Nel calendario della Milano Women’s Fashion Week Autunno/Inverno 2026–2027, Fashion Vibes si distingue come spazio narrativo e culturale. Il 28 febbraio, nello storico Centro Ambrosiano, la moda si fa linguaggio condiviso tra couture, artigianato e visioni globali.
Milano, luogo di stratificazioni
Dal 24 febbraio al 2 marzo, Milano riafferma il proprio ruolo di capitale mondiale della moda femminile. Ma è spesso nei formati indipendenti, lontani dal rumore del sistema, che emergono le voci più interessanti. Fashion Vibes nasce proprio qui: come progetto curatoriale e non come semplice sfilata, pensato per creare connessioni tra culture, discipline e identità creative.
La scelta del Centro Ambrosiano, complesso architettonico risalente al 1232, non è casuale. È un luogo che porta con sé il peso del tempo e della memoria, ideale per accogliere una moda che riflette, stratifica, dialoga.
Una piattaforma, non un format
Fondato e diretto da Yuliia Palchykova, Fashion Vibes è concepito come una narrazione articolata, capace di tenere insieme haute couture, bridal couture, gioielleria d’autore e fashion concettuale. Più che una sequenza di look, l’evento costruisce un discorso: sulla femminilità, sulla forza dell’identità, sul valore del fatto a mano come atto culturale.

Luxe Living Fashions
Runway experience: forma e consapevolezza
La prima parte della sfilata apre con Luxe Living Fashions, che presenta Puissance Sculptée: una collezione dominata da rigore architettonico, volumi scolpiti e una visione femminile forte, lontana da ogni decorativismo superfluo.
Con Mohikas by Archana Soni, la passerella si apre a un dialogo culturale più ampio. RASA NOVA rilegge l’antico concetto indiano di Rasa attraverso collezioni donna e uomo che intrecciano emozione, artigianalità e forme contemporanee.
L’heritage messicano entra in scena con Indira & Isidro, che presenta gioielli e borse realizzati a mano, dove identità culturale e lusso moderno convivono senza forzature. A chiudere la prima parte, Tuttrostyle, fondato da Tatsiana Trafimenkava, propone abiti couture e bridal che celebrano forza femminile, individualità ed eleganza senza tempo.

Indira & Isidro
Couture e concetto: la moda come simbolo
La seconda parte si muove su un piano più contemplativo. Ira Langevin presenta ORIGAMI: 14 FORTUNES, una capsule statica ispirata alle tradizioni giapponesi dell’origami e alle leggende della fortuna. Qui la moda diventa struttura simbolica, gesto meditato, equilibrio tra forma e significato.
Segue la visione eterea di Guardazel, con silhouette fluide e texture leggere, dove la couture si avvicina alla poesia del movimento e della sottrazione.

Guardazel
Il bridal come architettura emotiva
Il gran finale è affidato a Moran Tubul, conosciuta come la Queen of Brides. La sua bridal couture chiude la sfilata con una proposta scultorea e di forte impatto emotivo, in cui l’architettura delle forme incontra una sensualità misurata, mai gridata.
Oltre la passerella
Accanto alla sfilata, Fashion Vibes apre anche uno spazio di relazione concreta con il pubblico e gli addetti ai lavori. Nel cortile del Centro Ambrosiano, Gurosi ospita una showroom experience pensata come estensione naturale del racconto creativo, dove i capi possono essere osservati, compresi, vissuti.

Gurosi
Una moda che connette
Fashion Vibes non cerca visibilità immediata, ma costruisce senso. In un momento storico in cui la moda rischia spesso di ridursi a superficie, questo progetto sceglie la profondità: quella delle culture, delle mani che creano, delle storie che si intrecciano.
A Milano, il 28 febbraio, la moda non si limita a sfilare. Racconta. Ascolta. Connette.











