7709_594874670583548_1705539943_nAvevamo lasciato Stefano Murgia in arte Steve Emme con il suo ultimo singolo a suon di beat, nel quale comunicava un dissenso tutto personale. L’abbiamo ritrovato a distanza di qualche mese da quell’ultima intervista (Comunicare a suon di beat) con due nuovi singoli da un sound completamente nuovo e trasformato, il quale dimostra una maturità acquisita e in costante crescita rispetto al passato, rispetto ai temi e ai contenuti proposti nelle sue prime tracce del suo ultimo progetto.

Dicevamo, un sound completamente trasformato al passo con i tempi, dai contenuti sempre molto attuali, riguardanti i giovani e il loro mondo fatto di crescita, contraddizioni, controversie tra momenti di ripensamenti e altri pieni di stimoli mossi da un turbine inesauribile di mille domande, dubbi sul futuro e il sentirsi sempre inadeguati di fronte alle certezze più semplici, ma che in effetti si dimostrano, talvolta, le più complicate.

Di questi tempi non smettere di sognare ha sempre più l’aspetto di una sfida, ed essere lungimiranti rispetto alle nostre scelte non rimane altro che l’antidoto migliore al cercare di capire chi siamo  ed essere noi stessi.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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