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Finocchi Francesca

Alimentazione, arte, salute: La mostra degli allievi del liceo artistico ” Giulio Carlo Argan” di Roma

Arte, Alimentazione e Salute è il trinomio perfetto per veicolare un messaggio educativo finalizzato non solo alla valorizzazione dei giovani talenti, ma soprattutto alla formazione piena della loro personalità. Protagonisti gli allievi del Liceo Artistico “Giulio Carlo Argan” che con le loro opere mettono a nudo non solo le loro qualità artistiche ma i loro sentimenti più profondi.

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I suoni della terra

Il Museo di Arte classica di Roma, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e all’Istituto Argan, dal 23 gennaio al 3 febbraio, aprirà le porte ad una mostra che oltre ad un valore espressivo, creativo e stilistico, intende trasmettere un messaggio educativo molto forte: il cibo, come l’arte, non è solo legato ad un bisogno corporeo, ma è la sublimazione del piacere dell’anima.

Angelica e Anastasia Luciani, opera “Portate Dal.Vento” su ceramica, 2018

Settanta opere realizzate in piena autonomia stilistica ed espressiva, con l’utilizzo di molteplici tecniche che vanno da quelle tradizionali utilizzate in pittura (olio, tempera, acquerello, acrilico, vernice industriale etc.), fino alle composizioni scultoree in legno ed argilla, e a quelle più innovative, costruite per mezzo della grafica del computer e con applicazioni polimateriche. I temi portanti sono l’analisi dei mutamenti sociali e territoriali, unita alla ricerca della qualità artistica e al contenuto profondo del messaggio comunicativo veicolato attraverso una essenziale polifonia di immagini.

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Sara Ascione, classe 3 Q – Liceo artistico Statale “Giulio Carlo Argan”, opera “Cuore di mela”, con argilla patinata, prof. Vita Cavino

Per arrivare a questa simbolizzazione, non ci si può fermare solo all’appagamento del gusto o alla vista di una pietanza ma è necessario “usare” la mente: essere visionari, immaginare, idealizzare e progettare. Solo così il cibo può diventare non soltanto un mezzo ma il fine espressivo dell’intelletto.

Al di là della tecnica che pur conta, alimentarsi bene significa prendersi cura di sé per esprimere al meglio le proprie potenzialità nell’arte e nella vita quotidiana. Ne abbiamo parlato con il curatore della mostra, l’architetto Roberto Luciani, uno dei massimi critici, storici dell’arte ed esperti di Restauro in Italia, intervistato per Alpi Fashion Magazine.

Anastasia Maria Luciani, classe 1 A, Liceo artistico Giulio Carlo Argan, opera “Pane e cellulare”

Con quale intento nasce l’idea di coniugare insieme alimentazione, arte e salute? 

Il Liceo Artistico Statale “Giulio Carlo Argan” di Roma è un’eccellenza espressiva dell’arte in tutte le sue forme, mettendo al centro i giovani, piccoli grandi artisti che partendo  dall’immobilismo che attende  un  cambiamento,  irrompe nel caos e riprende il dialogo con il mondo facendolo con il linguaggio dell’arte. Una delle tante scuole pubbliche che,  coraggiosamente, con molteplici iniziative, ribalta il messaggio dell’attesa in  un messaggio nuovo:  i giovani  ritornino a sognare un futuro da costruire, un antico da recuperare, celebrando attraverso la bellezza dell’espressione acerba, semplice, senza inganni,  la proiezione di un talento,  che altro non è che una giovane sensibile vita che vuole sperare, vuole trovare uno spazio, vuole raccontare il mondo con i suoi occhi, rifondando la bellezza come linguaggio universale che l’arte sa restituire a tutti.  Con cadenza costante il Liceo Argan mette in mostra le opere prodotte dai suoi allievi e in questo caso è stato scelto il tema Arte-Alimentazione-Salute molto sentito, soprattutto tra i giovani.

