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Il Brand “Lamborghini”: il sogno di essere al top. Intervista a Fabio Lamborghini

Fabio Lamborghini è uno degli eredi del brand automobilistico che è entrato nell’immaginario collettivo come lo stemma di un’epoca di grande fervore industriale: gli anni Sessanta del secolo scorso. Ma non tutti sanno che la vera storia del marchio “Lamborghini” risale molti anni addietro, addirittura alla fine degli anni Quaranta, a cavallo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione del Dopoguerra. In quegli anni difficili, in cui gli italiani, provano a rialzarsi dalle macerie della distruzione, anche gli imprenditori, alcuni si improvvisano tali, si rimboccano le maniche per costruire quello che nell’omonimo film di Vittorio De Sica veniva descritto come il “Miracolo a Milano” e che diventerà poi il nuovo miracolo italiano.

Tra tutti spicca Ferruccio Lamborghini, che con la sua operosità, ingegno e passione, contribuirà a tracciare il solco della meccanizzazione industriale, partendo dall’agricoltura fino ad arrivare all’automobilismo. Ferruccio Lamborghini proveniva da una famiglia di agricoltori, e grazie all’invenzione del trattore economico riuscì a migliorare la coltivazione delle terre in un settore economico trainante e ghiotto dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. La stessa che porterà Lamborghini a sfidare la concorrenza di Enzo Ferrari per quanto riguarda le auto sportive.

Furono soprattutto le sue grandissime doti umane e professionali ad insegnare ad una Italia piegata dalle sofferenze, che era ancora possibile risorgere e sognare. Quel sogno di raggiungere un traguardo importante che oggi continua ad essere impresso indelebile nella mente degli italiani, e si incarna perfettamente nel marchio “Lamborghini” che è sempre stata ed è tuttora tra le numero uno delle granturismo sportive. Un desiderio che si infervora ancor di più da quando Fabio Lamborghini, nipote dell’illustre Ferruccio, ha iniziato a portare avanti ormai da 22 anni, un opera di conoscenza e di divulgazione del brand del “Toro” in tutto il mondo.

Fabio Lamborghini tra Miura e Countach, due gioelli creati dal brand “Lamborghini”

Un brand che ancora oggi fa registrare una riscontro da record in tutto il mondo. Ma ciò che Fabio Lamborghini vuole raccontarci in questa intervista esclusiva ad Alpi Fashion Magazine non è soltanto il Ferruccio imprenditore, ma anche il Ferruccio uomo che ha avuto un ruolo determinante nella sua vita umana e professionale e in quella della sua famiglia. Un ritratto inedito di un Ferruccio, che oltre ad essere una personalità leader, geniale ed indomita, era anche una persona buona e sensibile, dotato di un grande senso dell’humor.

Fabio Lamborghini durante una conferenza sulla storia del brand “Lamborghini”

E’ il nipote di Ferruccio Lamborghini che ha portato il noto brand automobilistico in tutto il mondo, segnando un’epoca. Un vero e proprio cambiamento dei costumi, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta e Ottanta. Cosa ha rappresentato il marchio “Lamborghini” nell’immaginario collettivo?

Vorrei partire dalle origini. Ferruccio Lamborghini nasce da una famiglia di coltivatori e si è “improvvisato” imprenditore nel 1947 per dare una mano agli agricoltori che avevano bisogno di mezzi validi a costo accessibile per rendere meno faticoso il lavoro nei campi. È partito con il produrre una tipologia trattore, potente ed economico, perché quello che producevano altri marchi nazionali, era molto costoso e solo pochi eletti potevano permetterselo. Lamborghini con questa sua invenzione, che ha poi oltrepassato i confini nazionali, ha dato decisamente una grossa mano all’agricoltura. Tuttavia, la notorietà massima del brand è iniziata nel 1963 quando Ferruccio, che aveva una grande genialità tecnologica e meccanica, ha voluto sempre raggiungere il top, in qualunque tipologia di prodotto, e in particolar modo nelle automobili, sfidando la concorrenza non solo per suo piacere personale ma anche per soddisfare le esigenze di quelli che sarebbero poi diventati i suoi potenziali clienti. L’obiettivo è sempre stato quello di dare il massimo nell’ambito del design, della tecnologia e dell’innovazione perché il marchio “Lamborghini” ha sempre guardato avanti ed ha anticipato i tempi. Avere un prodotto “Lamborghini” ti fa stare bene, ti fa sentire arrivato. È se vogliamo la realizzazione di un sogno.

