Roberto Baldazzini

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il famoso artista disegnatore, fumettista ed illustratore Roberto Baldazzini, che ringraziamo vivamente per questa cordiale intervista.

Come ti definiresti personalmente ed artisticamente?

Mi definisco un artista poliedrico con una grande passione per il fumetto. Raccontare storie a fumetti è stato il primo grande obbiettivo da raggiungere, poi è venuto il resto: la pittura. L’illustrazione, la fotografia, la saggistica.

Quando e com’è nata la tua passione per il fumetto?

A 14 anni sentivo forte l’esigenza di disegnare e raccontare contemporaneamente: la mia immaginazione stava prendendo vita su di un pezzo di carta, era fantastico! Passati gli anni delle scuole superiori e preso il diploma di perito commerciale, nulla a che fare con il disegno, poco alla volta il mio stile si stava formando.

Potresti darci una breve introduzione sul tuo stile artistico?

Da completo autodidatta, dopo avere sperimentato le più disparate tecniche di disegno, ma anche pittoriche, sono approdato a una in particolare, dove il segno di contorno delle figure aveva una notevole importanza, un certo spessore, modulato grazie all’uso del pennello. Da quel momento, primi anni ’80, l’uso di quello strumento non mi ha mai abbandonato, ho perfezionato lo stile nel corso del tempo, aggiungendo e sottraendo neri, retini adesivi o colori digitali nella composizione delle tavole a fumetti. Insistendo sulla ricerca della linea di contorno sono approdato a quello che si definisce, in termini scolastici, la cosidetta “linea chiara franco belga”.

So che sei considerato il “Genio del Comic” e che hai raggiunto presto una posizione leader nel mercato italiano ed internazionale. Quindi, che significato ha avuto questo traguardo per te?

Ritengo di avere cercato per prima cosa di perfezionare lo stile ad ogni nuovo progetto a fumetti, apportando modifiche al segno e all’impostazione grafica, con un vero spirito di ricerca, anche se, solo ora, sento di poter vivere una certa tranquillità artistica sezra troppi conflitti e tormenti interiori! Credo che la sensazione più appagante sia affrontare il lavoro creativo con serenità, consapevole di stare percorrendo una strada intrapresa più di 40 anni fa e che potrebbe riservare ancora tante sorprese nel prossimo futuro, nuove e appasionanti avventure creative.

Cosa puoi dirci delle tue recenti pubblicazioni?

Hollywoodland e Sweet Jayne Mansfield sono state due vere e proprie avventure creative, sono arrivate una di seguito all’altra, una specie di lavoro ininterrotto di circa 400 tavole a fumetti in totale. La prima è nata con la produzione della Sergio Bonelli Editore, con l’impegno temporale di tre anni e mezzo e la lunghezza di 264 tavole in bianco e nero, il soggetto e la sceneggiatura a cura di Michele Masiero. La seconda, nata dalla proposta della Glénat Edition e di Franck Marguin è stato un lavoro alltrettanto impegnativo di 138 tavole a colori, per la durata di circa 2 anni di lavoro, i colori sono stati realizzati da Nicole Ballini e la sceneggiatura è di Jean-Michel Dupont! In ambedue le esperienze Hoollywood è il luogo dove le vidende si intrecciano. Strana e non bizzarra coincidenza, ancora una volta racconto di cinema, era già successo con uno dei miei primi personaggi femminili: Stella Noris! Hollywoodland racconta la tragica relazione in una storia dalle tinte noir di due fratelli e il cinema fa da sfondo alla vicenda, mentre Sweet Jayne Mansfield è la biografia a fumetti dell’attrice Jayne Mansfield!

Quale sarebbe la peculiarità della tua recente esposizione a Parigi presso la Galerie Glenat?

La mostra parigina ha raccolto opere che abbracciano circa 40 anni del mio lavoro. Con tavole di carattere erotico, illustrazioni e non poteva mancare una sezione dedicata a Jayne Mansfield.

Cosa ti piace mostrare nelle tue mostre?

