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New Style: Lisa De Cecco

Weave. Tessere. Un modo per stare dalla parte di un’arte antichissima, quella della tessitura che affascina ancora oggi. Penelope nella sua casa era d’abitudine tessere e disfare la sua opera ogni sera finché non sarebbe arrivato il suo Ulisse, dal suo viaggio che poi si rivelò alla ricerca del sé.

I ragni sono d’abitudine costruirsi una tela per attirare a se le proprie prede. Ecco perché l’aspetto concentrico delle ragnatele è utile quanto un vasetto di buon miele per qualsiasi orso.

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I gioielli di Lisa De Cecco sono esattamente un buon motivo per indossarli, ma soprattutto amarli. Perché prima di tutto nascono da una passione più grande di una semplice idea di mettersi in gioco. Si è subito spinti da un desiderio di possederli.

“Tutti hanno bisogno di un Piano B”.Un piano B più o meno condivisibile ma che sicuramente lascerà spazio a idee e concetti unici come i meravigliosi girocolli, orecchini, bracciali in ecopelle dalle forme geometriche.

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Lisa De Cecco nasce come Graphic designer, un lavoro che per la sua caratteristica di essere creativo non le permetteva visto le otto ore passate davanti ad un pc, la giusta concentrazione che merita un prodotto.

Così tutto è iniziato per gioco. Come quando da bambini eravamo d’abitudine ritagliare pezzi di stoffa colorati che rubavamo dalla nostra mamma per vestire le nostre bambole.

Le sue amiche cominciarono ad amare le sue creazioni che indossava con la giusta determinazione quando uscivano per un aperitivo o per una semplice passeggiata in centro.

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È nell’ottobre 2014 che nasce definitivamente Weave, che a oggi conta diverse collezioni variegate e tanta promozione sui social e siti web che le permettono di far conoscere e vendere i propri prodotti in tutta Italia.

Weave è un progetto completamente ecosostenibile, perché Lisa crea i suoi prodotti con ritagli e pezzi di riciclo in ecopelle rigorosamente HandMade (ritagliati a mano).

Un gioiello al pari di un qualsiasi accessorio ha la particolarità di nutrire il proprio aspetto. Non si tratta di un qualsiasi oggetto di uso quotidiano. L’utilità lasciamola agli elettrodomestici. Gli accessori sono degli elementi a forte impatto iconografico in grado di raccontare meglio la persone che li indossa.

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Non importa come o quando. Ciò che indossiamo deve saper parlare del nostro stato d’animo del momento. Ciò che saremmo pronti a scegliere saprà rivelare molto più di noi, la nostra essenza.

Ecco perché gli accessori Weave non pretendono nulla. Possono essere indossati in qualsiasi modo, da un outfit più elegante ad uno più sportivo. Perché possiamo indossare persino un paio di sneaker super colorate al di sotto di un tailleur da signora o di un abito da uomo; ciò che conta sarà il modo in cui il dettaglio saprà concedersi.

Weave su Facebook: www.facebook.com/CollectionWeave

Stefano Fiori

About Stefano Fiori

Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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