Come è avvenuto il passaggio dal comparto agricolo a quello automobilistico?

La molla è stato il Drake, Enzo Ferrari. Lamborghini, dopo aver investito sulle prime due aziende, la prima quella dei trattori, e la seconda quella del riscaldamento, delle caldaie a bruciatura, e dei condizionatori, ha investito sul sogno delle persone che amano le supercar nella loro massima coniugazione tecnico stilistica. Ha comprato una a una le auto sportive più importanti, tra cui la Ferrari. Poi, non soddisfatto della meccanica di quella 250 GT, fece una modifica personale. Si trattava di un componente di un trattore “Lamborghini” inserito poi nella meccanica Ferrari. Una miglioria che il Drake non gradì affatto, tanto che lo invitò a lasciar perdere. A quel punto Ferruccio era deciso a dimostrare alle Ferrari che quel contadino sarebbe riuscito a costruire delle supercar di altissimo livello, e così è stato dal 1963.

Qual è stato il contributo umano e professionale che una personalità di alto spessore come Ferruccio ha dato all’imprenditoria italiana?

La sua filosofia di fare le cose al meglio è una caratteristica che hanno in pochi. Aveva una grande conoscenza meccanica, ma non solo. Era un costruttore, un imprenditore e un commerciale a 360 gradi. Si avvaleva di profili che sceglieva personalmente e che sarebbero stati all’altezza di collaborare con lui. Questa ricerca assoluta della qualità è stata uno sprono a crescere e a fare meglio dei propri competitors. E non solo il marchio “Lamborghini”, ma tanti brand Italiani sono apprezzatissimi in tutto il mondo.

Cosa ha rappresentato Ferruccio Lamborghini per lei e per la sua famiglia?

Ferruccio Lamborghini era il primogenito di cinque figli; mio nonno Antonio ha avuto quattro maschi e una femmina. I quattro fratelli erano tutti capaci ed interessati alle aziende. Ma Ferruccio, il primogenito, è stato il faro di tutta la famiglia. Ha creato ben cinque aziende; ha dato lavoro a tantissima gente, non solo ai suoi familiari. Lamborghini è stato il pioniere dell’industrializzazione nell’area Ferrarese impiegando migliaia di persone. Oltre che un grande capitano di industria, era una persona molto socievole e buona. Amava i suoi operai ed è stato anche molto amato. Per raccontarle un aneddoto, di recente un signore più che ottantenne, ha avuto il piacere di conoscere mio zio all’età di 18 anni. Mi ha raccontato che un giorno con la sua modesta motoretta si era recato in una delle aziende Lamborghini per vendere i suoi prodotti, e poco prima di arrivare un improvviso acquazzone primaverile lo aveva completamente bagnato. All’epoca questa persona era un givane rappresentante di viti e bulloni alla prime armi. Lo ricevette mio zio, e resosi conto che era bagnato fradicio, chiamò una persona affinché gli desse dei panni asciutti, e poi lasciò detto al responsabile dell’ufficio acqusti Lamborghini Bruciatori che acquistasse qualche prodotto da lui. Nel raccontarmelo, questo signore aveva gli occhi rossi dall’emozione. Ma u’umanità di Ferruccio Lamborghini, in realtà, è emersa in molte altre occasioni. È una persona indimenticabile anche per noi familiari; quando pensiamo a lui il nostro cuore si apre perché è stata una persona dotata di grande carisma e cordialità, una persona semplice e umile ma di una intelligenza assoluta. La sua simpatia era coinvolgente particolarmente durante i pranzi e le cene di famiglia, raccontava barzellette, sapeva fare giochi di prestigio; era una persona eccezionale, di quelle rarissime da incontrare che ti facevano sentire bene.

Fabio Lamborghini a bordo dell’ Aventador, top gamma Lamborghini attualmente in produzione

Lei sta portando avanti l’opera di divulgazione e di conoscenza del suo celebre Zio, lei ha contatti con imprenditori, giornalisti di settore, ed esperti del comparto automobilistico. Come questi intrecci umani e professionali hanno influenzato la sua vita?

Sono tanti anni che ho contatti con queste tipologie di persone, certamente hanno avuto un’influenza importante nella mia vita. Da questi contatti ho imparato sempre qualcosa di nuovo. Mi hanno aiutato a crescere e a migliorare la mia professionalità; ad essere più deciso, riflessivo e concreto. Ma credo che questo discorso valga per tutti, in ogni campo professionale.

