Susana Aldanondo

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Susana Aldanondo, pittrice argentina residente a New York; che ringraziamo vivamente per questa cordiale intervista.

Salve Susana, siamo curiosi di conoscere la tua vita ed il tuo impegno per l’arte

Una frase che mi definisce alla perfezione è: “io vivo attraverso la mia arte”.
C’è un ritmo che abita da sempre la mia persona ed è lo stesso che puoi vedere prendere vita nel mio lavoro. Non posso separare me dal mio lavoro: quando dipingo esprimo in modo più autentico il mio essere.
Resilienza è un altro carattere che contraddistingue me ed il mio lavoro. Le battute d’arresto a cui inevitabilmente vado in contro nella mia vita, rappresentano modi per testare e riaffermare chi sono e che spesso mi aiutano a scoprire parti di me di cui non ero completamente consapevole. Posso quindi affermare che il mio percorso artistico sia stato anche un percorso di continua resilienza.

Qual è la tua formazione  Accademica?

Credo che formarsi sia essenziale: sto, infatti, portando a termine il mio percorso per conseguire il Diploma di Belle Arti in Pittura presso The Art Students League di New York.

Ma ho anche una laurea in Relazioni Internazionali dell’Alto Nord presso conseguita alla Nord University.

Ho studiato Comunicazione e Traduzione all’Hunter College di New York dove ho conseguito un diploma in Traduzione ed Interpretazione e mi sono appassionata anche alla Storia dell’Arte.

Susana Aldanondo

Quando e com’è nata la tua passione per l’arte?

Tutta la mia vita è permeata di arte, fin dalla tenera età e questo perché mio padre era un artista che faceva murales a New York.

La sua esperienza artistica è radicata in me.

Mentre ero al liceo, ho deciso di frequentare lezioni d’arte che mi hanno incoraggiato ad esplorare i musei della città ed è stato proprio allora che ho iniziato ad interessarmi all’espressionismo astratto.

Spesso prendevo il treno per la città e visitavo da sola i luoghi d’arte e le biblioteche.
Mio padre vendeva il suo lavoro per le strade di SoHo e spesso, in estate, andavo con lui; gli piaceva dipingeva mentre ascoltava musica, penso che molti artisti lo facciano.

È stato però nella maturità, dopo aver affrontato tante avversità, che anche io mi sono rivolta all’arte ed ho ricominciato a dipingere.

Grazie a questa nuova connessione con il mio lavoro sono riuscita a ricongiungermi con il mio io interiore, il mio passato e ho trovato la parte più autentica di me: una gioia senza eguali.

In quegli anni bui ho ripreso a dipingere in uno studio costruito in una casa inabitabile, senza riscaldamento. Ricordo che c’era così freddo in inverno che i miei colori si congelavano e poiché sarebbe stato impossibile proseguire la mia opera lì, ho iniziato a portare i miei dipinti per le strade.

Ho accettato questa sfida ed ho scelto di non arrendermi anche grazie al potere della musica, che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia battaglia.
ho scoperto in quegli anni di avere uno spirito resiliente.

Grazie alla mia arte ho potuto “riscaldare” il mio studio in quella vecchia casa e finalmente posso dipingere anche lì, dove realizzo la maggior parte dei miei lavori su larga scala.

4) In che modo definiresti il tuo profilo artistico…

Sono un’artista espressionista astratta.

Il mio lavoro si esprime in un’energica gamma di colori, linee gestuali e spazio che puntano all’idea del ritmo, ai ricordi, alla speranza, ai colpi di scena che fanno parte della vita.

La mia arte cerca di chiedere allo spettatore: “Cosa desideri?”, “Dove vorresti essere?”, “Cosa muove la tua anima?”, “Cosa cerchi?” …

La mia arte è una domanda aperta, un invito a esplorare liberamente la propria esperienza umana.

Sembra strano ma, nonostante molti preferiscano la solitudine per creare (ed ammetto che ci sono momenti in cui posso dipingere solo quando sono sola nel mio studio), preferisco essere circondata dall’energia della città perché trovo massima ispirazione nel connettermi con la gente; forse è anche per questo motivo che riesco a rispondere a quelle stesse domande attraverso il mio lavoro circa l’esperienza personale di ciascuno di noi.

