1601281_635776543173366_1196983909_nComunicare:  è il  must del nuovo millennio. È un fatto quasi machiavellico e chiunque cerca in ogni modo di farlo, più o meno, con lo stesso risultato.

Chi lo fa per passione, chi lo fa perché semplicemente “lo fanno tutti”, ma la maggior parte lo fa per esprimere un concetto, uno stato d’animo specifico, un dissenso o un consenso.

Negli ultimi anni dilaga, in Italia, come una macchia d’olio il fenomeno dei rapper, che mettendo insieme delle rime con un sottofondo musicale comunica un dissenso; il termine venne coniato negli Stati Uniti d’America verso la fine degli anni sessanta, in ambienti per lo più black e underground, come fulcro di un range più grande chiamato hip hop.

Ma quello che mi ha riguardato più da vicino è stato senza dubbio il fenomeno di un ragazzo sardo che tra dibattiti e controversie, disillusioni e “sogni”, sta riuscendo a cogliere a suon di beat una fetta di “mercato” musicale vasta, senza paura di affermare la sua piena libertà, da vero rapper, di decidere con chi stare e chi distogliere dal proprio territorio. Ma proviamo a conoscere meglio Stefano Murgia (in arte Steve Hem), classe 1994.

S.F. : Parlami di te, da dove è iniziato tutto spiegami cosa rappresentano per te l’arte, la musica e nello specifico cosa è il rap per te.

Steve : E’ iniziato tutto a quindici anni, lo ascolto da diversi anni però. Per me l’arte è tutto, e la Musica è una delle più grandi categorie dell’ arte! Il Rap per me è uno stile di vita: Lo ascolto, lo faccio e lo vivo.

462617_460129197404769_964869198_oS.F. : Ti ispiri a qualcuno in quello che fai o fai tutto di testa tua? Nel senso, sei uno spirito libero e/o fuori dagli schemi?

Steve : Diciamo che mi ispiro alla persona che sarò nel mio futuro. Spirito libero mi da l’impressione di essere un hippy, non mi vanno molto giù; fuori dagli schemi si, assolutamente!

S.F. : che pensi della massoneria, ma soprattutto del fatto che le sorti di tanti sono nelle mani di pochi?

Steve :E’ giusta, e diciamo che sono stronzate che le sorti di tanti sono nelle mani dei pochi, la massoneria è uno scambio di favori, ed è l’ unica arma contro l’ignoranza di cui il mondo è sopraffatto! Possiamo entrare a farne parte tutti, se sappiamo giocare al mondo!

S.F. : Quindi pensi che la massoneria sia una cosa giusta?

Steve : Assolutamente si, quest’ argomento lo chiudo facendo capire una cosa in una frase: La grande Massoneria è odiata e cospirata dalla maggior parte degli abitanti nel mondo perché il mondo è strapieno di ignoranti, ho sentito gente che diceva che nei riti massonici si sacrificavano bambini (ride) ma non è nulla di tutto questo, pensa che la maggior parte dei massoni sono cattolici.

S.F. : Quindi secondo il tuo punto di vista se le persone si aprissero alla massoneria ne gioverebbero e potremmo vivere in un mondo più giusto, nel senso che lo scambio di favori porterebbe le persone ad essere più coscienti di cosa può fare in prima persona per cambiare realmente le cose?

Steve : no lo scambio di favori è un altra parte della Massoneria, indirettamente ne subisce chiaramente i risultati anche il mondo, ma nulla di ostico.

1528621_616883578395996_1219069771_nS.F. : Quale è il rapporto con altri tuoi “colleghi”?

Steve: Sia a Milano che a Cagliari il rapporto è ottimo, tranne con i “rapperini” che hanno iniziato l’ altro ieri e devono fare i fighi bersagliandomi di critiche e “insulti”, per dimostrare in modo non troppo “maturo” la loro finta superiorità.

S.F. : Parlavi dei “rapperini”: Cosa pensi di quelle persone che vogliono intraprendere la “via del rap”?

Steve : Ho un messaggio per loro: “Ragazzi, non dovete provarci, dovete riuscirci, e non dovete odiare nessuno, dovete stimare chi c’è la fa, chi sta davanti a voi, altrimenti come riuscite ad intraprendere un sogno se provate odio per tutto e tutti? Dovete spaccare tutto, ma soprattutto buttarvi nella mischia e dare valore a ciò che siete, per diventare ciò che vorrete essere. Gli altri si accorgeranno di voi non perché “sputate merda” nei confronti di altre persone ma perché avete portato a casa dei risultati!”.

S.F. : Cosa rappresenta la moda per te?

Steve : Tanto! la moda è lo stile di prendere la giornata, un modo utile fra tanti per far parlare di ciò che sei, veramente.

S.F. : Progetti futuri?

Tanti! Non mi basterebbe un’intervista per spiegare tutto ciò che ho in mente, registrare altre hit senza la Kick Off Rec per le cattive dimostrazioni di serietà che sono arrivati a darmi, ma il migliore che ho è “conquistare il mondo”.

Per scoprire se realmente Steve conquisterà il mondo seguitelo sulla sua pagina facebook:

www.facebook.com/pages/Steve-Hem/439401839464166

TQT è uscita in questi giorni ed è il suo primo estratto del mio nuovo “Mixtape” che ha un filo logico nei confronti dello stile di Yono Oko, parlando di tre diverse situazioni, suddivise nelle tre strofe.  Il senso è la conclusione che tutte le ragazze da lui fin’ora frequentate si sono rivelate per quello che sono veramente,  ma soprattutto che non riesce a trovare la ragazza giusta, come spesso ripetutamente accade.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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