Russo, classe 3 Q, Liceo artistico Giulio Carlo Argan, opera Re di FANTIA, Prof. Cavino

In uno dei suoi testi critici, lei dice “l’arte è cibo per gli occhi, ma principalmente è cibo per l’anima umana”. Che cosa intende? 

Nei modi più svariati il cibo è sempre entrato nell’universo artistico, si vedano ad esempio le opere di Arciboldo, Bartolomeo Passarotti, Vincenzo Campi, ma anche di Caravaggio nella celebre Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana. Ma se è vero che il cibo diventa arte, è vero innanzitutto che l’arte diventa cibo, un cibo, potremmo dire, sovrano, perché capace di nutrire gli uomini in modo armonioso ed assoluto.

Anastasia Maria Luciani, classe 1 A, Liceo artistico Giulio Carlo Argan, opera “Tavola Imbandita”

Al di là dell’aspetto tecnico-stilistico, qual è il messaggio che con questa mostra si intende trasmettere alle nuove generazioni?

Mi consenta di partire dalla Pop Art, come noto corrente artistica che si sviluppa in America negli anni Sessanta, ma che ben presto influenzerà anche tutta l’Europa. L’aggettivo popular fa riferimento alla vocazione propria del movimento artistico: rappresentare l’uomo come consumatore. Gli artisti Pop considerano superata l’arte come forma espressiva dell’interiorità appropriandosi delle immagini fornite dai nuovi media, rielaborandole in chiave artistica. Anche il maggior rappresentante della corrente, Andy Wahrol,  manifesta una forte sinergia con il cibo. Anche la nostra mostra,  attraverso le iconografie legate al cibo, intende stimolare le coscienze dei giovani della società dei consumi che il linguaggio pubblicitario rende tutti omologati.

Enigma Del Piatto, classe 4P, Liceo artistico “Carlo Argan”, Prof. Badolato

Qual è, secondo lei, il ruolo guida dei docenti finalizzato non solo a far emergere il talento degli allievi, ma soprattutto indirizzato ad uno scopo educativo?

La mostra ha messo in moto ogni attore scolastico, la Dirigente Prof.ssa Anna Messinese che ha ideato e sostenuto l’iniziativa, i Proff. Francesco Larocca e Stefania Archilletti responsabili delle mostre dell’istituto, tutti i docenti che hanno costruito il percorso formativo dei ragazzi che con entusiasmo hanno partecipato a questa importante prova, il tutto  per far capire ai giovani che il primo “ingrediente” è proprio quello di credere in se stessi, nella possibilità di un futuro migliore, ma imprescindibilmente muovendosi, senza farsi aspettare, affinché tutti possano essere protagonisti, senza mai lasciarsi andare a ciò che confina,  perché nessuno può rinchiudere l’arte e l’anima di chi la guida.

CROITORU, Classe 3Q, Liceo artistico Giulio Carlo Argan, opera “Donna Con Panino”

Si può dire dunque che l’arte davvero possa aiutare a superare disagi profondi legati al cibo o quanto meno a rendere più sereno il rapporto con l’alimentazione e con il proprio corpo?

Certamente, in molte strutture sanitarie che si occupano di obesità l’arte è considerata terapeutica e spesso viene realizzata collettivamente, perché l’obeso tende a mangiare in solitudine. Trovo significativa a tal riguardo l’opera di Edward Hopper, I nottambuli (1942). In una città americana apparentemente deserta, un bar è l’unico luogo di incontro per i suoi avventori che però restano in silenzio e isolati gli uni dagli altri, l’unico personaggio attivo rappresentato con colori chiari è il barista. Il cibo, come la convivialità, in questo quadro è assente.

La mostra sarà aperta dal 23 gennaio al 3 febbraio presso il Museo di Arte classica (Gipsoteca) di Roma. Quali altri progetti educativi e sociali avete in programma?

Molte sono le attività in programma: Serate osservative astronomiche, Laboratori Musicali e multimediali, Incontri con Artisti e critici d’Arte, Dialoghi interculturali, il “volume-installazione” Il cibo in grande stile e, naturalmente, altre importanti mostre collettive degli Allievi-Artisti.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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