Ci riesco perché mi impegno attivamente nella ricerca delle opportunità più nascoste, in grado di soddisfare proprio quelle risposte nel percorso creativo delle mie opere.

Creare e portare i miei dipinti per le strade di New York City fa parte di questo.

Sono completamente sincera nel modo in cui esprimo questa ideologia nel mio lavoro, non mi fermo all’idea, lavoro per cercare di realizzarla e il mio lavoro diventa una vera estensione di ciò che realizzo.

L’Espressionismo Astratto nelle tue creazioni artistiche è innovativo ed attuale, vorresti raccontarci qualcosa in più su questa corrente stilistica?

L’espressionismo astratto è un’estensione della mia personalità ed è per questo che governa ed indirizza il mio lavoro.
Per trarre ispirazione non mi basta desiderare di essere in città, pensare alla città o c camminare per le sue strade. Prendo in valigia il mio cavalletto, i miei pennelli, i miei colori e mi incammino alla ricerca di un posto dove posso dipingere, proprio lì, in mezzo alle persone che passano.

Immagina, alcuni si fermano per chiedere indicazioni da qualche parte, altri si fermano per chiedere qualcosa sul mio lavoro, alcuni osservano di sfuggita perché sono solo di passeggio.
Sono anche molto brava a mettere a fuoco le cose importanti: se devo concentrarmi sulla mia tavolozza dei colori, posso farlo ovunque.
Per essere in grado di farlo, però, ho dovuto sfidare me stessa.

Capisci? La vita spesso si presenta come una sfida, allontanandoci dai nostri obiettivi. Ma io sono sempre stata determinata a non lasciare che nulla mi allontanasse dalla pittura: il mio obiettivo era quello di essere in grado di dipingere praticamente ovunque e questo obiettivo è tutt’oggi in continua evoluzione e ciò ha portato più gioia nella mia arte e più modi di approcciarmi al mio lavoro.
La musica ha un ruolo preciso nel mio processo artistico: crea l’atmosfera per ciò che sto per dipingere, può trasportarmi in luoghi lontani o in momenti remoti e altrimenti irraggiungibili. Ho un’esperienza interiore molto attiva e ricca che mi trascina attraverso le difficoltà della vita ed a cui mi rivolgo anche quando dipingo.

Susana Aldanondo

Che significa per Te vivere a NEW YORK CITY in USA?

New York City è la mia casa fin dalla adolescenza. È “LA” casa. È il posto a cui appartengo. Può essere un posto difficile, ma può anche trasformarti in qualcosa che può capire, apprezzare e celebrare le culture più diverse.
Chiunque può sentirsi di appartenere a New York City: è un luogo dove si celebra la diversità ed è inclusivo come nessun altro. Mi ha trasformata in una persona più preparata ad affrontare qualsiasi situazione: New York è l’unico luogo al mondo in cui puoi fare esperienze così profonde che non penso che tu possa farle da nessun’altra parte.

Sono cittadina degli Stati Uniti, è la mia casa, è il luogo in cui ho vissuto la maggior parte della mia vita, il luogo in cui desideravo essere quando non ero lì, il luogo che mi ha dato opportunità.
Ho anche avuto modo di vivere in altre parti degli Stati Uniti e del mondo e questo mi ha confermato che non esiste un altro posto come questo.

Il Tango Argentino è un tema ricorrente nella tua arte, per questo siamo curiosi di sapere quale rapporto c’è tra la tua arte e l’Argentina..

Non ti stupirai se proprio ora sto ascoltando Adriana Varela e Charly Garcia! Sono una amante delle passeggiate, l’avrai capito. Cammino tutti i giorni e spesso lo faccio al ritmo della versione di Charly Garcia di “Himno Nacional Argentino“.
L’Argentina e il tango scorrono nelle mie vene: sono nata a Buenos Aires, ho tanti ricordi della prima infanzia che fanno parte di ciò che sono.

