Levante_03E’ stata la rivelazione del 2013, Levante, che come il vento arriva da quel sud Italia magnifico e per certi versi contrariato e contraddittorio.  Dove va a finire la storia d’amore che lega lei e la musica? Naturalmente al nord, in una Torino piccola ma grande, come egli stessa ripetutamente  afferma. Parla di una Torino a misura d’uomo, nella quale facilmente ci si può muovere con la propria bicicletta e attenta ai nuovi stimoli musicali emergenti. Proprio a Torino, dove inizio a lavorare come barista diede sfogo alla sua passione, la musica, un potente mezzo comunicativo che è in grado di affermare le persone e condividere con esse qualcosa che le senta vive, autentiche, con chi ne sa percepire il senso, attraverso le emozioni. La musica di Levante, che potè essere espressa grazie all’etichetta discografica indipendente INRI, e alla rassegna musicale “Milano Acoustics” riscosse subito un immediato successo, sfidando le apparenze e le aspettative. Parole semplici che sono in grado di essere comprese in un modo immediato. Nel sound è percepibile il potere dell’effimero, una grande forza d’animo, e cosa ultima ma non meno importante, la sempllicità e la spensieratezza nei confronti di temi caldi e cari a tutti, presi in una maniera che dovrebbe entusiasmare e non lasciarsi andare. Perché in fin dei conti “la vita è una merda” ma che cosa c’entra il mondo? (cit. Alfonso)

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Stefano Fiori
Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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