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Giulia Lupetti

Intervista a Giulia Lupetti, italiana nel cuore e statunitense d’adozione

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giulia Lupetti, classe 1988, modella e attrice ormai di fama internazionale, poichè si divide tra la sua amata Italia – paese di nascita – e gli Stati Uniti, ormai suo paese d’adozione. Abbiamo scoperto una ragazza sensibile, con la testa sulle spalle e consapevole di quello che ha affrontato e sta affrontando. Scopritela con noi!

Hai sempre avuto, come sogno, quello di lavorare come modella e poi attrice? Come si sono sviluppate queste due professioni?

Sì, decisamente. È sempre stato il mio più grande sogno. Da piccola sognavo anche di poter fare l’attrice e il cardiochirurgo allo stesso tempo, infatti ero un tantino, come dire, frastornata dall’idea di come poter far combaciare le due cose (ride, ndr.) ma poi ho pensato che comunque recitando avrei potuto interpretare un dottore e aiutare le persone alle stesso modo a guarire le loro anime con l’arte. Diciamo che ho iniziato la mia carriera di modella proprio con l’intento di poter semplificare il mio accesso alla carriera di attrice. Nonostante io ami la moda il mio più grande sogno è sempre stato quello di interpretare emozioni, sentimenti e avvenimenti e con la moda mi sono sentita capace di farlo ma con delle limitazioni, mentre con la recitazione posso donare di più. Ho iniziato la mia carriera di modella a 15 anni, facendo dei corsi di portamento e iniziando con la mia prima sfilata per Gai Mattiolo nella bellissima scalinata di San Pietro e Paolo, poi mi bloccai dopo qualche anno per via di alcuni episodi non proprio felici che mi avevano scoraggiata ma ho ripreso non appena il fuoco che bruciava dentro di me era più forte del vento che provasse a spegnerlo. Prima di iniziare a recitare ho fatto così tanti corsi che ne ho perso il conto, ero molto insicura non mi sentivo all’altezza, avevo molta paura di non riuscire, mi sentivo bloccata e questo ha rallentato un po’ le cose, ma sono felice che sia andata così perchè mi ha aiutato a costruirmi le mie certezze da sole e a superare le mie paure. Il mio amore per questa professione è stato il vero motivo che mi ha sempre spinta ad andare oltre ogni impedimento.

Quale ruolo ti ha resa più orgogliosa del duro lavoro che hai fatto?

Tutti i ruoli, senza discriminazioni. Amo lavorare, amo mettermi in gioco, lo faccio con la stessa passione ogni volta sono fiera di ogni singola cosa che ho fatto e ogni singolo momento vissuto sul set perchè è lì che mi sento me stessa, è lì che sono, in cui il mio sogno che diventa realtà, è li che mi completo.

Quale ruolo invece potrebbe farti sentire ancora più realizzata o potrebbe realizzare un tuo sogno?

Ne ho così tanti in testa che non saprei da dove iniziare sono una perfezionista sono una sognatrice e questo mi rende sempre alla ricerca di nuove esperienze e poi perché il mio grande sogno sarebbe poter essere sempre sul set ogni giorno della mia vita.

Sei italiana nel cuore e statunitense d’azione. Di questi due paesi cosa ami e cosa odi di più? Cosa ti manca quando sei lontana? 

Amo l’America profondamente da sempre. È come mi sento quando sto qui che me la fa amare, è una mia sensazione un mio modo di essere. Quando sono andata via odiavo l’Italia perché le davo la colpa del mio sentirmi irrealizzabile nel mio lavoro o comunque sembrava ci fossero sempre più ostacoli del dovuto, poi ho capito che quei limiti me li mettevo solo io dentro di me e ho rivisto il tutto. Ora amo il mio paese con tutte le contraddizioni come si ama qualcuno incondizionatamente. Sono grata di essere nata in un paese che per secoli è stato famoso per l’arte in tutte le sue espressioni. Non si può odiare il posto che ti ha creato, vorrebbe dire odiare sè stessi, non possiamo prendercela per le cose che non vanno dando la colpa a qualcosa al di fuori di noi siamo responsabili al 100% della nostra felicità. È quello in cui credo.

I social per te sono importanti, hai sempre capito che potevano essere un’opportunità o solo “standoci dentro”? 

I social sono una grandissima opportunità, ne ho sempre apprezzato il loro modo di connettere le persone e ho sempre apprezzato il modo in cui riuscivano a dare impatto. Certamente più ci sto dentro, per così dire, più sperimento cose nuove e noto come è tutto più accessibile, tutto più vicino a noi.

In questi anni di lavoro, e di scoperta di te stessa, cosa hai imparato, o dovuto cambiare del tuo carattere?

Ah, bella domanda, tantissime cose. È stato e continua ad essere un grande percorso in cui mi metto in gioco costantemente e continuamente mi riscopro, imparo a conoscermi meglio, a riconoscere le mie azioni e a capire. Sono cambiata tantissimo, ma in realtà non è un vero cambiamento, è più un’evoluzione. Era tutto già in me doveva solo essere scoperto tirato fuori, espresso e lasciato fluire. Ho imparato a valutare le cose per quello che sono e non secondo i miei schemi mentali, ho imparato ad andare oltre a quello che vedo, ho imparato ad amare di più, soprattutto quello che non amavo di me, invece di arrabbiarmi. Ho imparato che le persone sbagliano e non lo fanno per fare del male ma perché è il loro modo in cui cercano di stare meglio, tutti lo facciamo, qualsiasi cosa facciamo nella vita la cerchiamo di fare per il nostro meglio per sentirci bene e a volte non è la cosa più giusta. Ho capito anche che non esistono errori o sbagli, è tutto parte di un piano che serve per il nostro miglioramento e che anche l’avvenimento più doloroso un giorno, se impariamo ad ascoltare e vedere, ottiene tutto un altro senso nelle nostre vite. Quando ho imparato a ringraziare per il peggio che la vita mi ha donato ho capito quanto importanti quegli avvenimenti in realtà siano stati per rendermi consapevole di molte cose.

About Marina Greggio

Innamorata delle lingue, che studio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Colleziono instancabilmente vestiti e viaggi. Milano e Londra sono le mie due case, i due posti in cui il mio cuore si divide.

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