrendo un particolare desiderio. Come quando non ci sono prodotti su commissione e le capita di creare in base alle tonalità che più le solleticano la fantasia andandole a ripescare nell’armadio dei suoi tessuti policromi. Attenta e metodica sceglie i colori, che sono la cartina tornasole delle emozioni. Nei momenti tristi è più attirata dai gradazioni più vive, accese, e al tempo stesso è più propensa a tirare fuori le idee migliori, quelle che poi daranno vita ai “prodotti del cuore”.

“Il bisogno fa venire alla vecchia la voglia di correre”, un detto che riporta Angela al ricordo della Nonna. “Siamo fortunati ad avere questo dissesto sociale, perché le migliori idee nascono in periodi di crisi. Prima o poi nascerà qualcosa di bello. Perché è pieno di persone capaci che creano qualcosa di loro nei limiti del possibile e spesso nell’impossibile. Senza il supporto di nessuno, a partire da uno Stato che non sovvenziona”.

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“Non tutti i mali vengono per nuocere” mi verrebbe da dire. Perché i mali non sono mai stati nostri, ma bisogna avere la capacità di prendere quel poco di buono, per riuscire a trasformarlo in bellezza pura, entusiasmante. In qualcosa di vivo. Ogni cosa nella vita fa parte di delle vere e proprie ondate di trasformazione. A noi l’onore di essere travolti da questa ondata e di uscirne più forti. Non vincitori. Vincere non serve a niente se non abbiamo imparato nulla da tutto ciò che ci ha stravolto, che abbiamo vissuto.

Il tempo saprà farci da testimone. Il vero lusso sta proprio nel cercare di viverlo in modo intenso, che sia con la meditazione o con qualsiasi altra forma di contemplazione che ci faccia stare bene.

Perché l’obiettivo di ciascuno di noi a fatti compiuti dovrebbe essere stare bene, nient’altro. Stare bene con noi stessi e il mondo che ci circonda, sorridere e provare piacere. Entusiasmarci per qualsiasi cosa. Il vero lusso è non dire: “ Cavolo, non posso fare ciò che amo, non posso vedere chi amo perché scombussolerei i miei orari!”. Questo è farsi uccidere dal tempo, dall’abitudine, dalla monotonia. Il vero lusso non è girare con uno yacht, piuttosto fermarsi. Non guardare l’orologio e sentire il proprio corpo scandire il tempo. Avere fame quando se ne ha voglia. Amare il proprio “tempo”.

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Ecco perché credo che Angela si definisca artista e non designer. Perché in questo modo il suo lavoro è come se fosse una maniera per dedicare del tempo a se stessa e in una conseguenza che mi commuove: creare dei prodotti che hanno la capacità di parlare del suo tempo, dedicato alle emozioni. Per tutta una vita.

Stefano Fiori

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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