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Hanks, Spielberg e Streep a Milano per la prima di The Post al The Space Odeon

Spielberg critica l’amministrazione Trump alla presentazione di “The Post”

The Post è l’attesissimo film prodotto e diretto dal regista di Incontri ravvicinati del terzo tipoIl potente thriller politico arriverà nelle sale italiane il primo febbraio.

Al centro del film, fra i protagonisti della stagione che si concluderà con la consegna degli Oscar, il tema della libertà di stampa. Ma anche quello dell’emancipazione femminile.

Una storia avvincente e attuale

Il regista statunitense Steven Spielberg ha deciso di portare sul grande schermo una storia avvincente e attuale. La battaglia senza precedenti per la pubblicazione dei Pentagon Papers. Il dossier (tenuto secreto) sulle menzogne di cinque amministrazioni americane sulla guerra del Vietnam. Pubblicato nel 1971 dal New York Times e dal Washington Post.

I fatti e l’onda di proteste che ne sono conseguiti sono presentati da Spielberg ricorrendo a due certezze nel panorama cinematografico mondiale.

Infatti, i due protagonisti sono Katharine Graham (interpretata da una sempre straordinaria Meryl Streep che ha lavorato per la prima volta con il regista), prima donna editore del The Washington Post, e il testardo direttore del suo giornale Ben Bradlee ( Tom Hanks al suo quinto impegno con Spielberg).

Meryl Streep in un frame del film, foto di Niko Tavernise

Spielberg, a Milano, ha spiegato il perché del suo film

Nel capoluogo lombardo Steven Spielberg, durante la presentazione del suo film, al The Space Cinema Odeon, ha spiegato che: «Nel 1971 fu una sfida immensa – per la quale le due testate, per richiesta dell’allora presidente Nixon, finirono al giudizio della Corte Suprema – per pubblicare tutte le migliaia di pagine dei Pentagon Papers, nonostante l’ingiunzione».

Perché, come ha chiosato il regista, l’interesse pubblico, uno dei più importanti criteri di notiziabilità, sarebbe stato rispettato solo con la pubblicazione, insieme al ruolo di “watchdog of democracy” per dirla all’americana, che appartiene al quarto potere (alla stampa).

Per garantire cioè il pieno rispetto della funzione della libera stampa di vigilare sull’operato del governo.

“Trump boccia le notizie che non gli piacciono come fake news”

Notizie relative ai Pentagon Papers Perché un film con questo plot? Le parole di Spielberg rilasciate a Milano sono tranchant e inequivocabili:  «Oggi la libertà di stampa è ancora sotto attacco dalla nuova amministrazione, che spesso con facili etichette, tipo “è una fake news”, boccia notizie che non piacciono al presidente Trump».

«La stampa americana – ha spiegato il regista – che deve lottare quotidianamente contro la disinformazione organizzata sta dando un grande sostegno a questo film. Ieri come oggi la stampa libera deve essere a guardia della democrazia, e questa resta una verità incontrovertibile».

https://www.comingsoon.it/cinema/news/la-liberta-di-stampa-il-ruolo-delle-donne-oggi-stiamo-peggio-di-allora/n74463/

About Valeria Gennaro

Giornalista, redattore di moda e beauty, cinema editor. Cultrice della materia in storia del cinema con la passione per la moda, i bijoux e la social communication. Laureata magistrale in Teoria e filosofia della comunicazione e laureanda in Scienze filosofiche.

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