Home Spettacolo Arte Per Maria Teresa Sabatiello “le pietre hanno un’anima”

Per Maria Teresa Sabatiello “le pietre hanno un’anima”

Maria Teresa Sabatiello è molto più che una pittrice di origini milanesi, è un’artista che dialoga con le pietre e riesce a tirare fuori l’anima che vi è insita. Con il tocco originale del pennello le scolpisce trasfigurandole, con colori avvolgenti e profili sinuosi. Un figurativismo che vola oltre la geometria delle linee e prende vita attraverso una scultorea creatività. Sul suo talento sono state scritte numerose recensioni da parte di rinomati critici e storici d’arte, come Sabrina Falzone, che attualmente dirige lo Spazio Museale dedicato all’arte contemporanea nel palazzo del Novecento di Milano, e che in un suo commento dice: “La nobilitazione dell’oggetto artistico appare come il segno tangibile di una sensibilità spiccata verso tutto ciò che la circonda, una capacità di guardare che va ben oltre la semplice sapienza”.

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Questa attitudine è il frutto dell’intuito di un’artista che è riuscita a modellare l’incorporeo, cercando di raffigurare la bellezza che, eterea, si nasconde dietro le apparenti voluttuosità. Non a caso, Maria Teresa Sabatiello ha dato al suo sito il nome “Anime di pietra”, una finestra che si affaccia sul mondo nel modo più autentico possibile. Non una semplice vetrina per far conoscere le sue opere, bensì il vetro di cristallo attraverso cui traspare la fragilità di ciò che è immateriale. E, al contempo, la forza di uno spirito verace si materializza nella sua forma più pura e disinvolta: nei volti che guardano verso l’infinito; nelle sagome contorcenti di creature fantastiche; nell’occhio vitreo che ammalia, dietro cui si riflettono i misteri del mondo; nei corpi tra le cui grinfie esplodono le emozioni più argute, le passioni viscerali i peccati inconfessabili. Ma anche nelle curve delle dame aggraziate e delle sirene avvenenti si intravede la delicatezza di una donna che, con i suoi vizi e le sue virtù, ama la vita che la avvolge in un tenero abbraccio.

 

Tante sono le esposizioni nazionali ed internazionali dove il pubblico ha potuto e potrà ancora ammirare queste creazioni; dall’Artexpertise presso la Galleria Mentana fino alla Merlino Bottega D’Arte di Firenze (dove sono attualmente in permanenza), fino all’Art Innsbruck 2016, che si svolgerà in Austria dal 1 al 4 dicembre prossimo.  Sul suo sito, l’artista Sabatiello descrive così la sua arte “Le Anime di Pietra raccontano storie affascinanti… io presto loro la mia voce, perché anche il nostro dialogo prenda forma”. Questa “Voce delle anime” riecheggia nei volumi delle rocce a cui fa contraltare una coscienza leggera, che è tale solo se, con il pentimento, si libera dal peso del tormento.sagome-contorcenti

Infatti, esistono, pietre che hanno un’anima, ma anche esseri viventi che hanno sì unaAnima di pietra” . Sebbene questa si infranga di fronte alla devastante consapevolezza delle atrocità compiute, come quelle raffigurate tra le membra lacerate dell’Opera “Aggrappato ad un Rimorso Incatenato ad una Colpa”. Una scultura su cui affiora, lento ed inesorabile, il sentimento asfissiante di una madre che ha compiuto un gesto estremo nei confronti del proprio figlio e di cui, poi, amaramente si duole; dopo che le ombre dell’anima hanno preso il sopravvento. Una storia, come tante si leggono sulle pagine della cronaca, e che colpiscono la sensibilità dell’artista, la quale non si limita ad osservare ciò che la circonda, ma si lascia trapassare dal Bene e dal Male, facendosi trafiggere dalla lama del rammarico; in modo che questo stridente contrasto rimanga scolpito in lei, indelebile, per poi rinascere in una luce, dapprima fioca, che diventa poi più intensa perché illuminata dal bagliore di una timida speranza.

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Maria Teresa si serve di particolari allestimenti, coniugando la pittura ad una musica di sfondo, che diventa il contorno quasi espiatorio di sofferenze e lacerazioni. Le sue sculture, dipinte su pietra,  sono sempre accompagnate simbolo “totemico”:  l’iride acuto e penetrante che squarcia lo sguardo di chi li osserva, disorientandolo o addirittura riducendolo in brandelli. Nella presentazione bilingue della scultura “Anime di Pietra” (Souls of Stone), presentata all’Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni di Venezia, si evince l’importanza di un elemento primigenio quale la terra di cui sono composte le rocce, perché tutta la verità del mondo torna nel suo grembo:  “Ho trovato due occhi sofferenti in una pietra, ferite perfette e dolorose che raccontano di donne negate, abusate, celate sotto i panni informi, vittime della crudeltà (squali), in fuga tra guerra e devastazione, costrette a mettere il cuore ‘sotto ai piedi’ scrive l’arista.

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Maria Teresa Sabatiello, con la sua arte, guarda oltre ciò che è visibile e tangibile, raccontando il movimento dalla realtà verso la fantasia; l’una si compenetra nell’altra. E se le pietre potessero parlare (in verità lo fanno a chi sa interpretarle) narrerebbero, tra cronaca ed astrattismo, la vita, i sogni, gli incubi e i travagli interiori, riflessi nelle vicende quotidiane di ogni individuo. “La ‘relazione’ che intercorre tra la pietra e me è qualcosa che nasce istintivamente, prima ancora che io stessa possa darle un significato. I miei occhi e le mie mani si poggiano sul sasso, ne vengono rapiti e lo “rapiscono” di conseguenza a quella natura che, benevolmente lo scolpisce per me, ed io per ringraziarla dipingo per lei, portando a compimento un’opera, già in parte realizzata…” così l’artista spiega il vero significato del suo laboratorio, un’officina che corporizza i sogni e li trasforma in energia vitale.

Per ulteriori dettagli visitare il sito http://www.mariateresasabatiello.it/

Marianna Gianna Ferrenti

 

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