Milena Bisacco

Milena Bisacco, definita Lady Burlesque per eccellenza abbraccia la via dello spettacolo giovanissima. Negli anni ha consolidato il proprio stile, in particolare quello della pantomima ovvero la mimica facciale. Diventando un riferimento importante nel mondo del Burlesque internazionale, annoverando tra le sue creature performer di livello mondiale come Janet Fischietto e Dolly Lamour.

Milena Bisacco

Due mondi che si incontrano, quello della moda e quello della danza. Il primo rappresentato dalla Stilista Marta Jane Alesiani che non perde occasione nel dimostrare e nel mostrare il suo amore per il Vintage attraverso l’eleganza dei suoi abiti indossati con grazia e stile da un’artista e un’icona come Milena Bisacco che dello stile e dell’eleganza ne ha fatto la sua mission.

Testo e foto di: Gabriele Vinciguerra

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Gabriele Vinciguerra
Gabriele Vinciguerra (Laurea in psicologia), lavora sul confine tra visione e coscienza. È artista visivo e psicologico, ma prima ancora è un osservatore radicale dell’essere umano. Il suo sguardo non cerca l’effetto, cerca il punto in cui qualcosa accade davvero. Dove una persona smette di mostrarsi e inizia, anche solo per un istante, a rivelarsi. La moda è uno dei linguaggi che attraversa da anni. Non come superficie, ma come spazio identitario, luogo simbolico in cui corpo, storia e appartenenza si incontrano. Per lui l’estetica non è ornamento, è posizione. È una presa di responsabilità sul modo in cui scegliamo di apparire, e quindi di esistere. La formazione in Psicologia, con un’attenzione particolare alla dimensione sociale e ai processi evolutivi dell’individuo, non è un capitolo a parte. È la lente che orienta tutto il suo lavoro. Influenza il modo in cui guarda, ascolta, costruisce senso. Ogni progetto nasce da lì, dal tentativo di restituire complessità senza semplificazioni, profondità senza compiacimento. Accanto alle immagini ci sono le parole. Non come didascalia, ma come strumento di scavo. Le usa con precisione, perché sa che il linguaggio può fare danni o aprire spazi. Quando immagine e parola si incontrano, per lui, non devono spiegare. Devono risuonare. Il suo lavoro, come Direttore di Alpi Fashion Magazine, è questo: tenere aperto uno spazio editoriale in cui cultura, moda e psicologia non si sovrappongono, ma dialogano. Un luogo che non rassicura, ma accompagna. Un invito a guardare meglio, e forse anche a guardarsi. Non per tutti. Ma per chi è disposto a restare.

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