Posso dire che mi è sempre piaciuto allestire mostre per far vedere al pubblico i miei lavori, piccole o grandi che siano state. Quando disegno penso sempre che quello che sto facendo  lo vedranno gli altri, non solo attraverso la stampa, ma anche dal vero, quindi predispongo sempre una sorta di attenzione grafica nel realizzare i miei disegni, che siano tavole a fumetti, illustazioni o tele. Spesso ho esposto il processo creativo della mia opera, dal bozzetto alla matita, dall’inchiostro all’eventuale colore, una sorta di didattica a cielo aperto.

Che significa per te l’archivio storico Baldazzini?

Negli anni ho raccolto molto materiale cartaceo e ho una certa affezione per la “rivista” di un tempo. Ne ho di tutti i generi, dal fotoromanzo a quella erotica, di moda, di attualità e costume, molte anche straniere. Abbracciano un periodo di circa 100 anni ma mi fermo alla soglia degli anni 80, dove ho visto una notevole caduta di stile. Il 17/19 settembre, in occasione del BettyB Festival a Spilamberto (MO) ho in preparazione una piccola mostra dedicata ai fotoromanzi dal titolo: Il Sogno di Sofia nella storia del Fotoromanzo. Sono nati due saggi grazie al mio archivio: Sexyrama – l’immagine della donna nelle copertine dei periodici dal 1960 al 1979, edito dalla Coniglio Editore nel 2008; Sofia Loren – Rapita dal cinema, edito da Strwwelpeter nel 2010. Vado molto fiero quando posso storicizzare per immagini un periodo  e/o un fenomeno di costume che ha “toccato” la nostra società.

Come e dove ti possono contattare le persone che desiderano sapere di più sulla tua esclusiva arte?

Oggi come oggi mi possono trovare sui social, Istagram e Facebook, ho anche un sito personale www.baldazzini.it.

Qual è stata la tua migliore esperienza professionale? 

Ce ne sono tante, anche piccole, esperienze che mi hanno lasciato il piacere della scoperta, oppure potrei dire che un po’ tutte le esperienze professionali che ho attraversato mi hanno lasciato il “segno”! Molto importante è stato il fatto di non avere subito censure da parte degli editori italiani e stranieri, sempre ben disposti a pubblicare i miei fumetti erotici!

Qual è il tuo motto di lavoro personale?

Il mio motto potrebbe essere “qui ed ora”! Quello che faccio lo faccio con piacere e lo vivo con la partecipazione del corpo e della mente.

Hai qualche progetto per il futuro?

Tanti e potrei dire che più vado avanti e più aumentano. Ancora fumetti, era il mio desiderio infantile e lo è ancora. Qualcosa di carattere erotico e qualcosa no, ma prima di tutto c’è la mia intenzione di portare a termine il progetto di “Diego e Le quattro stagioni della resistenza”. Il primo volume, L’inverno di Diego, è uscito nel 2013 e solo ora sto realizzando il seguito, grazie alla produzione dell’editore francese Fordis. Sono quattro episodi che focalizzano l’attenzione sulle vicende legate alla resistenza italiana nel periodo 1943-45. Diego è il protagonista, ma non solo, c’è anche un po’ di storia del passato della mia famiglia, ambientato nella terra dove sono nato e vivo, tra finzione e realtà, con il supporto storico di Claudio Silingardi. Con Lorena Canossa, invece, sto lavorando a un nuovo personaggio femminile per una rivista del settore.

Per concludere: ringrazio vivamente la tua gentilezza e disponibilità per questa stupenda intervista su Alpi Fashion Magazine augurandoti tutto il meglio.

Grazie Alejandro per l’attenzione!

Posted and Interviewed by Avv.Mg.Alejandro Di Noto.(Argentina).

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Alejandro Di Noto
Nato in Argentina nel 1975 di origine italiana. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università Argentina de la Empresa. Di professione avvocato indipendente. Master conseguito in Ingegneria dell'Innovazione presso l'Università di Bologna ed anche esperto ICT per Marketing ed Innovazione Industriale con alta formazione presso l'Università di Bologna, con progetto aziendale di stage sul settore marketing dell'industria del beachwear italobrasiliano. Poliglota. Libero Docente di Lingue Straniere. E' stato speaker e produttore di programma radio culturale per la comunità italiana in Argentina. Diplomato ed appassionato di ufologia, metafisica, parapsicologia ed ontosofía. Libero scrittore di articoli culturali, fashion, glamour, turismo e misteri della vita e dell'Universo. Instagram: @alejandrodinoto

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