Cosa viene dopo? È una domanda che la moda si pone continuamente, ma che raramente riguarda soltanto le tendenze. Il prossimo capitolo può essere tecnologico, personale, ancestrale. Può guardare al corpo del futuro oppure tornare alle mani e alle storie di chi ci ha preceduto.
È attorno a questa pluralità che nasce “The Next Chapter”, il progetto di Fashion Vibes dedicato alle collezioni Spring/Summer 2027, in programma il 24 settembre 2026, durante la Milano Women’s Fashion Week, al Centro Congressi Fondazione Cariplo di via Romagnosi 8.
Quattro designer internazionali — ISFERRA, ROVEL HAGOS, HELENA D’OR e MILAGROS ANCHEITA — costruiranno altrettanti capitoli di un racconto che attraversa tecnologia, memoria, identità femminile e artigianalità.
Non una semplice successione di sfilate, dunque. Ma quattro risposte differenti alla stessa domanda: che cosa può raccontare oggi un abito?
ISFERRA: immaginare il corpo che verrà
Ad aprire il progetto sarà ISFERRA con NOVA HERA, una collezione che sposta lo sguardo in avanti e interroga la forma umana attraverso geometria anatomica, minimalismo e costruzione ingegneristica.
Materiali compositi, polimeri, superfici innovative e tessuti tecnologici costruiscono volumi tridimensionali nei quali l’abito non si limita più a seguire il corpo: ne immagina una possibile evoluzione.
La figura umana diventa architettura.
E dietro questa sperimentazione emerge una questione più ampia: se tecnologia e natura non fossero necessariamente antagoniste? NOVA HERA cerca proprio quel punto di equilibrio, trasformando il fashion design in uno spazio di ricerca sul futuro.

ISFERRA
ROVEL HAGOS: ciò che ereditiamo dalle donne
Dal futuro si torna improvvisamente indietro.
Con THE WOMEN BEFORE ME, ROVEL HAGOS costruisce una collezione dedicata alla madre della designer e alle donne che l’hanno preceduta. Forza, sacrificio e amore diventano così un’eredità invisibile che il tessuto prova a rendere tangibile.
Il bianco funziona come una superficie della memoria, attraversata da interventi grafici neri. Le proporzioni monumentali e le costruzioni scultoree evocano contemporaneamente protezione e armatura.
A questa dimensione personale si intrecciano riferimenti alle tradizioni tessili eritree ed etiopi.
La memoria individuale diventa così memoria culturale.
E l’abito assume un compito che la moda contemporanea sembra riscoprire sempre più spesso: custodire ciò che rischiamo di dimenticare.
HELENA D’OR: quante donne possiamo essere?
Con FASES, HELENA D’OR porta la riflessione sul territorio dell’identità.
Non esiste una sola versione di noi stessi. La vita procede attraverso trasformazioni, contraddizioni e passaggi in cui desiderio, vulnerabilità e potere possono convivere.
La collezione traduce questa complessità attraverso una sartoria architettonica nella quale il corpo partecipa alla costruzione narrativa.
Nero, bordeaux e bianco avorio incontrano pelle, lana fredda e seta. Struttura e leggerezza si alternano, così come protezione e fragilità.
L’abito non definisce la donna.
Ne accompagna le trasformazioni.
MILAGROS ANCHEITA: quando due culture si incontrano
A chiudere la sequenza sarà BAROC-CORAZÓN di MILAGROS ANCHEITA, un incontro tra la teatralità del Barocco italiano e il patrimonio artigianale messicano.
Qui la moda diventa territorio di scambio.
Ricami manuali, tessuti dipinti, pizzi, cristalli, pietre e copricapi teatrali entrano in dialogo con la sartoria italiana. La collezione incorpora inoltre lavorazioni legate alle comunità indigene Huichol e Chamula e alle artigiane Tehuana dell’Istmo di Tehuantepec.
Realizzata attraverso il lavoro di sarte italiane e maestri artigiani messicani, la collezione suggerisce un’idea di couture nella quale il valore non risiede soltanto nel risultato finale, ma nella memoria delle mani che lo hanno costruito.

MILAGROS ANCHEITA
Quattro collezioni, una stessa domanda
Tecnologia. Eredità. Identità. Cultura.
Le quattro collezioni sembrano muoversi in direzioni opposte, ma finiscono per incontrarsi nello stesso punto: il rapporto tra moda e trasformazione.
Ed è forse questo il significato più interessante di The Next Chapter.
Il futuro della moda potrebbe non avere un’unica estetica. Potrebbe nascere proprio dalla capacità di tenere insieme ciò che apparentemente è distante: innovazione e memoria, algoritmi e artigianato, individualità e appartenenza culturale.
Il 24 settembre a Milano, quattro designer proveranno a scriverne altrettante possibilità.
Perché ogni nuovo capitolo, prima ancora di indicare dove stiamo andando, ci costringe a domandarci che cosa vogliamo portare con noi.
L’appuntamento a Milano
The Next Chapter si terrà il 24 settembre 2026 al Centro Congressi Fondazione Cariplo, a pochi passi dal Quadrilatero della Moda. L’Art Gallery & Exhibition Showroom sarà aperta dalle 11:00 alle 21:00; dalle 17:30 inizieranno accredito e ingresso degli ospiti, mentre le sfilate prenderanno il via alle 18:00, seguite da cocktail e networking.













