Alla fine Angelina Jolie e Brad Pitt, la coppia più desiderata ai fiori d’arancio di sempre ha pronunciato il fatidico si nel più felpato dei riserbi.

Mr and Mrs Smith” hanno convogliato a nozze con un’eleganza ed un savoir faire che li ha sempre contradistinti, attorniati da solo 20 invitati tra amici e parenti.

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Un unione nei limiti della semplicità, ma significativa, soprattutto per i simboli che come i dettagli hanno fatto da padrone nel “giorno più bello della vita della coppia più glamour di Hollywood degli ultimi tempi”.

Lei è arrivata all’altare con un abito lungo, firmato Atelier Versace, che in un trat d’union inimitabile ha saputo conciliare tradizione e innovazione “affettiva”, poiché nel candido biancore spiccano alcuni dei disegni dei loro bambini; una bella trovata che rende onore al forte attaccamento per la Famiglia, dalla Jolie mai celato.

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Dopo che il riso è stato lanciato, e il mazzolino pescato da chi secondo la tradizione sarà la prossima fortunata al  giorno d’incanto, a noi non ci rimane altro che augurare loro una vita felice, come da copione, ma qui non siamo in uno dei famosi studi di Los Angeles, quando basta un ciak per terminare una scena importante; tuttavia è più simile ad una favola quando basta davvero poco affinché l’incanto svanisca in un “finché morte non separi l’unione, ma non l’amore che durerà in eterno”.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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