Valeria_Defraia (4)Certe volte pensiamo che per capire una persona basterebbe parlarci, ma sono pronto a sostenere che dal momento che ho potuto conoscere Valeria Defraia, la valletta del noto programma di Videolina presentato da Massimiliano Medda, ho subito potuto constatare che uno sguardo è capace di far parlare più di mille parole e questa capacità è innata nelle persone, tanto più è rara. Negli occhi di Valeria c’è una forte personalità, formata da un forte attaccamento a tutto ciò che le da forza e la ha dato la spinta per non arrendersi alle prime difficoltà e porsi degli obiettivi importanti. Le lacrime non hanno retto quando per un istante il ricordo dei suoi nonni è perpetuato nel nostro vociferare. Lacrime delicate e allo stesso tempo sentite per chi probabilmente, pur non essendoci più nel fisico, lo sarà nei gesti, nelle parole pronunciate, come se “un’eredità del sentimento” la continuasse a proteggere. Vorrei credere che ci sia realmente un’eredità del sentimento, perché le persone che abbiamo amato, continuano a farlo anche se in una qualche maniera ci è negata la possibilità di abbracciarli. Negli occhi lucidi di Valeria ho visto una ragazza determinata nelle sue scelte come spinta da una forza incontrastante che le da forza.

Valeria Defraia (17)La Pola è per Valeria come una grande casa-specchio dove riflettono tutti i suoi modi di essere, come se la televisione in qualche modo fosse un potente mezzo in grado di, non solo far parlare, ma rispecchiare spiccate personalità. Per fare in modo che ciò avvenga bisogna dimostrarci più veri e autentici possibili, senza costruzioni di fondo e da quello che ho potuto percepire e capire, il programma che va in onda su Videolina rispecchia il carattere perspicace di Valeria.

“Tutto ha inizio quando ancora tredicenne già cercavo l’indipendenza e sognavo le grandi stelle del cinema seduta sul letto della mia cameretta” cosi esordisce Valeria alla domanda di rito, che appare come una normalità di fronte all’inaspettato. Nei suoi sogni c’era lo charme dei lustrini, degli incredibili tessuti chifon che erano soliti adornare le donne del cinema. “Non sono stata mai una tipa che da troppo peso alle fantasticherie, ai sogni irrealizzabili, ed ho sempre creduto che l’indipendenza fosse non un traguardo, ma un percorso duro e contrastato dal quale uscirne vittoriosi o sconfitti” (…). Fin da giovanissima ho lavorato in un salone estetico e ogni tanto non mi sono fatta mai sfuggire qualche concorso di bellezza, che mi hanno aperto le porte di un mondo fatto di sfilate, presentazioni e orari fuori norma, ma non ho mai dato peso al sacrificio, perché in fondo è ciò che più mi soddisfa, mi piace”.

Valeria_Defraia (8)Valeria sembra essere una ragazza molto determinata e finora ha dimostrato la sua tenacia nel porsi degli obiettivi e superare le proprie e le aspettative di qualcuno, che hai fatti è sempre più controverso di altri.

Nel 2012 ha partecipato alle selezioni di Miss Italia e più tardi quello per “Miss Cinema Sardegna” raggiungendo per un altro concorso cinematografico, Taormina, la Porto Cervo Siciliana. Tuttavia le esperienze di Valeria non appaiono solamente tra le voci Moda e bellezza, ma anche cinema, contribuendo alle riprese di qualche clip musicale, cortometraggi e film.

“Non sopporto chi ostina presunzione con la scarpa attaccata dietro” ha affermato Valeria, ferma e convinta che per il successo sono indispensabili tenacia e determinazione, e come sempre accade nelle favole e qualche volta nella realtà, i sogni si realizzeranno.

Foto pubblicate con la gentile concessione di Valeria Defraia ©

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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