Home Interviste Pino Ammendola: un grande attore e non solo…

Pino Ammendola: un grande attore e non solo…

Pino Ammendola, attore napoletano molto noto e molto amato dal grande pubblico per la celebre fiction “Provaci ancora Prof.” di cui è tra i protagonisti e per alcuni grandi successi teatrali come Uomini sull’orlo di una crisi di nervi o le sue commedie campioni d’incassi: Coppie in multiproprietà, Stregati dalla luna, Carabinieri si nasceNemici di casa e Uomini alla crisi finale.

Ha lavorato con grandi maestri come: Steno, Dino Risi, Fellini, Monicelli, Loy, Scola, Enzo Trapani, Sandro Bolchi, Anton Giulio Maiano, Lina Wertmuller, Tinto Brass, Marcello Aliprandi,Francesco Maiello, Pino Passalacqua e tanti altri.

Come doppiatore che ha prestato la sua voce a molti attori stranieri tra cui Jerry Lewis, Jud Hirsc, Henry Gibson, David Corradine, Brad Davis, Prince, Murray Abraham,Antonio Banderas, Dana Carvey, Jack Villeriè, Roman Polansky e a famosi personaggi dei cartoon come Gatto Silvestro.

Oggi qui con noi per scoprire l’anima di un artista ad ampio respiro….

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G.: Salve Pino, quando ha capito di voler fare l’attore e che cosa l’ha spinto perseguire questa professione?

R.: Avevo nove anni passavo le vacanze estive con il mio fratellino in collegio, in paesino della Francia (mia madre sognava di migliorare la nostra educazione con l’acquisizione di una lingua molto alla moda in quei tempi… in realtà ero io ad insegnare colorite espressioni napoletane ai ragazzini francesi!). Il caso volle che una compagnia di teatro locale, avesse bisogno di un bambino per una comparsata. Doveva entrare in scena in pigiama e chiamare la mamma come risvegliandosi da un’incubo. Io ero particolarmente vivace ed egocentrico, così feci di tutto per mettermi in evidenza e fui subito scelto. Quando la sera dopo entrai sul palco, l’emozione fu immensa. Quella luce che non mi permetteva di vedere oltre, facendomi sentire come sospeso, la percezione del pubblico in attesa, l’adrenalina che inconsapevolmente avvertivo intorno a me e alla fine il rito liberatorio degli applausi con tutti quegli occhi fissati su di me, mi convinsero che “quello”, era il ciò che volevo fare da grande: il Teatro! Qualche anno dopo ho cominciato a recitare con un gruppo studentesco fino ad avere una vera e propria occasione professionale accanto a Nino Manfredi, un piccolissimo ruolo, in un film che ebbe grande successo “Operazione San Gennaro” di Dino Risi. Successivamente ci fu l’incontro con Achille Millo, un grandissimo attore e regista napoletano, che mi propose di fare il suo ‘aiuto’ è divenne il mio maestro, introducendomi stabilmente nel ‘mestiere’!

G.: Tre aggettivi per definire un bravo attore?

R.: Tre sono pochini, facciamo almeno quattro: Sincero, entusiasta, infaticabile e paziente!

G.: Quanto è importante il ruolo di un doppiatore in un film ?

R.: Il doppiaggio è una pratica controversa, sicuramente migliora un cattivo film, ma spesso può peggiorarne uno buono! Poi non mi piace parlare di doppiatori, ma di attori che doppiano, sarebbe come dire attore radiofonico o attore di fiction… non ha senso. Diciamo che il doppiaggio come ogni traduzione è un tradimento… ma qualche volta per permettere la fruizione popolare del fil è un male necessario… e noi siamo i più bravi del mondo!

G.: Quando ha riferito alla sua famiglia che voleva fare l’attore, qual è stata la loro reazione?

R.: Ero molto bravo a scuola e quindi inevitabilmente ho deluso molte aspettative, facendoli soffrire, ma il prezzo della libertà di vivere i propri sogni è sempre altissimo e bisogna pagarlo! Io per ‘temperare’ tutto questo, ho ‘assolto’ diligentemente i classici obblighi borghesi: Laurea in Giurisprudenza con lode e plauso della commissione, servizio militare come ufficiale di complemento, primo del corso in Accademia Navale! Di più non potevo…

G.: I suoi Miti?

R.: Innanzitutto Vittorio De sica, attore e regista geniale che sintetizza per me l’uomo di spettacolo e Gian Maria Volontè, l’attore perfetto, Vittorio Caprioli vero funambolo dell’ironia e il mio maestro Achille Millo attore di straordinaria modernità e forse il migliore nella lettura dei versi poetici

G.: Oggi il nostro Paese sta trascorrendo un momento critico, cosa ne pensa e che soluzione darebbe a tali problemi?

R.: Ti risponderò con una frase di Goffredo Parise, scritta ne 75:Il rimedio è la povertà. Il nostro paese vive da anni una ubriacatura di eccessi di consumi… bisogna ritornare ad aver vergogna dello spreco sia dei beni di consumo che delle ideologie… purtroppo siamo governati in funzione di non essere “cittadini” ma sudditi consumatori!

G.: La politica di Renzi, molto discussa, cosa ne pensa?

R.:sono pieno di sospetti, perché da uomo di sinistra gli vedo fare una politica liberista a favore del grande capitale e soprattutto delle banche (le vere padrone del mondo) purtroppo mi sembra comunque il male minore… diciamo il meno peggio!

G.:  Il cinema italiano soffre di una profonda crisi, quali sono le cause e quali potrebbero essere le soluzioni?

R.: Il cinema è specchio della società e ne vive gli stessi mali… come può non essere in cris un cinema di una società profondamente corrotta e con la sola ideologia del consumo. Non ha caso siamo bravissimi nella realizzazione di fil pubblicitari, funzionali al mercato.

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G.: Recentemente è uscito un suo libro Scarpe diem‘, storie di scarpe straordinarie, che personalmente ho anche letto e ne sono rimasta affascinata, cosa può dirci in merito?

R.: Un altro sogno realizzato… indice del fatto che sono un uomo davvero fortunato. La scrittura è sempre stata parte integrante della mia vita, ma le commedie che scrivo sono in qualche modo strumenti di lavoro… certo portano avanti il mio discorso con il pubblico, soddisfano la mia urgenza di racconto (il mio mestiere è raccontare), ma il libro in qualche modo mi fa continuare il racconto in maniera più intima, perché anche se attraverso le ‘scarpe’ sotto sotto, parla sempre di me. Chi lo legge insomma ha una opportunità per conoscermi in maniera intima!

G.: Un sogno ricorrente ?

R.: Sono una specie di pesce il mio sogno ricorrente è sempre quello di sentirmi a nuotare sul fondo in mari caldi e luminosi ricchi di fauna, diciamo che sogno sempre il paradiso

G.: Un bel ricordo?

R.: Io sono un uomo felice e potrei regalare la mia camicia al re della favola… ne ho tanti… ma soprattutto le giornate in mare con mio figlio e mio padre!

G.: Un accenno ai suoi prossimi impegni lavorativi?

R.: Un nuovo libro sulla vita di Stelvio Cipriani scritto con lui e Rosario Montesanti, un paio di nuovi film da girare quest’inverno e per la prossima stagione un progetto con il mio amico del cuore Paolo Conticini!

Gabriella Chiarappa

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