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Incaricato alle vendite: la professione del presente e del futuro

Secondo Univendita, la professione del venditore dà maggiori soddisfazioni

Una professione solida, sicura, in costante crescita, dove contano le abilità di ciascuno. Più si è abili venditori e più si costruisce una rete di clienti e quindi si guadagna. Quella del venditore è tra le aree di competenza in cui c’è maggiore richiesta di domanda ed offerta. La prospettiva lavorativa del presente e del futuro verso cui i giovani e meno giovani sembrano sempre più orientarsi. Un “mestiere” in cui certo ci vogliono attitudini relazionali, al contatto umano, capacità organizzative, relative sopratutto alla mobilità. E naturalmente, oltre all’empatia, che in qualche modo è innata, ci vuole una spiccata propensione alla comunicazione persuasiva. Una propensione che, però, può essere affinata e sviluppata con il tempo, e con l’apprendimento di determinate strategie. Secondo una indagine svolta da Univendita, la professione di venditore sembra essere quella che, grazie alla sua flessibilità ed autonomia, dà maggiori soddisfazioni.

Crescita umana e professionale

Circa il 91% dei venditori, infatti, si dichiara appagato dal proprio lavoro, in quanto rappresenta una risorsa arricchente. Un background che la persona porta con sé sia dal lato personale e professionale. Per un giovane, poi, è la professione ideale per crescere, maturare e fare esperienza. Non è affatto una “ultima spiaggia”, come nell’immaginario collettivo si tende a pensare, bensì per molti è una scelta consapevole. Nel 59,2% dei casi, rispetto al campione analizzato dal sondaggio si attesta che la professione dell’incaricato offre buona remunerazione e sicurezza nel tempo. Lo dichiara chi lavora da oltre 6 anni in questo settore.

Attitudine alle relazioni umane e una spiccata dialettica tra i requisiti fondamentali

Addirittura, come dichiarato dal Presidente di Univendita, Ciro Sinatra, nel campione analizzato solo una persona su tre prima di intraprendere questa professione era disoccupato. Per il resto, circa il 44,5% aveva un contratto da lavoratore dipendente, e ha scelto consapevolmente di lasciare la strada “vecchia” per intraprenderne una nuova. E lo ha fatto senza pentimento. In generale, ci approccia a questa nuova realtà, perché già precedentemente si fatta esperienza positiva, seppure occasionale, con questo lavoro. In altri casi, si intraprende questa strada su consiglio di un familiare o di un amico che è già inserito in questo mondo (nel 35,5% dei casi). Oppure su proposta di un incaricato già conosciuto durante un appuntamento di vendita (26,7%). O ancora, per il desiderio di trasformarsi da clienti a venditori (nel 10.3% dei casi).

Incaricato alle vendite la professione del futuro

Tuttavia, il 39% dei giovani al di sotto dei 25 anni ha deciso di iniziare da esordiente, senza aver mai avuto una esperienza o conoscenza diretta. Il ché denota il grande spirito di iniziativa, di curiosità e di novità che agita le nuove generazioni. E non l’apatia, come si tende erroneamente e retoricamente a rimarcare. Tra gli over 55, si denota l’impennata che questa professione ha fatto registrare nel periodo del boom degli “esodati”. Il 25% degli over 55 svolge questo lavoro da meno di 10 anni. Una valida opportunità anche per coloro che rischiano di perdere il lavoro in una età troppo precoce per percepire una pensione. Tra i motivi che spingono ad entrare nel mondo della vendita a domicilio, quelle economiche, però, sono agli ultimi posti.

Tra le maggiori aspirazioni non vi è la necessità di guadagnare di più ma quella di poter conciliare meglio gli equilibri tra lavoro e famiglia (17,5%), di tracciare un percorso di progressiva autonomizzazione (18,2%), il rapporto umano e lo sviluppo di una dialettica con l’altro (16,2%). Ma tra le più quotate vi è la volontà di iniziare una collaborazione con un’azienda di cui realmente si apprezzano di prodotti/servizi che offre (20%). Il ché denota anche una profonda onestà e deontologia professionale che amplifica l’entusiasmo.

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Flessibilità e sicurezza

La parola chiave è flessibilità in un momento storico in cui, purtroppo, si tende ancora oggi a penalizzare le madri lavoratrici, che invece da questa professione riescono a trarre il meglio senza nulla togliere all’attenzione e alla cura dei figli, di se stessi e del rapporto di coppia. In una società in cui, oltre 30mila madri lavoratrici nell’ultimo anno, a causa di ritmi frenetici e richieste stressanti, hanno dovuto abbandonare il loro lavoro, quella dell’incaricato/a può essere una valida alternativa. Un part time che non toglie molto tempo. Per esempio, l’incaricato/a alla vendita dei cosmetici, può nel tempo, ritagliarsi uno spazio, durante l’uscita con le amiche o dal parrucchiere, per illustrare il catalogo dei prodotti. Ma quella del venditore può anche diventare una professione full time, aumentando le occasioni di crescita professionale e ricoprendo anche il ruolo di supervisore o di coordinamento di altri incaricati. La crescita professionale può avvenire anche tramite corsi di formazione o di aggiornamento per stare al passo con un mercato in continuo mutamento. Corsi che anche Univendita, la maggiore associazione nel settore della vendita a domicilio mette a disposizione a titolo gratuito.

Marianna Gianna Ferrenti

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