Nel corso dei secoli abbiamo imparato che la grandezza di un artista è direttamente proporzionale ai suoi tormenti, in tutti i campi. Ed è incredibile la sensazione che si ha nell’ascoltare storie di successo. Il più delle volte ci capita in merito ai personaggi del passato, grandi imprenditori, politici, scienziati, artisti, letterati. Come saranno state le loro vite, quali erano i loro tormenti? Cosa li spingeva a perseverare in un cammino apparentemente non scritto? In che condizioni vivevano? Il talento ha un valore reale? E di che tipo? Tante le domande, ed ancor di più le risposte che si potrebbero dare.

Mi perdo in questa riflessione quando incontro un uomo, minuto nella figura, dai modi gentili e raffinati quasi non appartenesse a questo mondo, dove si è obbligati a correre all’infinito. Il suo mondo è un altro: quello della moda. La moda vera, dove tutto quello che fai lascia un segno nella contemporaneità e nella storia non solo del costume, ma della società stessa avendola saputa interpretare, reinventare e affascinare.

Guardi le sue creazioni e perdi il senso del tempo e dello spazio. Ti perdi in una bellezza fatta di raffinatezza, classe, stile e pura eleganza. Lui si dedica a ciò che da oltre 2000 anni rappresenta un elemento distintivo ed iconografico. Portato dai Faraoni in primis, ed ai giorni nostri come un accessorio irrinunciabile nel guardaroba. Il must have presente in tutti fashion show. Mi stringe la mano, ed insieme ci incamminiamo a pranzo. Comincia a parlarmi dei suoi progetti in corso e della frenesia che lo accompagna per tutto il giorno.

Carico da mille impegni, che riesce a gestire personalmente senza sostituti, intermediari o assistenti. Emerge subito il valore del tempo. Aspetto fondamentale che scandisce in modo preciso tutti i momenti della sua giornata, a prescindere da quali possano essere. Un equilibrio ed un percorso umano e professionale tutt’altro che semplice in cui aspetti come la determinazione, la sofferenza, l’impegno, la dedizione e l’ossessione sono tra i suoi valori fondamentali e lo hanno reso ciò che è oggi.

Pacato e misurato ma carico di energia, comincia a raccontarmi del suo percorso di crescita artistica con quella saggezza figlia dell’esperienza. Parte per il Belgio dove riesce ad esprimere la sua natura artistica attraverso la pittura. Durante una mostra gli accadrà qualcosa che gli cambierà la vita. Una persona molto speciale si accorge del suo talento creativo proponendogli di collaborare con lui in un settore nuovo, in un ambito che non conosceva. La persona speciale era Elvis Pompilio e l’artista di cui sto parlando è Pasquale Bonfilio. Da Bruxelles torna a Milano creando emozioni sotto forma di Cappelli presenti in tutte le riviste di moda del mondo che nel farci sognare, ci ricordano quanto questo accessorio sappia “ingentilire i lineamenti sottolineando i nostri tratti più belli”.

Entrare nel suo laboratorio creativo e abitativo è come entrare in una dimensione dove l’esaltazione della bellezza, dell’arte e della conoscenza vengono celebrati sapientemente in ogni angolo. Un concentrato di dedizione, di amore esasperato e profondo per l’arte. Arte espressa attraverso il suo bene più prezioso: le mani.

Come non rimanere incantati dal suo raccontarsi nel raccontare la sua anima. Come non emozionarsi nel sentire il carico di sofferenza, di intimità e di profondità d’animo che si percepiscono dalle sue tele. Così intenso, così gentile e così semplice da essere tra quelle poche eccezioni che con la sua arte contribuisce a fare la storia del nostro tempo.

Condivido qui quello che di più importante lui ha lasciato a me. Nel guardare i suoi dipinti, non ho percepito solo una precisione maniacale, una ricerca sfrenata della bellezza in tutte le sue forme, ma gli occhi. Occhi carichi di vita, al punto da non riuscire a distogliere lo sguardo tanto è l’intensità del soggetto ritratto. Come se la sua anima volesse parlarti attraverso quell’incanto di maestria e magnificenza.

Articolo e foto di: Gabriele Vinciguerra

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Gabriele Vinciguerra
L’obbiettivo del fashion photographer Gabriele Vinciguerra, è quello di emozionare! Eclettico nell’interpretazione delle esigenze del cliente, attraverso immagini artistiche, accattivanti dall'identity univoca. L’alta moda è il suo focus. Un mondo irrinunciabile, un’ossessione perseverante soddisfatta solo quando fotografa. Le capacità tecniche sono importanti. Tuttavia, l’anima, l’intensità e la sensibilità che ha nel saper cogliere ciò che inquadra con la macchina fotografica, lo rendono diverso. “La fotografia non è un lavoro, è una necessità intrinseca della sua anima. Una maledizione e una fortuna che rendono unica la sua espressione artistica

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