Il 28 maggio a Cagliari presso l’Hotel Panorama, si è svolto un interessante  convegno dedicato a Su Serenicu, antico cappotto di origini greche importato in Sardegna dall’antica famiglia ellenica degli Staico, giunti nel golfo del capoluogo isolano nella seconda metà del 1700. Secondo gli studi effettuati dal dott. Carlo Pillai (per oltre 25 anni è stato archivista-ricercatore tecnico scientifico nell’Archivio di Stato di Cagliari), il primo ad espatriare in Sardegna fu Antonio Staico, residente proprio nella città cagliaritana dove svolse l’attività sartoriale, dando così origine alla storia del già citato Serenicu e la tradizione degli antichi sarti greci.

Come ci racconta  il dott. Carlo Pillai, il centro storico di Cagliari vide la nascità di una comunità di greci, i quali iniziarono il confezionamento de Su Serenicu, capo usato principamente da persone di alto borgo, originariamente importato via mare dalla Grecia. Nella lunga storia della famiglia c’è da ricordare un avvenimento importante che cambiò le sorti degli Staico dell’epoca. Si tratta di una sentenza lavorativa del 1826, che vide i Sarti Greci e una schiera di Sartori sardi che detenevano lo statuto del Gremio, schierarsi l’uno contro l’altro, dalla sentenza emerge che il primo dei sarti che realizzò il prezioso manufatto denominato Su Sereniccu fu Antonio Staico e che il cappotto prima del suo arrivo a Cagliari non veniva confezionato dai sartori sardi.

Carlo-Pillai-e-Marinella-Staico
Il dott. Carlo Pillai e la stilista Marinalle Staico

Il convegno organizzato dalla stilista Marinella Staico, che sin da bambina è sempre stata affascinata e incuriosita dalla storia dei sarti greci arrivati in Sardegna, racconta: “Un Cappotto, che qui all’epoca non veniva prodotto, rimasi sempre affascinata da questa storia che mi raccontava mia nonna e successivamente trovai delle conferme tramite altri Staico o anche cugine la cui madre o nonna erano Staico, mi contattavano incuriosite dal lavoro che svolgo, la professione del  Sarto.
L’amore per il mio lavoro, la mia passione, gli scherzi della genetica, mi hanno portato a realizzare un sogno che avevo fin da piccola.
Solo pochi anni fa venni a conoscenza che la storia aveva delle solide fondamenta, infatti nel 1993 il dott. Carlo Pillai (ex direttore dell’Archivio Di Stato) scrisse in merito, ritenendo la storia del vestiario e del costume di Sardegna (fine del settecento) di quell’epoca molto interessante e che fosse merito di approfondimento“.

L’Atelier Marinella Staico ha riprodotto Su Serenicu con un taglio moderno.

Su-Serenicu

Hanno partecipato al convegno:

  • Antonio Perra  nel ruolo di coordinatore e relatore del convegno, socio fondatore con Marinella Staico dell’Associazione Culturale Arte Moda in Atlantide.
  • Maria Conte orafa di grande pregio conosciuta non solo in Sardegna, con la sua arte ha esposto i suoi gioielli in tante città del mondo, ottenendo e vincendo vari riconoscimenti, tra cui la “Navicella D’Argento” della Regione Sardegna.
  • Dott. Edoardo Tocco consigliere regionale ex presidente della commissione cultura, nel 2007 ha svolto il ruolo di “Alter Nos” nell’antica sagra di Sant’Efisio, da sempre svolge attività per la valorizzazione delle tradizioni sarde.
  • Katia Corda scrittrice e attrice, durante il convegno ha voluto testimoniare la sua esperienza durante le riprese del film “Bandidos e Balentes” realizzato e girato in Sardegna in costumi tradizionali giornalieri dell’interno della Isola.
  • Il Gruppo Folk Di Monastir ha partecipato con i costumi tradizionali e raccontato la loro costante ricerca del costume originale.

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