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Francesco Fiumarella, giovane interprete rende omaggio a Vincenzo Crocitti

Francesco Fiumarella è un giovane attore muove i primi passi nel mondo dello spettacolo grazie all’incontro con uno studente in regia, studente alla Facoltà di Scienze, Arti e Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma. Classe 1985, di origini calabresi ma vissuto, per gran parte dell’adolescenza, in Emilia Romagna, Fiumarella trasforma la propria passione per il cinema in un mestiere. Esordisce nel panorama artistico, interpretando alcuni ruoli in un trentina di cortometraggi prodotti dalla TALENTI FILM di Roma.

Viene così intercettato da SKY, che ne scova il talento, e da allora è una escalation continua nel mondo del cinema e della televisione. La prima apparizione televisiva, in tenera età, fu con Paolo Bonolis in un programma RAI, grazie al quale si avvicina al piccolo schermo, accompagnato da una formazione presso L’Istituto Salesiano San Benedetto. Dall’Emilia Romagna si trasferisce a Roma, che è la culla dell’arte e dello spettacolo italiano.

Interpreta ruoli importanti in alcune delle fiction più famose, come l’Onore e il Rispetto- Parte Terza, (con Giuliana De Sio e Gabriel Garko), Anna e i Cinque (al fianco di Sabrina Ferilli e Paolo Conticini), Cha Cha Cha (con Luca Argentero e Claudio Amendola) il Peccato e la Vergogna (con Gabriel Garko e Laura Torrisi).

Inizia  a farsi conoscere anche come anticipatore di una particolare tendenza che, a partire dal 2014, è diventata nota in tutto il mondo, grazie ad una nota applicazione che consente di recitare in playback.

Sul canale personale di You Tube viene notato per le interpretazioni di star hollywoodiane come Silvester Stallone in “Cobra”, Robin Williams in “Will Hunting- Genio Ribelle”, Toni Servillo in La Grande Bellezza, Samuel L. Jackson in “Pulp Fiction”, Jack Nicholson in “Shining“, e molti altri ancora.

Fiumarella trasforma la propria professione in un laboratorio sperimentale per la recitazione, prestando la propria voce a chi non ne ha. Diventa così autore di numerosi monologhi dedicati alla vita, ai vizi e alle virtù del genere umano, con l’impegno civile di chi lotta contro il razzismo, l’ipocrisia e la vanità del mondo. È l’autore del PremioVincenzo Crocitti, un importante red carpet per i volti nuovi del cinema, del teatro e musica, con la possibilità di far conoscere il proprio talento agli artisti più affermati dello Star System. Il premio è un omaggio al famoso attore, Vincenzo Crocitti, scomparso nel 2010, che ha lavorato con maestri come Alberto Sordi e Mario Monicelli.

Alpi Fashion magazine lo ha intervistato per capire tutti i retroscena di una rassegna che, giunta alla sua IV edizione, nel corso degli anni ha lanciato alcuni futuri protagonisti che calcheranno le scene del piccolo e grande schermo e, perché no, potrebbero anche aprire i più grandi sipari dei palcoscenici italiani.

Francesco, da studente di giurisprudenza a giovane promessa nel doppiaggio italiano. Perché hai deciso di abbracciare il mondo dello spettacolo?

Il mondo della recitazione per me è stata sempre una passione. Durante gli studi di giurisprudenza conobbi Edoardo Monniello che studiava alla Facoltà di Scienze, Arti e Spettacolo e nasce prima una profonda amicizia e da lì una collaborazione che è sfociata nella fondazione dell’Associazione di Cortometraggi, Talenti film di Roma. La scintilla comune è stato l’amore per il cinema e la voglia di entrare in questo mondo, così ho intrapreso anch’io gli studi di Arti e Spettacolo presso la facoltà dell’Università La Sapienza di Roma.

Giancarlo Giannini, Ferruccio Amendola, Oreste Lione sono alcuni dei più importanti interpreti del cinema e della televisione italiana, che hanno dato un’anima ai personaggi che doppiavano. A chi ti ispiri e quale ritieni il più grande innovatore?

Dall’infanzia ho sempre amato Ferruccio Amendola a cui mi ispiro perché ritengo sia tra i migliori doppiatori del cinema italiano.

Qual è la fiction in cui hai svolto il ruolo di interprete e a cui sei maggiormente legato?

Anna e i Cinque, dove ero Mazinga, il capo delle guardie giurate, coprotagonista della sesta puntata. Nella puntata ero al fianco di grandi personaggi come Sabrina Ferilli, con la regia di Franco Amurri. È stata la mia prima esperienza a livello televisivo.

Quali sono le differenze tra il cinema e la televisione?

Sono enormi. La televisione, e in particolare le fiction, sono prodotti alla portata di tutti e non hanno la stessa struttura, lo stesso budget, di un lavoro cinematografico, la cui costruzione è molto più complicata, e quindi richiede tantissimo impegno. Prima di arrivare al ciak perfetto il regista deve girare una scena molte volte.

Quali sono i grandi registi italiani a cui ti ispiri?

Per quanto riguarda il cinema contemporaneo, sono un grande appassionato di Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Michele Placido. Inoltre amo i grandi protagonisti della Commedia Italiana, come Federico Fellini e Mario Monicelli.

Da quale spunto nasce l’idea di dedicare un premio a Vincenzo Crocitti e quale è stata la sua evoluzione dal 2013 sino a quest’anno?

Il premio nasce dall’idea di rendere omaggio alla scomparsa di un attore Vincenzo Crocitti che ha lavorato anche con Monicelli e che rischiava di essere dimenticato. La prima edizione si è svolta in Campidoglio; la seconda al teatro Quirino Vittorio Gasmann; la terza al Coni, e la quarta all’hotel Green Park di Villa Pamphili. Nel corso degli anni, hanno partecipato tantissimi volti noi, dai fratelli Pupi e Paolo Avati a Milena Vukotic, da Franco Nero ad Elena Sofia Ricci fino ad Alessandro Borghi, coprotagonista di sceneggiati televisivi come Suburra, Non essere cattivo, Roma criminale, e molti altri. Ospiti dell’ultima edizione che si è conclusa l’11 dicembre scorso, Stefano Fresi e Karin Proia che si dividono tra cinema, teatro e televisione, con Testimonial d’eccezione Franco Oppini e Nicolas Vaporidis. Ci sono stati 12 premi distribuiti tra attori/attrici, scrittori e musicisti. La filosofia è dare la possibilità agli artisti emergenti di realizzare le proprie passioni e di svolgere al meglio la propria professione in qualsiasi ambito artistico.

Che progetti hai per il futuro?

Organizzerò la V edizione del premio dedicato a Vincenzo Crocitti, ma non mi precludo eventuali occasioni cinematografiche e televisive.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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