Quelle memorie non vengono cancellate dal passare del tempo, anzi! Credo che emergano prepotenti nelle emozioni che mi commuovono come persona e come artista.
Il tango è la colonna sonora che ha abbracciato la mia intera esistenza, sia a Buenos Aires che a New York; mio padre suonava sempre il tango, ci cantava mentre dipingeva o lavorava a qualsiasi tipo di progetto.
Penso che essendo diventata un’immigrata da adolescente, la mia vocazione nostalgica, quel desiderio che tutti gli immigrati portano dentro come parte della loro esperienza, giochi un ruolo importante nel mio legame con il tango: questo riesce a connettermi ed a trasportarmi nel mio passato, alle mie radici, ai momenti e alle persone.
La musica, il tango, è un ponte di connessione ma è anche un genere musicale sorto dall’esperienza dell’immigrato, quindi ho approfondito sul tema e ciò che ho scoperto ha condizionato in positivo il mio attaccamento emotivo ad esso.

Buenos Aires è uguale al tango ed entrambi fanno parte di ciò che sono.

Cosa ti piace mostrare nei tuoi disegni ed eventi artistici?

Amo creare opere visivamente intriganti, piacevoli, che sembrano fare eco all’inaspettato. Gestisco in modo armonico la scelta del colore e dello spazio, pur liberandoli in qualche modo.

Dipingere con la musica dal vivo o per le strade fa parte di questo meccanismo. Creare l’inaspettato e liberarlo per me fa parte non solo dell’effetto visivo ma dell’intero processo di creazione dell’arte. Il processo e l’opera d’arte prendono vita insieme e portano il mio percorso artistico ad un nuovo livello in cui sento di prosperare come artista.

Susana Aldanondo

Tu hai ricevuto varie menzioni. Ricordi qualcuna speciale?

Ho avuto la fortuna di essere finalista, semifinalista, di vincere alcuni concorsi, ma, finora, non ho ancora vinto alcun premio però posso garantirti che in ciascuna di queste esperienze professionali la mia reazione è sempre stata di pura gioia e gratitudine. Sono umile ma orgogliosa del mio percorso artistico.
Proprio come quando ha piovuto e la mia sessione di pittura dal vivo a Central Park è stata cancellata: non mi sono persa d’animo e mi sono comunque messa a dipingere al ritmo di uno stile musicale diverso, di due musicisti che si trovavano lì casualmente. Immagina, dipingevo e contemporaneamente ballavo e la gente attorno batteva le mani e tutti ci stavamo divertendo; io mi stavo divertendo. Vivo ogni momento di realizzazione con la stessa eccitazione ma sono anche fiera di poter applaudire chi riceve premi; si impara tanto ed io mi ritengo una persona con la giusta umiltà per affrontare questo viaggio.

Qual è stata l’esperienza professionale che ha avuto maggiore successo nella tua vita?

Non so se riesco a scegliere..

Potrei dire che essere accettata nel rigoroso programma di Diploma di Belle Arti di pittura presso The Art Students League di New York è stato di particolare importanza per me come artista.
Ma non posso non citare l’accettazione all’unanimità nella New York Society of Women Artists; oppure collaborare con musicisti e studiosi che hanno creato brani musicali ispirati al mio lavoro o ancora anche essere contattata da un’orchestra di tango newyorkese che ha profondi legami con Astor Piazzolla e tutto ciò è stato molto importante per me non solo come artista ma anche come persona.

Che consiglio potresti dare ai lettori di Alpi Fashion Magazine perché amino ed apprezzino il tuo lavoro artistico e l’Arte odierna?

Direi che quando guardi il mio lavoro, sei invitato a guardare in un’esperienza colorata, ritmica e inaspettata che non è completa finché lo spettatore non la sente, la abbraccia e si relaziona con essa nel suo modo unico.

Gli spettatori si trovano davanti a un percorso liberatorio, a volte nostalgico, a volte intrigante, spesso avvincente, che conduce alla propria visione.. ad una esperienza unica.

