Tratto da “La Madre” di Grazia Deledda, il regista Francesco Trudu ricrea cinematograficamente uno dei capolavori del premio nobel per la letteratura sardo facendo si che le parole della scrittrice prendano forma attraverso la voce narrante di Valentina Sulas, attrice già legata a Deledda per aver rivisitato teatralmente lo stesso racconto.
Trudu offre allo spettatore una visione del racconto arricchita dalla sua personale impronta, elaborando personaggi e scenari nuovi e permettendo, così, di cogliere degli aspetti criptici in maniera coinvolgente e decisamente fluida. Manifesta, in ciò, una originale coerenza legando ad una trama forte delle altrettanto forti immagini. Un aspetto artistico dominante è proprio legato alle immagini. Dai colori alla precisione nel catturare scenari immortali come il racconto stesso. Anche qui emerge la sua originalità e la sua abilità nell’osservare un contesto ricco di bellezza: il regista mostra scenari di una terra ormai trascurata, tratti somatici storici dimenticati e superati dalla classica e commerciale costiera sabbiosa.
Ma la Sardegna non è solo questa e ne Il Peccatore emerge la sua storia nella sua integrità fatta di rituali, obblighi, aspettative e limiti. Quest’ultimo fattore sarà dominante offrendo allo spettatore un ventaglio di domande cui base risveglia dubbi che cullano, almeno una notte nella vita, ognuno di noi: abbiamo intrapreso la strada corretta? Le nostre scelte, con le dovute conseguenze, rappresentano severamente la nostra volontà e, soprattutto, ogni rinuncia rilascia in noi un senso di felicità e appagamento? Sacralità e corporeità si intrecciano mostrando Paolo, Il peccatore interpretato da Gianluca Sotgiu, in tutta la sua umanità , creando un conflitto tra la rigida morale accettata col voto e la tensione umana a cui il protagonista è sottoposto per via dell’incontro con una donna.
Donna cui tratti richiamano in lui il più nobile dei sentimenti: l’amore. La pesantezza interiore di questo amore emergerà durante il lungometraggio manifestando il duro contrasto tra i diversi gradi di questo sentimento, ponendo l’uomo a doversi confrontare con chi incarna la rettitudine e gli è madre e chi, invece, suscita in lui la passione che più ci lega alla terra e alla vita. Francesco Trudu, così, elabora un’ ottima opera artistica dal coinvolgimento morale che, nell’omaggiare la grandezza della lettaratura sarda, rende onore alla sua isola e agli artisti con un cast tutto sardo. Valentina Sulas, Gianluca Sotgiu, Rita Atzeni, Chiara Fanti e Sergio Anrò rappresentano il principale cast di questo lavoro della durata 50 minuti tanto forte da suscitare domande ed emozioni.
Alex Asunis
Sito: www.francescotrudu.com
la pagina del film: www.facebook.com/thesinofapriest


















