“Lavora come se non avessi bisogno di soldi. Ama come se non avessi mai sofferto. Danza come se nessuno ti guardasse”.
Satchel Paige

Ciò che più deve far convincere che noi valiamo e portarci a combattere per raggiungere un determinato obiettivo sono i desideri, quelle determinate sostanze dell’effimero che hanno la particolarità di trasformare in gioie i sacrifici, anch’essi essenziali col fine di rendere concreto il talento.
Passione e sacrificio giocano un ruolo da padrone, ma ciò che più rende stabile il saper fare qualcosa è innato, per quanto proveniente da un sentimento primordiale.
Andare a Teatro per assistere ad un balletto è una gioia che sconvolge i sensi, ma non lo è del tutto fin quando non siamo pienamente coscienti di vivere realmente le stesse emozioni di chi in quel preciso momento ne è attore. È difficile entrare indirettamente in un contatto emotivo con chi in quel momento deve necessariamente placare questo nostro bisogno di bellezza e nello stesso momento accentuarlo.
È un estasi senza paragoni che solo i più grandi artisti riescono a trasmettere, ma facendo gli anticonformisti, posso arrivare ad affermare che non conta l’esperienza nel talento, ma il desiderio che chiunque possiede di trasmettere emozioni, ma non fine a se stesse, intese come qualcosa di indescrivibile, di ineguagliabile.
Non importa l’età, e la tecnica pur essendo importante non è fondamentale quando dal punto di vista sensoriale si è in grado di suscitare infinite sensazioni positive.
Il potere dell’effimero sta nei sentimenti, ma quello che si è in grado di fare, e di creare attraverso di essi ha il potere di perdurare nel tempo e di formare il nostro carattere, di placare, come un bellissimo gioiello prezioso, ciò che siamo, e di ricordare quando abbiamo desiderato di esserlo.
La vita è un valzer lento, ma nello stesso tempo veloce, e dobbiamo fare in modo che nessuno sia l’antagonista delle nostre scelte, che per quanto tali sono invalicabili, invalicabili perché proprio derivano da un nostro desiderio di rinascita sensoriale.
Di queste cose parlai con Alessandro Trazzera, classe 1995, ballerino di Randazzo, una piccola realtà della provincia di Catania. Mi colpì soprattutto il grido di speranza che ha fatto ai tanti giovani come lui, ai quali gli è stata negata anche quel diritto, quella gioia di sognare, sognare che con le proprie forze il destino può essere svincolato, e far comprendere che non si tratta di un patto siglato col sangue, ma solo una convinzione balorda che ci portiamo dietro da anni.

Non dobbiamo assolutamente avere paura di credere nei nostri sogni e non ci dobbiamo sentire stupidi se crediamo che una passione possa diventare qualcosa di gratificante per noi stessi, ma soprattutto per gli altri, perché lo è sempre stato, fin da quanto abbiamo mosso i primi passi, fin da quando un ballerino ha indossato le sue prime scarpette, e ha sentito il tenero brusio di una dolce melodia che gli ha dato movimento, gli ha dato vita.
“La danza è la più sublime, la più commovente, la più bella di tutte le arti, perché non è una mera traduzione o astrazione dalla vita, è la vita stessa”.
Henry Havelock Ellis
Ph: Alessandro Trazzera Photos