Il brand “Lamborghini” è ormai largamente proiettato verso il Terzo Millennio, con una prospettiva che guarda al risparmio energetico e all’utilizzo di materiali innovativi. Qual è il futuro dell’automobilismo in Italia e nel mondo?

Al di là del risparmio energetico, preponderante è l’aspetto ecologico perché l’inquinamento oggi ha raggiunto livelli preoccupanti in molte parti del mondo. È chiaro che nell’immediato si continuerà ancora con le motorizzazioni a benzina, ma l’elettrico è il nostro domani, credo che vi si arriverà in maniera importante ed anche abbastanza velocemente.

Negli ultimi mesi alcune case automobilistiche stanno brevettando la dotazione della guida automatica. In quale misura la rivoluzione 4.0 influenzerà tutto il comparto automobilistico e quale sarà il ruolo di “Lamborghini” fra tradizione ed innovazione?

La guida automatica è sicuramente un fatto positivo. La vedo molto bene a supporto delle persone che sono avanti con gli anni, in quanto può dare una sicurezza in più per chi con l’avanzare dell’età ha meno riflessi. Ma chi è appassionato di automobilismo piace guidare le auto e a dominarle. La guida automatica non è un’aspirazione assoluta per il brand “Lamborghini”, sebbene si guardi a questa innovazione con occhi positivi. Penso che per un settore particolare delle supercar come questo possa essere un optional, ma il piacere massimo è di condurla l’auto, al di là che sia con motore a scoppio, ibrido o elettrico.

Ci parla del progetto che ha avviato con la collaborazione di Debora Cattoni, che mira a celebrare la figura di Ferruccio Lamborghini all’interno del Museo ufficiale di Sant’Agata Bolognese. Cosa potranno trovare gli appassionati che intendono visitarlo?

Il progetto è appunto quello di continuare a celebrare la figura di Ferruccio Lamborghini in un contesto museale dove è allestita la storia delle automobili “Lamborghini”. È un progetto già esecutivo che sta riscuotendo un enorme successo perché dà la possibilità alle persone , appassionati o che hanno interesse per le automobili sportive, di immergersi con me nella storia del marchi del Toro attraverso una visita guidata all’interno del museo. Eventualmente su preventiva richiesta, è possibile anche visitare la produzione dove nascono questi gioielli su quattro ruote. Si puo’ anche effettuare un test drive guidando personalmente una splendida Lamborghini moderna. Infine, ci sarà un momento di convivialità, pranzo o a cena; una grande occasione di incontro per gli appassionati che attraverso me, entreranno nella storia di questo grande costruttore italiano.

Com’è nata la collaborazione con la manager Debora Cattoni?

È nata in occasione di un’intervista, mi ha confessato che nell’ambito delle auto sportive per lei la Lamborghini è stata sempre la numero uno, è rimasta affascinata dalla particolare storia di Ferruccio, dal fatto che sono stato responsabile museale per diversi anni e sono tra coloro che ne sa di più sulla storia del marchio “Lamborghini”; da questa esperienza personale in lei è scattata l’idea di questa collaborazione per organizzare insieme le visite guidate. Una iniziativa che sta dando grandi soddisfazioni. Vedere la gente felice alla fine della giornata è davvero premiante.

Fabio Lamborghini con Alberto Vedelago Professional style consultant dell’eleganza sartoriale italiana

Lei cura anche molto il suo look, tanto che si è recentemente affidato ad un nuovo personal stylist, Alberto Vedelago, una garanzia di qualità nell’ambito della sartoria artigianale. Com’è nato questo connubio tra impresa, moda e styling?

L’iniziativa è nata sempre da Debora Cattoni, grazie anche alla collaborazione di Mauro Col, manager di Debora, che conosceva questo personal stylist, Alberto Vedelago. Mi è stato chiesto se mi avesse fatto piacere affidare il mio look a questo professionista, che si approccia al fashion con grande capacità e qualità. Dato che anche lui apprezza molto il brand “Lamborghini”, ho accettato con molto entusiasmo, e da lì è partito questo connubio. Ho già suoi abiti che esibirò nei vari eventi. Mi piace molto il suo modo di concepire lo stile. È un gioco piacevole per entrambi, credo che mi gioveranno le sue idee per quanto riguarda il mio nuovo modo di presentarmi.

Quanto curare la propria immagine è importante per il ruolo professionale che svolge?

La cosa fondamentale è il valore della persona. Detto questo, ha importanza anche l’immagine. È essenziale che una persona si senta bene con quello che indossa. Quando stai bene con te stesso, i risultati sono migliori anche dal punto di vista professionale.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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