Smarrimento. Questo è il sentimento che molto spesso proviamo; perché in un attimo come fosse un flash di una comune macchina fotografica veniamo colti dalla frenesia del mondo e non ci rendiamo conto dei nostri reali bisogni quando desideriamo con insistenza qualcosa di cui potremmo benissimo fare a meno. Siamo distratti, continuamente distratti da qualcuno o qualcosa che sono li per uno scopo ben preciso ma non di certo necessariamente per soddisfare i nostri desideri. Molto spesso noi ci facciamo persuadere e veniamo colti da una strana inquietudine che ci rende in una qualche maniera ciechi di fronte all’inaspettato. La solitudine è un sentimento utile a farci comprendere quanto di meglio è celato all’interno del nostro Io, per arrivare a quel magico momento nel quale incontriamo chi vuole condividere con noi quell’inaspettato, comprensibile  al pieno delle nostre aspettative solo con chi amiamo e chi è pronto ad amarci, poiché detiene il fascino dell’incanto e della magia, non facendoci sentire più quello smarrimento che fino ad un momento prima ci aveva contraddistinto. Per il resto “sono solo parole”, parole che sanno arrivare dritto al cuore di ciascuno di noi per arrivare a comprendere quanto esse siano importanti.

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Stefano Fiori
Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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