10561978_10204563691558756_1735790850_o“Dall’ultimo singolo sono stato in silenzio a lungo, reduce da questi ultimi mesi nei quali non ho fatto altro che metabolizzare il più possibile sensazioni, suoni e opportunità vissute le quali hanno contribuito letteralmente a formare il più possibile ed in un modo sempre più coinvolgente il mio carattere artistico”; ed è proprio quando ti fermi per un attimo davanti ad un specchio ipotetico che riflettono immediatamente particolarità di te stesso che probabilmente un momento prima, che equivale ad un passato nella maggior parte dei casi nemmeno tanto remoto, non avevi nemmeno notato o nel modo più semplice fatto caso. L’introspezione è uno di quegli aspetti fondamentali per farci comprendere che dentro di noi vi è tutto un mondo in movimento che ci caratterizza, dal quale molto probabilmente possiamo attingere particolarità fondamentali per continuare a sperare come conseguenza di un vivere più vicino al nostro essere. Avvicinarci al nostro io interiore è una pratica che non preclude un metodo preciso, ognuno di noi è capace di arrivare a comprendersi in modi differenti, la musica è uno di questi, ma tutti sono equivalenti perché sono varianti per comunicare il nostro stato d’animo attraverso qualcosa che ci rende completi e ci da la possibilità di sentirci liberi di esprimerci in un luogo che ci siamo “ritagliati” noi stessi, a nostra immagine e somiglianza nel quale sono celati sogni, aspirazioni, si spera il meno possibile rancori e sofferenze. Questo luogo ipotetico cosi è in grado di essere paragonato al nostro paradiso, e indirettamente viene trasportato attraverso le emozioni nei confronti delle persone che amiamo e che quindi ci fanno stare bene, arrivando ad arricchirlo ulteriormente, con un fiore che rimarrà invariato nel tempo, perché l’amore non morirà mai e avrà la capacità di perdurare in eterno solo se non smetteremo mai l’idea di credere in ciò che ci fa stare bene, che ci fa sorridere, che ci fa battere il cuore: i nostri sogni.

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Effe performing a cover of “Heaven” by Bryan Adams in acoustic session.
directed by: Noisette Studios
Credits: Margherita Monti, Francesco Fraioli, Miriam Zambello ( La Meky ), Teresa Iannello.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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