Gli spettatori quando incontrano il lavoro devono porsi queste domande: “Cosa provo quando mi trovo davanti a quest’opera d’arte? Cosa mi viene in mente?” e spero che cerchino di rispondervi entrando nel dipinto e facendolo loro mentre lo osservano. È quello che io invito a fare: spero, sempre, che il mio lavoro possa essere visto come un’estensione della mia esperienza ed è per questo che io chiedo loro “Mi vedi nel mio lavoro? Riesci a vedere cosa intendo attraverso di esso?”.

Dove possono i lettori contattarti e trovare tutte le tue esclusive opere d’arte ed informazioni?

In questo momento, i lettori possono trovare maggiori informazioni nel mio sito Web: www.susanaaldanondoart.com

Il mio lavoro è fruibile in alcune gallerie d’arte online come la galleria d’arte londinese “RiseArt”, la galleria con sede a Parigi “Singulart and Artsper” o le piattaforme online con sede negli Stati Uniti “TurningArt” e artistico.
Nutro con frequenza il mio profilo Instagram:  https://www.instagram.com/susanaaldanondo/ @susanaaldanondo

 

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Quante lingue parli?

Parlo fluentemente spagnolo ed inglese. Saper parlare spagnolo mi ha facilitato la comprensione delle lingue italiana e portoghese, ma ho solo un livello basico di queste lingue. Ho studiato italiano al liceo a New York e per un anno anche all’Hunter College di New York. Ho studiato portoghese per un anno quando ho viaggiato a Buenos Aires, presso la Fondazione Centro de Estudios Brasileiros, molto tempo fa, dopo un viaggio in Brasile.

Hai qualche progetto per il futuro?

Sempre. Quando i progetti non vengono da me, li creo.

Da un anno sto lavorando al mio progetto “City As Studio” che è nato spontaneamente perché uscivo già a dipingere per le strade della città; in realtà l’idea è nata nel 2018.

Nell’ambito di questo progetto faccio viaggiare le mie tele, i miei colori e i miei pennelli in diverse parti della città e lì dipingo, ispirandomi al luogo in cui scelgo, alla sua gente, ai colori, ai rumori, ai profumi di questa grande città.

Ho già dipinto ad Harlem, SoHo, Times Square, Central Park e in diversi quartieri del Queens e di Brooklyn, persino sul ponte di Brooklyn.

A maggio presenterò gran parte di queste opere in un’unica mostra “City As Studio” in un museo nello stato del Vermont. Spero di poter eseguire più spettacoli di questo tipo e mostrare sia i miei lavori creati in città che quelli che si ispirano alla musica.

Anche la New York Society of Women Artists sta preparando una mostra per questa primavera, presso Boricua di East Harlem, New York City, in cui sarà esposto un mio lavoro.

Ho altre proposte di collaborazione, che spero di poter condividere presto.

Per concludere: ringrazio la tua gentilezza e disponibilità per questa stupenda intervista su Alpi Fashion Magazine augurandoti tutto il meglio!

Sono profondamente grata per tanta gentilezza e per l’onore di avermi concesso questa piacevole intervista!

Auguro tutto il meglio a te Alejandro ed Alpi Fashion Magazine CEO & Staff, grazie mille.
Mando tutto il mio amore al grande popolo italiano ed a tutti i lettori di Alpi Fashion Magazine, oggi e sempre.

Posted, Interviewed and Translated to Italian by Avv.Mg.Alejandro Di Noto.

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Alejandro Di Noto
Nato in Argentina nel 1975 di origine italiana. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università Argentina de la Empresa. Di professione avvocato indipendente. Master conseguito in Ingegneria dell'Innovazione presso l'Università di Bologna ed anche esperto ICT per Marketing ed Innovazione Industriale con alta formazione presso l'Università di Bologna, con progetto aziendale di stage sul settore marketing dell'industria del beachwear italobrasiliano. Poliglota. Libero Docente di Lingue Straniere. E' stato speaker e produttore di programma radio culturale per la comunità italiana in Argentina. Diplomato ed appassionato di ufologia, metafisica, parapsicologia ed ontosofía. Libero scrittore di articoli culturali, fashion, glamour, turismo e misteri della vita e dell'Universo. Instagram: @alejandrodinoto

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