Gabriele Vinciguerra è un fashion photographer dalle mille sfaccettature ed eclettico nell’interpretazione delle esigenze del cliente, attraverso immagini artistiche, accattivanti e da un’identità univoca. Gabriele è in grado di far risaltare i capi oggetto del suo obiettivo in ambienti urbani come la città di Milano ma anche in location antiche in mezzo alla natura con l’unico obbiettivo di emozionare sempre.
Gabriele Vinciguerra
Infatti l’ultima campagna è stata realizzata in Abruzzo nella Fortezza di Civitella del Tronto con l’amica Fashion Designer Marta Jane Alesiani, un’artigiana dei sogni. Marta è stata per più di 12 anni la stylist di Versace e precedentemente aveva anche lavorato con La Perla e molti altri brand nel settore lusso e moda. Dal 2017 si stacca dalla Maison Versace per fondare con amore il suo brand dove regna il colore, la creatività e l’energia della natura.

L’alta moda è il focus di Gabriele. Un mondo irrinunciabile, un’ossessione perseverante soddisfatta solo quando fotografa. Le capacità tecniche sono importanti. Tuttavia, l’anima, l’intensità e la sensibilità che ha nel saper cogliere ciò che inquadra con la macchina fotografica, lo rendono diverso.

È proprio per i loro spiriti unici che questa campagna per la nuova collezione prende vita quasi da sé, nel misto della natura e dei suoi colori, per dare respiro e gioia ad un anno faticoso e per ricordarci che siamo sempre legati gli uni agli altri, che non esistono ombre, ma solo luce ed umanità ed anima.

La natura fa tornare a battere il nostro cuore seguendo delle leggi nuove ma che in realtà sono pure e antiche, dove ci si fonde con gli alberi e gli animali riscoprendo così una nuova spiritualità. Essere ed essenza si uniscono in una donna libera e fiera, illuminata dal calore dell’autunno.

Le sete stampate ritraggono l’armonia del sottobosco, i cappotti ne portano i colori come stendardo di appartenenza. La volpe, animale furbo e veloce si incastra tra i tessuti come un bellissimo ricamo.

Il colore verde, che ci riconduce alla clorofilla della nostra esistenza, predomina con stampe botaniche in 3D che trasmettono la sensazione di indossare questa linfa vitale. Le cortecce degli alberi diventano lino e cotone cangiante su camice ed abiti illuminando le figure come farebbe la luce del sole.

Infine, la collezione si arricchisce di velluti dal sapore medioevale che accarezzano i corpi come una seconda pelle, ricamati nei toni dell’oro sacro. Come reali divinità, figure imponenti ed arcaiche, i tessuti si caricano dell’energia dei millenni per divenire portavoce della storia degli dei e degli uomini di antichi splendori.

“La fotografia non è un lavoro, è una necessità intrinseca della sua anima. Una maledizione e una fortuna che rendono unica la sua espressione artistica.”

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Marina Greggio
Innamorata delle lingue e colleziono instancabilmente viaggi. Nel tempo libero scrivo, leggo, corro e mangio. Milano e Londra sono le mie due case, i due posti in cui il mio cuore si divide.

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